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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Ghostbusters Il Videogioco |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Monday 09 November 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() SIAMO PRONTI A CREDERE IN... LORO!
Film e videogiochi: un connubio che molto spesso ha partorito unicamente degli abomini in grado di rovinare il piacevole ricordo di quella pellicola o di quel prodotto videoludico, se la trasposizione era inversa. Ed anche i Ghostbusters, i mitici Ghostbusters, hanno avuto a che fare con questa dura legge non scritta, tant'è che i vecchi titoli per NES, Spectrum, MSX, Atari 2600 e Commodore non possono certo essere annoverati tra le esperienze migliori che abbiamo mai avuto con quelle piattaforme. Tuttavia, questa volta sembra proprio che la maledizione sia stata spezzata. Ci sono voluti vent'anni esatti (tanti, infatti, sono passati dalla seconda -ed al momento ultima- pellicola di Ivan Reitman), ma finalmente i fans degli Acchiappafantasmi potranno sollazzarsi con un videogioco degno di portare quel nome! GOZER IL GOZERIANO, VI DICE QUALCOSA? Impossibile che tra voi ci possa essere ancora qualcuno che non conosca questo riuscito quartetto di disinfestatori dell'occulto (del resto Mediaset ripropone i due film con puntualità sotto Natale e quest'anno Italia 1 ha mandato in onda il primo nel pomeriggio di Halloween), ma dato che le console Nintendo presentano una platea di giovanissimi, è comunque meglio spendere qualche parola in più su questo fenomeno nato nel pieno degli anni '80. Per scoprire infatti chi siano Peter Venkman, Egon Spengler e Ray Stanz (Wiston Zeddmore entrerà in scena solo in un secondo momento), dobbiamo fare un salto nel lontano 1984, quando questi tre giovani ricercatori appena laureati vengono cacciati dall'università nella quale lavorano a causa dei costosi e poco produttivi studi condotti nel campo della parapsicologia. Per farla breve, l'obbiettivo è quello di riuscire a creare apparecchiature in grado di catturare i fantasmi. Difficile però ottenere i fondi dal rettore che, oltretutto, non crede affatto nell'esistenza degli spiriti! Finiti in mezzo alla strada, non rimane altra alternativa se non quella di mettersi in proprio e di finanziare le proprie ricerche dietro lavori ad ingaggio. Insomma, nascono gli acchiappafantasmi: disinfestatori dell'etereo e del paranormale in grado di liberarvi del fantasma di vostra bisnonna dietro un piccolo compenso... CREDI NEI FANTASMI? SI? SEI ASSUNTO! Le apparizioni dei fantasmi si susseguono a ritmo serrato ed il lavoro, che inizialmente faticava a decollare (la Grande Mela accoglie con una buona dose di scietticismo la professione del Ghostbuster), è tale da costringere i tre ad arruolare un altro uomo. Ora la squadra è finalmente completa: abbiamo il cinico e disincantato Peter, che fino all'ultimo dimostra di non credere troppo nell'esistenza dei fantasmi, per dedicarsi quindi con passione all'attività solo dopo averne intuito la possibilità di forti ritorni economici; Ray, amante dell'occulto in grado di emozionarsi come un bambino di fronte a qualsiasi attività insolita (anche una migrazione di spugne di soli 40 cm. lo manda in delirio!); il serioso Egon, stereotipo dello scienziato classico, tutto studio e calcoli. E' lui a creare le attrezzature progettate da Ray. Infine abbiamo Wiston, il personaggio meno caratterizzato del gruppo. Sul suo conto sappiamo infatti proprio poco, salvo che con ogni probabilità non è uno scienziato ed ha un carattere piuttosto schivo e taciturno. La forte carica degli altri tre acchiappafantasmi non fatica quindi a metterlo in ombra. Ma la squadra si compone di un quinto elemento, che non si sporca le mani partecipando attivamente alle missioni: Janine Melnitz, la svogliata ma essenziale segretaria.
