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[ Wii Recensione ] Ju-On Rancore Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Monday 09 November 2009
Ju On Rancore Logo
 


"SI DICE CHE QUANDO UNA PERSONA MUORE PROVANDO DEL PROFONDO RANCORE NASCA UNA MALEDIZIONE..."

Sistema: Nintendo Wii
Target: 16+
Genere: Simulatore di paura
Giocatori: 1/2
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Rising Star Games
Sviluppatore: AQ Interactive
Distributore: Cidiverte
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile


Contrariamente alle aspettative, il titolo basato sulla saga cinematografica di The Grudge e curato dal maestro T. Kanazawa, non è un survival horror, né un'avventura dalle tinte assai fosche.

E' invece un bizzarro esperimento pensato appositamente per il Wii, un "simulatore di paura" che mira a misurare il coraggio dei giocatori che si cimentano nelle prove proposte.

Ma di ciò parleremo più approfonditamente in seguito. Anzitutto è infatti bene spendere qualche parola nella trama.


UNA SERIE DI SFORTUNATI ACCADIMENTI

Il gioco inizia in una tranquilla periferia di una cittadina tipo Tokyo, di quelle come se ne vedono negli anime e dei manga, fatte di casette basse, squadrate, col giardino. Un quartiere di operai, sviluppatosi a ridosso di numerose fabbriche ormai abbandonate.

E' sera e il primo dei quattro protagonisti passeggia bel bello con il suo cane. Ma l'animale, all'improvviso, scappa in direzione di un vecchio edificio e sparisce nel buio.

Ovviamente il nostro lo insegue e, in men che non si dica, si ritrova in una fabbrica fatiscente, circondato dalle tenebre. Il suo cane è al di là di una porta. Lo sente abbaiare. Tira fuori una torcia e... ha inizio il gioco.

Quello che stupisce subito è che il joystick non è contemplato! In Ju-on: Rancore non si svolta né a destra né a sinistra. Non si torna indietro. Si avanza soltanto. Premendo il dorsale B. Ma nonostante le meccaniche di gioco siano simili ad un FPS on rail, Ju-on: Rancore non può dirsi esponente di quel genere.

Con il telecomando si controlla la torcia elettrica e la visuale. Scrollandolo è invece possibile reagire agli assalti dei nemici. Ma torniamo al gioco.

Il cane, dicevamo, è al di là della porta. Allora proviamo ad aprirla, mimando con il pad il movimento corrispondente... ma qualcosa ci afferra il braccio repentinamente. E il redattore che provava il gioco ha già avuto il primo di una lunga serie di infarti!


TI TREMA IL TELECOMANDO?

Naturalmente ad assalirci era il bambino della pellicola, un vero demonietto che ci tormenterà di continuo, apparendo e sparendo all'improvviso.

Perché Ju-on: Rancore è soprattutto questo: si avanza, nel buio, avvertendo suoni sinistri ed urla agghiaccianti. Fruscii, unghie che grattano contro le pareti... in ogni momento si prova la sensazione che qualcuno o qualcosa potrebbe afferrarci. Anche perché non controlliamo direttamente le mosse del protagonista di turno, possiamo solo decidere quando fermarci. Questo, che a prima vista potrebbe sembrare un limite, pone invece l'accento su di un aspetto davvero intrigante: in poche parole, giocando si prova quella sensazione classica dei film dell'orrore, quando vorremmo gridare all'eroe "attento, dietro di te!", ma sappiamo che è inutile. In Ju-on: The Grudge la stessa cosa: gli indizi ci fanno capire che sta per apparire qualcosa, ma non possiamo che avanzare.


Abbiamo trovato una chiave... Chissà se con questo buio ora riusciremo a trovare anche la toppa...
La scuola di moda è la nostra location preferita perché, con tutti quei manichini, è ancora più sinistra delle altre.


Un altro aspetto molto interessante riguarda i modi di manifestarsi dei fantasmi che infestano le cinque ambientazioni che compongono il gioco (la fabbrica, un ospedale, una scuola di moda, la villa del film e... una sorpresa che preferiamo non svelarvi!): niente zombie o esseri ripugnanti perché, la maggior parte delle volte, combatteremo con le nostre paure!

Il male, in Ju on, è impalpabile: a volte si paleserà come mobili che vengono scaraventati contro una parete, altre volte come impronte insanguinate che si compongono di fronte ai nostri occhi, altre ancora con semplici grida o versi disumani, o con improvvisi flash che faranno apparire per pochi istanti volti demoniaci. Niente zombie, niente esseri ripugnanti ma, almeno, fisicamente presenti sulla scena.

