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[ Wii Recensione ] Dead Space Extraction Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Monday 02 November 2009
Dead Space Extraction
 

DA SOLI, NELLO SPAZIO, CIRCONDATI DA MOSTRI...

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 18+
Genere: FPS on rail
Giocatori: 1/2
Wi-Fi Connection: No
Produttore: EA
Sviluppatore: Visceral Games
Distributore: EA
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile


Nonostante Dead Space non abbia fatto altro che sfondare una porta aperta, spolverando la classica trama sempreverde che vede un manipolo di scienziati alle prese con una misteriosa minaccia aliena che dilaga come un virus e decima i membri della spedizione spaziale di turno, trasformandoli in creature mostruose assetate di sangue, è comunque riuscito ad imporsi come fenomeno dell'anno, meritandosi non solo più di un sequel (questo spin off in esclusiva per Wii, che dal pdv della trama è in realtà un prequel, più un altro che costituirà il seguito ufficiale), ma anche addirittura un lungometraggio di animazione.

Insomma, è riuscito laddove molti altri suoi colleghi falliscono: ad attirare l'attenzione, a diventare fenomeno e a mettere in piedi una nuova serie di successo.


L'ORRORE SI MUOVE SU ROTAIA...

Abbandonate le meccaniche di gioco che hanno reso celebre il prequel sulle altre console da salotto, Electronic Arts e Visceral Games hanno preferito sfruttare qualcosa di più consono alle specifiche del Wii, che permettesse anche di spolverare la vecchia Wii Zapper (ve la ricordate ancora, vero? L'avete comprata assieme a Link's Crossbow Training...).

Dead Space Extraction è così un FPS on rail. Coraggio: sbadigliate pure.

Anche voi, come del resto noi, troverete il genere piuttosto desueto. Diciamo pure limitato. Vecchio e fuori moda.

Gli FPS on rail, infatti, sono morti con le sale giochi e difficilmente riescono ad imporsi nel mercato delle console casalinghe. Ancora più difficilmente, poi, riescono a divertire i giocatori più giovani, abituati come sono a gameplay decisamente più complessi.

Scivolare in automatico lungo corridoi fermandosi giusto per trivellare i mostriciattoli che sono sbucati fuori dallo scenario, è qualcosa che appartiene al nostro passato. Qualcosa che ha fatto il suo tempo e che non vorremmo più vedere.

Lo sanno bene anche i ragazzacci di Visceral Games, che prima di mettersi al lavoro su Dead Space Extraction hanno deciso di reinventare il genere!


...MA IL BINARIO E' TUTT'ALTRO CHE MORTO!

Perché limitarsi alla solita mano di bianco quando c'è la possibilità (e la volontà) di abbattere tutto per ricostruirlo da zero? Ricostruirlo più nuovo, più bello, più moderno e più soddisfacente!

E così, per fortuna, è stato.

Dopo aver imparato dagli sbagli fatti dagli altri esponenti del genere (che su Wii abbondano: da Resident Evil The Umbrella Chronicles alla raccolta del celebre The House of the Dead, passando per Ghost Squad), che sono stati bacchettati severamente per essersi limitati a riscaldare la solita minestra, il gruppo statunitense ha preferito riedificare il progetto partendo dalle fondamenta.


EA Redwood ha preferito trasformare il gioco in un FPS su rotaia.
Dead Space Extraction è un titolo fuori dal comune: difficilmente, infatti, in giochi del genere si incontrano dei personaggi non giocanti con cui interloquire!


Quello che abbiamo di fronte oggi, così, non è un FPS on rail comune, ma un FPS on rail moderno, veloce, funzionale e assai gradevole.

Insomma, è una vera sorpresa, e l'avevamo capito già dallo scorso Giugno, quando avevamo avuto modo di provare una primissima demo.

Ma esattamente in cosa, Dead Space Extraction si distingue dagli altri esponenti di questo genere così vetusto e malandato?

Anzitutto dallo spazio che riserva alla trama. La storia non è il solito pretesto per sforellare qualche mostro, ma sarà protagonista dell'intera vicenda.