E in Ghostbusters – Il Videogioco chi controlleremo? Scommetto che vi starete chiedendo proprio questo. Ecco, è bene precisare subito che, al contrario di quanto accade normalmente, non sarà possibile calarsi nei panni di nessun personaggio "noto". Gli sceneggiatori (anche la trama del gioco, al pari di quella delle due pellicole, è stata infatti scritta da Dan Aykroyd e Harold Ramis, interpreti poi di Ray e Egon), hanno infatti preferito introdurre un personaggio che rimanesse sullo sfondo della trama per non turbare il perfetto equilibrio della squadra. Voi sarete il biondino appena assunto. Non avrete un nome, né un aspetto ben definito. Per gli altri sarete solo la "recluta". Questo, in genere, basterebbe per farci storcere il naso, ma se consideriamo che tramite questo espediente si conservano intatte (più o meno) le trame dei due film e in più se ne crea una nuova, del tutto inedita, allora ben venga la possibilità di giocare e, contemporaneamente, rimanere ancorati al ruolo di tappezzeria. Spazio agli attori professionisti, insomma! NEW YORK COME UN PLUM PAKE PSICOCINETICO Ho parlato delle trame dei due film: Ghostbusters – Il Videogioco le intreccia e le sfrutta in modo intelligente sia per mandare in brodo di giuggiole i fans più o meno giovani, che adoreranno girare per le ambientazioni entrate nel mito (dalla biblioteca pubblica visitata dalla "Signora in Grigio", al famoso dodicesimo piano dell'hotel che ha la fortuna di avere tra i suoi ospiti il limaccioso Slimer), sia per introdurre il neofito acchiappafantasmi nelle meccaniche di gioco ed abituarlo pian piano all'ordinaria amministrazione che attende il ghostbuster. Insomma, i rimandi non servono solo per riallacciarsi alle storie delle pellicole, ma fungono anche da tutorial. Non a caso la prima missione sarà catturare Slimer al Sedgewick Hotel! Davvero una scelta gradita ed intelligente. E quando ci si è finalmente impratichiti con lo zaino protonico, ecco che ha inizio la trama vera, quella nuova ed inedita, di Ghostbusters – Il Videogioco! Stupisce l'assenza di Dana Barrett (nel film Sigourney Weaver), la ragazza di Peter. Evidentemente la coppia, che si era rinsaldata nel 1989 (anno del secondo film) nel 1991 (anno in cui sono ambientate le vicende narrate nel gioco) è già scoppiata! Ma del resto si sa: le minestre riscaldate non sono mai buone... Ora comunque Peter ha una nuova "preda", che ha il volto (per lo meno nelle versioni per console HD) e la voce della giovanissima Alyssa Milano (una delle tre interpreti del telefilm Streghe). Sul suo conto, però, preferiamo non dirvi di molto per non rovinarvi gli interessanti particolari del canovaccio. Sappiate solo che è una studiosa di storia e che ha curato la mostra su Gozer il Gozeriano...
