RECENSIONE DI: PHOENIX WRIGHT - ACE ATTORNEY
Sistema: DS
Target: 7+
Genere: Avventura Grafica
Giocatori: 1
Wireless Single Card: No
Wi-Fi: No
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile
Gioco interamente in ottimo italiano.
Il nostro Phoenix si recherà puntualmente sulle scene del crimine per reperire
le prove.
I dibattiti in aula, anche se tipizzati, sono ricostruiti con dovizia di
particolari.
Fortunatamente il nostro capo ufficio ci guiderà lungo il tutorial spiegandoci
le fasi del processo.
I cattivi, nel gioco, hanno sempre la faccia da cattivi, c'è poco da fare...
TRAMA: 8,6

+ Intrigante e mai noiosa.
- Pochi colpi di scena.
GRAFICA: 7,0

+ Simpatico stile manga...
- ...Ma privo di fascino e dal sapore datato.
SONORO: 6,9

+ Doppiaggio in italiano.
- Limitato a pochi campionamenti. Musiche di sottofondo.
GIOCABILITà: 7,8

+ Avventura innovativa.
- Ma in un solo caso c'è l'interazione tipica del DS.
LONGEVITà: 8,4

+ Cinque casi davvero ben congegnati.
- Spesso il canovaccio ricalca sé stesso...
GLOBALE: 7,9