In Dead Space Extraction si spara e pure tanto, è vero, ma queste sezioni si bilanciano perfettamente con lunghi ed interessanti filmati o con semplici dialoghi con personaggi non giocanti.

La seconda novità riguarda proprio gli enigmi: siamo abituati che negli FPS on rail l'ultima cosa che può fermare un giocatore è proprio la risoluzione di un indovinello, e invece gli sviluppatori si sono concentrati proprio sulla diversificazione di queste sessioni, che richiedono ora di usare la telecinesi, ora lo sparachiodi, ora di trafficare un po' con qualche terminale.

La terza novità riguarda i già citati PNG. Contrariamente alla regola, infatti, in Dead Space Extraction capita molto spesso di essere affiancati da altri giocatori controllati dalla CPU. Questi vi aiuteranno nella risoluzione degli enigmi e nel tenere a bada le immonde creature che vi rincorreranno, ma dovranno anche essere protetti.

Tutto questo fa sì che l'avventura non vada mai vissuta in modo passivo e distaccato, anche perché i dialoghi tra il protagonista e i PNG svelano sempre particolari interessanti (che potranno essere ulteriormente approfonditi rinvenendo i taccuini, le registrazioni e i diari degli scienziati e dei soldati sparsi per le strutture che visiterete).

Ho parlato di "protagonista" ma in realtà il termine andrebbe usato al plurale... E questa è la quarta novità, che scoprirete solo leggendo il paragrafo che segue.


Questa orrenda creatura che ricorda Gollum è un Necromorfo e dovrà essere abbattuta prima che si sia avvicinata troppo.
Dead Space Extraction è probabilmente l'unico titolo di una terza parte a sfruttare a dovere la grafica del Wii!


Ma prima, veniamo alla quinta novità, probabilmente la più importante. Dead Space Extraction cambia l'approccio dei giocatori allo sparattutto su rotaia andando a modificare il ruolo della telecamera.

In genere, infatti, si ha la sensazione di scivolare lungo un corridoio e questo non aiuta certo l'immedesimazione.

Dead Space Extraction presenta una telecamera più attiva e realistica, che si comporta proprio come se fosse gli occhi del nostro alter ego virtuale. La camminata viene enfatizzata da un leggero dondolio della visuale (può provocare nausea soprattutto in chi non gioca ma si limita ad assistere) ed è in più possibile ruotarla -in modo comunque limitato- in modo da credere che gli ambienti siano esplorabili con libertà.


DI CHE MORTE DOBBIAMO MORIRE?

Veniamo ora alla trama. Da questo punto di vista Dead Space Extraction si antepone a Dead Space e permette così a chi a giocato quest’ultimo di saperne di più in merito ai fatti che hanno generato l’orrore dei Necromorfi.

Anche Dead Space Extraction, infatti, è ambientato sull’altronave USG Ishimura. Ma questa volta non è ancora la nave abbandonata che abbiamo già incontrato, ma è una “planet cracker” nel pieno della sua attività: distruggere i pianeti e fonderne le viscere per estrapolare metalli preziosi. Questo, almeno, fino a quando il suo obbiettivo non sarà Aegis VII, un pianeta apparentemente abbandonato ed insignificante che però riserva qualche sorpresa sepolta sotto la sua scorza. Un orrore antico come il pianeta stesso, che viene risvegliato dalle operazioni di routine della Ishimura. Dalle profondità del suolo si sprigiona un morbo che si diffonde velocemente tra tutti gli operai presenti sulla superficie, che lo porteranno poi sulla astronave, trasformando l’equipaggio in mostruose creature dette Necromorfi.

Diversi saranno i volti noti del primo Dead Space che si potranno incontrare, tra questi spiccano già il dottor Kyne e Isaac, eroe del primo episodio. E noi? Noi impersoneremo diversi superstiti. Le loro storie creeranno via via un canovaccio, andandosi ad intrecciare tra loro. E’ chiaro che non tutti i protagonisti avranno salva la vita. Alcuni si sacrificheranno, altri aiuteranno inconsapevolmente la diffusione del morbo, altri ancora arriveranno a compiere azioni ignobili, pur di riuscire a riportare la pellaccia a casa. Insomma, sul fronte della trama, Dead Space Extraction non sembra aver nulla da invidiare ai più riusciti film di fantascienza (a questo proposito segnalo a tutti la visione di Sunshine di Boyle, regista già famoso per l’horror 28 Giorni Dopo).