Ed il vecchio Gozer non sarà l'unica vecchia conoscenza dei quattro acchiappafantasmi: in Ghostbusters – Il Videogioco appariranno infatti anche il sindaco Lenny, sempre pronto a pagare i danni causati dai vostri raggi protonici, purché la città sia sicura, e l'antipatico Walter Peck, il burocrate del dipartimento dell'ambiente che nel primo film aveva persino sbattuto in prigione i quattro eroi. Non solo: deus ex machina è, ancora una volta, l'architetto Ivo Shandor. Nel film del 1984 ci era stato detto che aveva progettato un palazzo di Central Park West in modo da farne un portale per una dimensione infernale. Oggi scopriamo che quell'edificio ormai distrutto non è il solo in città ad esser stato progettato con quello scopo. Altri quattro, infatti, creano una sorta di antenna che potrebbe traghettare l'intera New York in chissà quale girone infernale! VENIMMO, VEDEMMO E SENZA INDUGIO... Ghostbusters – Il Videogioco è un titolo multipiattaforma, ma la versione Wii è stata curata da un team diverso. Questo perché fin dall'inizio Sierra aveva voluto creare due versioni distine: una in alta risoluzione e dalla grafica pressoché fotorealistica per PC, X-Box 360 e PS3, ed un'altra dall'aspetto più infantile per Wii e PS2. In questo modo si evitava di avere un gioco che scimmiottasse malamente le varianti in HD e, soprattutto, si permetteva agli sviluppatori di concentrarsi sulla compatibilità con il Wiimote. I risultati? Purtroppo sono modesti, tanto in campo grafico, quanto in quello del gameplay. Partendo dal primo, Ghostbusters – Il Videogioco non sfrutta minimamente le specifiche del Wii e si limita a fermarsi ai livelli della vetusta PS2. Solo qualche effetto luce qua e là ravviva immagini altrimenti scialbe e banali. Ambientazioni spoglie, modelli poligonali appena abbozzati e texture piatte non sono certo una gioia per gli occhi. Lo stile minimalista che caratterizza il gioco non riesce a nascondere una certa pigrizia dei grafici. Intendiamoci: il risultato è comunque nel complesso godibile, ma da una macchina come il Wii si sarebbe potuto(/dovuto) pretendere di più.
Dal punto di vista della compatibilità con il Wiimote, comunque, la situazione non varia troppo dal discorso appena fatto per la grafica: non nascondiamo, infatti, che ci saremmo aspettati un sistema di controllo più approfondito ed intrigante, in grado di farci vivere pienamente la cattura, spesso faticosa, di un ectoplasma riottoso. Già ci immaginavamo qualcosa di simile alla sessione di pesca di Zelda Twilight Princess, e invece i sensori di movimento vengono chiamati in causa solo negli ultimi frangenti della cattura. Mi spiego meglio: inizialmente il fantasma va stancato. Come? In genere è sufficiente bersagliarlo con il proprio raggio protonico, puntando il Telecomando Wii nella porzione esatta della tv e sparando col grilletto B. Quindi, quando sarà indebolito a sufficienza, su schermo appariranno delle frecce che suggeriranno in che direzione muovere velocemente il polso per sbattere il povero lenzuolo contro parti dell'ambiente e stordirlo. Ripetuto questo passaggio per tre, quattro volte, sarà pronto per la trappola, che andrà tirata premendo il dorsale Z e mimando il lancio con il Nunchuk (parte davvero simpatica). La cattura funziona, è fisica e diverte pure, ma avremmo preferito ancora qualcosa di più. Bisogna comunque considerare che, dato che i fantasmi abbondano, renderla ulteriormente animata, avrebbe potuto farla diventare una fase eccessivamente stancante. Non è il massimo, ha i suoi pro ed i suoi contro, ma funziona e diverte. In più, occorre dire, che dopo che l'avrete provata, le versioni in HD vi sembreranno molto meno credibili ed orfane di un aspetto assai cruciale. ...LO GIOCAMMO! Dal punto di vista della giocabilità, Ghostbusters – Il Videogioco è uno sparattutto in terza persona relativamente normale, che si salva soprattutto grazie alle premesse fantasiose che derivano dalla mente geniale di Dan Aykroyd e di Harold Ramis. Si percorrono ambientazioni tridimensionali con una telecamera che segue fedelmente il proprio alter ego poligonale, si risolvono piccoli enigmi, ci