Questo non vuol dire che non ci siano i nemici: tutt'altro, per sopravvivere, anzi, dovremo sventagliare come matti il Telecomando Wii ogniqualvolta qualche creatura afferrerà il protagonista. Perché se in una stanza è presente un mostro, state certi che ci finirà addosso, visto che non possiamo scegliere dove andare e, soprattutto, l'inventario non presenta alcun tipo di arma! Questo potrebbe far credere che allora il gioco alla lunga si riveli noioso, visto che il gameplay, se volessimo riassumerlo, poggia unicamente le basi su: entra in una stanza, finisci contro il mostro, scuoti il pad o incappi nel game over, ma per fortuna non è così. Le oscure presenze, infatti, spaventano così tanto quando si manifestano, che ogni stanza è in realtà un'avventura a sé da vivere al cardiopalma. Non mancano, poi, sorprese più o meno ovvie, della serie: tornando in una stanza già visitata ma armati della chiave giusta per aprire una porta nuova, ecco che si incontra un nuovo, spaventevole, nemico. Ju-on: Rancore presenta infatti vari enigmi (stanze chiuse, oggetti da reperire) che vi chiederanno di setacciare a fondo le varie ambientazioni. Il problema, però, è che l'intero gioco è al buio e che la torcia, per funzionare, richiede una quantità industriale di batterie. Insomma, bisogna anche essere veloci e non esitare troppo!


Gli sviluppatori hanno preferito eliminare qualsiasi scritta in sovraimpressione -hud- per aumentare l'immedesimazione.
Queste impronte non promettono nulla di buono... E la tensione sale.


Alla fine di ogni ambientazione il gioco si preoccuperà di stilare una pagella che terrà conto del tempo impiegato ma anche, sorpresa delle sorprese, del coraggio dimostrato!

Proprio così, leggendo i tremolii della mano che regge il Telecomando Wii e degli scatti fatti quando qualcosa di brutto è apparso davanti ai nostri occhi, il gioco è in grado di dirci se siamo stati eroi senza macchia e paura o degli smidollati piagnucolanti. Ed il bello è che non mancano giudizi sulle righe per prendere in giro i giocatori meno bravi. Epiteti come "pecorella", "gallina" o "vecchietta" sottolineeranno le valutazioni più basse...


UN CORAGGIO DA LEONI!

L'obbiettivo ultimo, insomma, non è tanto quello di sopravvivere, quanto non farsi spaventare e, dunque, tenere il polso il più fermo possibile! Ecco quindi che Ju-on: Rancore non può essere inquadrato né all'interno dei survival horror, né nelle avventure. Ma, come ha voluto precisare lo stesso Kanazawa, è un "simulatore di paura" (o forse di spaventi) vero e proprio.


No, non è una foto venuta male: alcune ambientazioni sono così buie da risultare davvero opprimenti.
L'unica cosa che si vede, davanti a noi, è il simbolo classico delle uscite di sicurezza...


E se a tutto questo si aggiunge la possibilità che un secondo giocatore si unisca al divertimento solo per introdurre qua e là qualche evento spaventoso (premendo, senza che l'amico che sta giocando se ne accorga, il tasto A sul proprio Telecomando Wii), allora si intravede anche qualche spruzzatina di party game. Immaginatevi infatti la scena: state giocando, al buio, immersi nelle ambientazioni spettrali di Ju-on: Rancore. All'improvviso il vostro amico, che si è accorto che siete particolarmente rilassati e quindi vulnerabili, decide di regalarvi una scossa di adrenalina... schiaccia il pulsante A e scatena l'inferno! Voi fate un balzo sul divano e partono le risate! Ju-on: Rancore è anche questo.


LA PAURA GIOCA BRUTTI SCHERZI

Dal punto di vista tecnico, sebbene Ju-on: Rancore non sfrutti a dovere le potenzialità grafiche del Wii, riesce comunque a regalare emozioni, anche e soprattutto grazie all'ottimo impianto cinematografico che gioca con le ombre, gli effetti luce ed i tremolii della telecamera.

Discreto il sonoro, forte di effetti FX inquietanti ma con musiche insulse che invece che aumentare la paura aumentano solo la voglia di togliere l'audio.

Buona la giocabilità: il gioco è fondalmentalmente su binari, e alla lunga questo incide sulla profondità del gioco, ma le prime partite riescono davvero a tenere il giocatore teso come una corda di violino!

Discreta la longevità: Ju-on: Rancore non dura molto e sebbene presenti due modalità di contorno, gli stessi trucchi non funzionano più di una volta ed il giocatore alla fine smette di emozionarsi. Ciò non toglie, però, che la prima partita sia una esperienza indimenticabile... Sicuri che quel capello bianco c'era già prima che iniziaste a giocare?


A cura di: Leonardo Gatto

trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Ottima atmosfera
+Storia intrigante
+Gameplay coraggioso
  -Wiimote non sempre ben sfruttato
-Non dura troppo...
-Meccanica ripetitiva
-Grafica datata
-Sonoro insulso
 
       
In definitiva, Ju-On Rancore è davvero un titolo coraggioso che merita di essere preso in considerazione anche solo per il suo gameplay innovativo. Il simulatore di paura di Kanazawa-san è infatti un buffo ma riuscito miscuglio di elementi presi qua e là dagli FPS on rail, dai survival horror e dai party game. Il risultato? Un'esperienza unica, anche se il gioco non si presta ad essere rigiocato molto.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Friday 13 November 2009 )
 
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