IL FASCINO DELLA PAURA

Un canovaccio di tutto rispetto, una struttura a capitoli che permette di conoscere (e dire addio) una lunga serie di personaggi ben caratterizzati, una meccanica rivista per piacere ai "giovani d'oggi". Queste sono le carte vincenti del titolo EA analizzate fino ad ora, alle quali si aggiungono una modalità multiplayer (il secondo giocatore può aggiungersi in qualunque momento, non è necessario iniziare un nuovo file) ed una grafica di tutto rispetto.


Gli amanti della fantascienza resteranno piacevolmente colpiti dalla bellezza di alcune locazioni.
Nonostante il genere votato tipicamente all'azione, in Dead Space Extraction grande spazio viene lasciato alla trama.


Circa la cooperativa (ma il multiplayer ha anche una variante sfida, comunque meno interessante), dobbiamo anzitutto segnalare che gli sviluppatori hanno avuto la bontà di creare finalmente due mirini abbastanza grandi da poter essere sufficientemente differenziati l'uno dall'altro. Nelle partite redazionali a Resident Evil The Umbrella Chronicles o a Ghost Squad capitava sovente di morire perché ci si fissava sul mirino sbagliato. Qua invece è impossibile, perché sono così grossi (ma comunque fini, nel senso che non danno fastidio) che è impossibile sbagliarsi.

Circa la parte tecnica, Visceral Games ha davvero compiuto un miracolo, tanto sul fronte grafico quanto su quello sonoro.

Certo, qua e là le scalettature abbondano e alcuni modelli poligonali dei coloni lasciano interdetti, specie durante i dialoghi, ma tutt'altra cura è stata riservata -per fortuna- alle ambientazioni ed ai modelli dei nemici, che fanno davvero paura.

Ottimo il sonoro, degno di un film di fantascienza: sentirete il vostro personaggio ansimare mentre corre o urlare di terrore, avvertirete poi le urla degli altri coloni, i rumori di un assalto, gli echi di una battaglia lontana, ma voi sarete troppo lontani per intervenire. E vi sentirete impotenti.

Come tutti gli FPS on rail, anche Dead Space Extraction non dura troppo, ma questa volta la qualità del divertimento è tanto alta da non rimpiangere di aver visto i titoli di coda con qualche ora di anticipo rispetto a quanto avremmo desiderato. In più i bivi sono così numerosi che potrà sempre essere rigiocato anche dopo la scritta "fine". Magari solo per raccogliere quel quadernetto utile per saperne di più sull'ottima sceneggiatura.

Infine il gameplay: il Wiimote funge bene, tanto nella sua variante "nuda" quanto quando indossa il plasticoso Wii Zapper. Le meccaniche di gioco rivedute e corrette rispetto ai canoni classici, riusciranno a convincere anche i giocatori più giovani.

Insomma, Dead Space Extraction non è un capolavoro (qua e là si notano alcuni difettucci grafici, qua e là l'adrenalina scena e si avverte una certa ripetitività di base), ma è sicuramente un ottimo titolo, il miglior FPS on rail che il Wii potesse offrire.


A cura di: Leonardo Gatto

trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Ottima grafica
+Grande atmosfera
+Gameplay svecchiato
+Wiimote ben sfruttato
+Buona cooperativa!
  -Non dura troppo...
-Ripetitivo
 
       
In definitiva, Dead Space Extraction è davvero un ottimo titolo, da acquistare anche se non avete mai amato il genere degli FPS on rail. EA ha infatti trovato il modo di ravvivare il genere e la modalità cooperativa trova la sua ragione d'esistere in tutta una serie di frangenti e minigiochi pensati appositamente per la collaborazione tra due giocatori. Tecnicamente, inoltre, siamo di fronte ad un grande gioco, sia sotto il profilo del sonoro, sia sotto quello della grafica.

 
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