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[ DS Anteprima ] Miami Crisis Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Friday 02 October 2009
Miami Law logo
 

LA CONSOLE A PIU' ALTO TASSO DI CRIMINALITA'

 

Sistema: Nintendo DS
Target: 16+
Genere: Avventura
Giocatori: 1
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Hudson
Sviluppatore: Hudson
Distributore: Hudson
Versione: USA
Requisiti: /
Uscita EU: Disponibile
Uscita JAP: Disponibile
Uscita USA: Disponibile


La peculiare foggia del Nintendo DS, soprattutto nella fondamentale caratteristica dello schermo sensibile al tatto, ha permesso la rinascita -ma forse sarebbe meglio dire la sopravvivenza- delle avventure grafiche, in ogni possibile declinazione. Il problema principale per tutti i titoli del genere che approdano su DS è tuttavia rappresentato da Capcom, che si è fatta trovare immediatamente pronta a conciliare l'avventura grafico-testuale basata sull'esplorazione di schermate statiche e dialoghi a scelta multipla con la praticità dell'interfaccia del portatile Nintendo, realizzando l'acclamata serie di Phoenix Wright. L'efficacia delle produzioni Capcom e la prontezza del loro rilascio (il primo innesto risale al primo anno di vita del Nintendo DS) si deve al fatto che Phoenix Wright avesse raggiunto il dovuto rodaggio diversi anni addietro, considerato che la serie nasce e cresce già su Game Boy Advance. Di conseguenza, ogni titolo del genere che approda sul portatile Nintendo è costretto a sforzi notevoli se vuole adeguarsi agli standard qualitativi settati da Capcom, essendo il confronto inevitabile. Cerchiamo di capire se Miami Crisis sia in grado di difendersi ed eventualmente se sia capace di porsi come valida alternativa alla pluridecorata serie Capcom.


LA BELLA E LA BESTIA

Miami Crisis (conosciuto come Miami Law nella sua controparte americana) si presenta come un'avventura poliziesca che richiama alla mente un generico cop movie di quelli che affollavano gli anni Ottanta e i primi Novanta, così come le ancor più numerose serie televisive condite con gli stessi ingredienti (probabilmente scaduti). La questione fondamentale è che Miami Crisis non si impegna in alcun modo nel definire una propria identità, anzi, sembra che gli sviluppatori di Hudson abbiano cercato di configurare la loro opera come una fiera dello stereotipo. Dai personaggi alla storia, tutto ha un sapore di già visto, già sentito, già letto, già giocato. Se consideriamo che l'esperienza di gioco si consuma prevalentemente nella lettura di righe di testo, che ambiscono a delineare uno straccio di trama, la pochezza della caratterizzazione di storia, setting e personaggi risulta un elemento da non sottovalutare. Insomma, nel caso di un titolo pesantemente orientato all'azione -laddove la fase interattiva fosse stata di qualità- non avremmo recriminato troppo sulla superficialità cronica della storia o sull'inesistente profilo psicologico dei personaggi, ma produzioni quali Miami Crisis hanno ragion d'essere nella loro componente narrativa (e stilistica), che nell'occasione sembra tutt'altro che attraente. I protagonisti sono Law Martin e Sara Starling, i quali incarnano le due anime del gioco: rispettivamente azione e riflessione. Dualismo sottolineato tanto sul piano narrativo, nella personalità dei protagonisti, quanto su quello più strettamente ludico, nella drastica differenza delle abilità richieste a seconda del personaggio selezionato.


La scelta dell'eroe non è dettata solo da un mero fattore estetico ma cambia radicalmente l'esperienza di gioco.
Con Law il concept è frenetico e non mancherà di piacere ai maschietti: sparatorie, inseguimenti d'auto...


Law, direttamente dal dipartimento di polizia di Miami, è il classico poliziotto dalla capigliatura selvaggia, dall'agire aggressivo, dall'impulsività esagerata. Brucia in lui il fuoco della vendetta per un collega assassinato, fatto che determina il suo comportamento istintivo e che giustifica il suo vivace interesse nella vicenda: fondamentalmente si combattono criminali generici, contrabbandieri di droga, terroristi. Sara è invece un'agente dell'FBI ed è tutto il contrario di Law: preferisce pensare prima di agire ed è in grado di mantenere la calma in ogni situazione. Prevedibilmente, lo scontro tra queste personalità ben distinte sarà il tema centrale di molti dei dialoghi tra i due personaggi, che dovranno tuttavia collaborare per sventare la minaccia. La storia prevede infatti una certa continuità lungo il suo delinearsi, nonostante il gioco sia suddiviso in cinque missioni ben separate e in parte autoconclusive.


CRISI DI IDENTITA'

Alle fasi più tipicamente da avventura grafica (esaminare schermate, parlare con varie persone, muoversi da un luogo a un altro) sono stati aggiunti alcuni minigiochi, ovviamente a base tattile, ben amalgamati con lo svilupparsi della storia. Prima di ogni fase (quindi non solo all'inizio del gioco) è possibile decidere quale personaggio utilizzare, scelta che determina sensibili differenze di gameplay soprattutto quando giunge il momento dei minigiochi. Come intuibile, selezionando Law si sceglie l'azione (inseguimenti automobilistici, sparatorie) mentre optando per Sara significa prediligere il ragionamento (analisi di prove, hackeraggio).


Impersonando la bionda Sara, invece, bisognerà affrontare un buon numero di enigmi diabolici. Chissà se sarà possibile chiamare in soccorso il Prof Layton...
Ci mancava solo il maniaco del sudoku! O risolviamo il giochino da Settimana Enigmistica o avremo un bel po' di vite sulla coscienza!


Apprezzabile la decisione degli sviluppatori di non costringere il giocatore al medesimo stile di gioco per tutta l'esperienza, grazie alla possibilità di cambiare il personaggio in corsa. Suddetti minigiochi rappresentano una parte consistente del gameplay di Miami Crisis e potrebbero donare quella vivacità che inevitabilmente manca a quelle produzioni del genere più rigorosamente legate ad un canonico puzzle solving.


Autore: Marco Trabattoni


Considerazioni Finali

Il Nintendo DS comincia ad essere affollato di avventure grafiche e simili: la sensazione è che Miami Crisis non abbia sufficiente personalità per emergere, a fronte di una solidità strutturale che potrebbe comunque attrarre quella fascia di utenza più giovane, probabilmente indifferente all'anonimato stilistico caratterizzante la produzione Hudson.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Friday 02 October 2009 )
 
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