In conclusione, Phoenix Wright - Ace Attorney si conferma come una brillante ed innovativa avventura grafica. Le fasi processuali risultano forse troppo tipizzate e ridotte a sequenze sterili di dibattimento, mentre più attenzione è stata data all'istruttoria e al gioco "da detective", ciononostante come primo capitolo possiamo esserne soddisfatti!
PHOENIX WRIGHT, OVVERO: QUANDO SANTI LICHERI TRASMETTE SU DS!
Diciamo la verità, quello dell’avvocato è un mestiere affascinante. Vero, chi decide di esercitare nel penale dovrà passare la vita a difendere dei pericolosi criminali spacciandoli come miti personcine quindi non tutti, almeno dal punto di vista morale, si sentirebbero di tessere le lodi per questa categoria, eppure le spassionati arringhe davanti al giudice, i colpi di scena atti ad influenzare le corti, la retorica inebriante di stampo ciceroniano, ne fanno uno dei lavori più volte finiti sotto ai riflettori cinematografici. Soprattutto in America, ovviamente, dove il lavoro dell’avvocato consiste non tanto nel cercare cavilli legali quanto in quello di convincere la giurie con spassionati e machiavelliche trovate.
"Phoenix Wright offre una visione molto utopica del sistema giudiziario, in cui gli avvocati difendono sempre e solo delle vittime innocenti, il cattivo è davvero perfido ed il giudice…"
Qui in Italia e in tutti gli altri paesi di Civil Law accade esattamente l’opposto e dunque il mestiere ha perso parte del suo fascino televisivo dato che si riduce molto spesso ad estenuanti ricerche tra le pagine del codice penale. Un lavoro da topo da biblioteca che quasi non assomiglia per niente alla trasposizione statunitense, in cui l’avvocato, durante l’arringa, diventa quasi uno show-men, un protagonista, un attore che con la sua attenta recita tenterà di strappare gli applausi del suo pubblico. Un attore che, una volta tanto, ci piacerebbe davvero impersonare!
SILENZIO IN AULA, ENTRA IL DS!
Phoenix Wright – Ace Attorney è proprio questo: un’avventura grafica nella quale ci toccherà calarci nei pericolosi panni di un avvocato tutto speciale. E che il nostro Phoenix sia speciale lo si capisce non solo dal bizzarro taglio di capelli, ma anche dal fatto che conduca in prima persona le indagini, ficcanasando di continuo nelle istruttorie, raccogliendo prove direttamente dalla scena del crimine e andando a caccia di testimoni. Non si limita, insomma, a sentire il proprio cliente per poi costruirgli una difesa, ma scende in prima persona alla ricerca della verità. Anche perché, puntualmente, il suo assistito è un innocente, non il colpevole, dunque lavora dalla parte “dei buoni”, di coloro che cercano realmente il criminale, non di quelli che fanno di tutto per salvarlo dalla galera...
"Phoenix Wright - Ace Attorney è disponibile in versione PAL dallo scorso Novembre eppure la localizzazione in italiano la si ha avuta solo ora. Complimenti..."
La visione della giustizia e dei casi sarà dunque un po’ romanzata, ma in fondo si adatta bene ad un’avventura grafica per DS, cui PEGI ha discutibilmente assegnato il target consigliato 7+.
Non si tratterà infatti di un romanzo criminale, ma i crimini per quanto romanzati che siano ci sono, così come i cadaveri e i casi sono spesso complessi da portare a termine. Dunque noi avremmo propeso per una fascia d’età più elevata, consapevoli del fatto che dei bimbi di sette anni non saranno in grado di godere completamente di questa avventura così particolareggiata.
PREGO, ESPONETE LE VOSTRE CONTRODEDUZIONI!
Phoenix Wright – Ace Attorney, disponibile in versione PAL dallo scorso Novembre ma da solo questo Gennaio localizzato anche in italiano (complimenti per la tempistica…), si compone di cinque missioni di cui solo una è stata pensata e studiata appositamente per DS. Il titolo di Capcom, infatti, nasce su altri lidi e questo altri non è che un suo remake migliorato. Si sente spesso la mancanza di interazione e non si capisce per quale motivo la pigrizia degli sviluppatori sia stata tanta e tale da non permettere una rivisitazione completa dei casi in modo che sfruttassero tutti le specifiche della nuova console Nintendo. In un solo caso, insomma, ci si servirà della stylus per esaminare al meglio le prove raccolte, negli altri l’interazione del touch screen si limiterà solo a scorrere le cartelle ricche di informazioni o di pigiare i bottoni per proseguire con la lettura dei dialoghi. Senza considerare, inoltre, che in udienza sarà poi possibile gridare a squarciagola “Obiezione” di fronte al giudice per difendere il nostro assistito o per gettare allo scoperto e in tutta disinvoltura un asso nella manica in grado di cambiare le sorti del procedimento.
LA VERA STORIA DEGLI AVVOCATI!
Phoenix Wright offre una visione molto utopica del sistema giudiziario, in cui gli avvocati difendono sempre e solo delle vittime innocenti, il cattivo è davvero perfido ed il giudice… bhé, non capisce nulla fino alla fine e viene relegato ad un ruolo di terzo piano.
In realtà le cose non stanno affatto così e lo dico non per portare alla ribalta discussioni dallo scarso valore ma perché i più grandicelli potrebbero presto soffrire dell’ingenuità di certe missioni, del carattere troppo stereotipato dei protagonisti o della natura spesso poco processuale dei casi. Vero, in fondo si tratta di un fumetto interattivo, per meglio dire di un’avventura grafica, ma non ce la sentiamo comunque di identificarla come un “simulatore d’avvocati” alla stregua dei giudizi dati da importanti testate del settore statunitense.
"Phoenix Wright si dimostra forse troppo debole proprio nella parte processuale mentre tende a porre l’accento più sulle fasi –forse più emozionanti- dell’istruttoria tipicamente poliziesca"
E’ più un cartone romanzato che trae spunto dalla realtà per offrire qualcosa di nuovo ma che pecca proprio là dove avrebbe dovuto costruire meglio: la credibilità. Fin dall’inizio (salvo pochi colpi di scena) affronteremo l’accusa convinti dell’innocenza del nostro assistito e della colpevolezza del solito, cinico e senza scrupoli cattivo di turno. Non avremo mai quei dubbi, quegli scrupoli, quei richiami morali che sarebbe stato invece bello ricostruire perché sapremo sempre che più che i difensori del nostro cliente giochiamo ad interpretare i difensori della verità. I casi, d’altra parte, sono costruiti in modo cervellotico, ricchi di enigmi e dalle pensate talvolta sopraffine. Alcuni sono forse un po’ troppo incredibili, ma in fondo siamo sempre in un fumetto…
LA CORTE HA DECISO:
Ex lege, sentiti tutti i teste, ed esaminate attentamente le prove prodotte da ambo le parti, non mi rimane che dichiarare Phoenix Wright – Ace Attorney una valida avventura grafica per DS, ricca di spunti e di situazioni innovative. Si dimostra forse troppo debole proprio nella parte processuale mentre tende a porre l’accento più sulle fasi –forse più emozionanti- dell’istruttoria tipicamente poliziesca ma comunque fa il suo lavoro e lo fa con dignità.
"Ad esser pignoli, si tratta più un di cartone romanzato che trae spunto dalla realtà per offrire qualcosa di nuovo ma che pecca proprio là dove avrebbe dovuto costruire meglio: la credibilità"
L’imputato è insomma prosciolto da ogni accusa, ma vogliamo molto di più dal suo sequel, ormai in dirittura d’arrivo!
La corte si ritira.
Autore: Carlo Terzano