si imbatte in boss e mini boss, quindi si raggiunge l'obbiettivo della missione. Le vere protagoniste della scena sono le battaglie con i fantasmi: per diversificarle gli sviluppatori hanno introdotto quattro tipi di raggi (il flusso protonico classico, lo sparamelma di Ghostbusters II, una variante potenziata del raggio classico -Cono d'Urto- e lo Stratiflusso) da usare a seconda dell'apparizione e della circostanza. Il primo abbatte i nemici standard, lo sparamelma dissolve lo strato di melma tossica nera nella quale si avvolgono alcuni nemici e permette di liberare dallo stato di trans i compagni che vengono posseduti (come nel film! Ricordate la scena nella quale Vigo il Carpatico prende possesso del corpo di Ray?), il Cono d'Urto va usato contro i poltergeist più coriacei mentre lo Stratiflusso paralizza temporaneamente alcuni tipi di "vapori erranti". Tutto questo vi ricorda Metroid? Ebbene, sappiate che prima di catturare un fantasma sarà cosa buona e giusta scansionarlo con il Rilevatore di Energia Psicocinetica: in questo modo vi saranno svelati i suoi punti deboli ed i collezionisti avranno qualche motivo in più per rigiocarsi i livelli già finiti. Imbracciare un fucile protonico è davvero divertente, nonostante l'apporto del Wiimote rimanga comunque limitato alla sola fase di cattura del fantasma. MOMENTI DI MELMA Arriviamo dunque al paragrafo dedicato all'analisi del motore tecnico. Dal punto di vista meramente grafico, Ghostbusters – Il Videogioco non è certo una gioia per gli occhi. La versione Wii prende in prestito da quella per la vetusta PS2 l'intero engine, ed infatti il titolo traballa, non solo a causa di diverse ambientazioni un po' spoglie e di diverse texture eccessivamente piatte, ma anche per colpa di alcuni rallentamenti che affliggono la modalità cooperativa a due giocatori. Nonostante questo, occorre segnalare l'eccellente caratterizzazione dei personaggi principali: le animazioni facciali dei quattro Acchiappafantasmi rendono i filmati persino più godibili di quelli delle varianti per console HD. Ottimi, anche, i fantasmi: gli ectoplasmi svolazzanti, siano aborti di tubero o a figura intera sembrano provenire direttamente dal film. Così come ottima è la realizzazione dei fasci protonici, che nulla ha da invidiare agli effetti speciali dei due Ghostbusters. Superlativo il sonoro, che dal lato delle musiche può contare dei brani orchestrali dei due film (in particolar modo di quelli del primo), e dal lato degli effetti FX suoni, rumori e urla mostruose provengono proprio dalle pellicole di Ivan Reitman. I dialoghi della versione italiana sono stati curati dal cast originale di doppiatori del film, ad eccezione di Bill Murray, che non ha più la voce di Oreste Rizzini (scomparso nel Marzo del 2008), ma, almeno ad orecchio, dovrebbe avere quella di Manlio de Angelis, che lo ha già doppiato in SOS Fantasmi.
Buona la giocabilità che, come ripetuto più volte, si avvale anche se non in maniera troppo approfondita dei sensori di movimento del Telecomando e del Nunchuck per acchiappare i fantasmi e per lanciare le trappole. La modalità cooperativa, poi, permette di giocare l'intera avventura con l'aiuto di un amico. Scarsa invece la longevità: l'avventura si porta a termine in pochi pomeriggi, anche perché, inspiegabilmente, i livelli della versione Wii sono la versione tagliata di quelli che possono essere giocati su X-Box 360, PS3 e PC. Solo i quadri finali sono più lunghi ed offrono un livello di sfida decisamente maggiore. Concludendo, Ghostbusters – Il Videogioco non è certo il classico tien-in. Rompe infatti la maledizione che vuole che i porting da film a videogioco siano brutture immonde e permette ai Ghostbusters di essere rispolverati in grande stile. In questo modo i giocatori più giovani potranno conoscere uno dei miti adolescenziali degli anni '80, mentre quelli più cresciutelli si lasceranno andare al classico turbinio di ricordi...
A cura di: Carlo Terzano
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 12 November 2009 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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