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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Tales of Symphonia Dawn of the New World |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tuesday 24 November 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'UNIONE -NON SEMPRE- FA LA FORZA...
C'era una volta un mondo sull'orlo del baratro. Il Mana, la fonte della vita, andava esaurendosi ed il grande albero Kharlan che lo produceva appassiva giorno dopo giorno. Martel e Mithos, giovani eroi intenzionati a non soccombere, decisero di dividere il mondo in due. In questo modo il mana residuo sarebbe bastato per soddisfare ora le richieste di uno, ora dell'altro. Nascono così Sylvarant e Tethe'alla, due entità un tempo faccia della stessa medaglia, adesso distinte e separate. Così separate che con il passare dei millenni gli abitanti di Sylvarant non sono neppure più a conoscenza dell'esistenza dei loro "cugini" di Tethe'alla e viceversa.
La separazione, però, non è la soluzione più adatta. Il poco mana rimasto è sufficiente per garantire pace e prosperità ad un solo mondo alla volta e quando un mondo ne beneficia, l'altro si impoverisce e viene sconvolto da ogni cataclisma immaginabile. In più sembra che a Tethe'alla qualcuno sia riuscito a bloccare l'effetto altalena del mana tra i due mondi, in modo da ecludere Sylvarant dalla vitale fornitura dell'essenza magica. In tutto questo si incastra la missione intrapresa da Lloyd Irvin, uno studente con poca voglia di studiare ma con tanta voglia di cacciarsi nei guai e della sua amica di infanzia Colette Brunel che, stando al culto della Chiesa di Martel (esatto, la Martel che ha separato i mondi, ora considerata una divinità) è la prescelta della profezia capace di salvare Sylvarant. Questa, a grandi linee, la complessa ed interessante storia di Tales of Symphonia, il capolavoro che Namco-Bandai ha donato cinque anni fa al GameCube. Oggi, ad un lustro di distanza, siamo chiamati a tornare in quelle terre per salvarle nuovamente dalla distruzione! IL GIORNO DELLA MEMORIA Se per noi sono passati ben cinque anni dai fatti di Tales of Symphonia, nell'universo che racchiude i due mondi di Sylvarant e di Tethe'alla il tempo trascorso è assai inferiore: appena 24 mesi dagli eventi conclusivi del prequel. Questa però non è una finzione scenica, ma una colpa imputabile al grande ritardo con cui Tales of Symphonia Dawn of the New World è stato trasportato e localizzato in Occidente e, in particolar modo, in Europa. Non bastasse il fatto che la trama del prequel era complessa e sterminata, quindi, a peggiorare la situazione ci si è messo di mezzo anche un lustro intero, che avrà sicuramente sbiadito i vostri ricordi. Per fortuna il prequel, così come questo nuovo episodio, prevedeva una simpatica opzione che trasformava in romanzo l'intera sinossi. In questo modo basterà una rapida letta per rinfrescarsi la memoria e buttarsi a capofitto in questa nuova avventura che, lo dovreste aver capito, è legata a doppio filo alle vicende del predecessore.
E chi non ha mai giocato a Tales of Symphonia? Non sono pochi i nintendofili che lo hanno cercato invano sugli scaffali dei negozi di videogiochi. Le copie distribuite da Nintendo of Europe furono pochissime e non a caso oggi il suo valore di mercato ha raggiunto prezzi inusuali per un titolo così giovane. Insomma, è facile che buona parte dei nostri lettori non abbia giocato al prequel. Non si preoccupino: anzi, giocare a Tales of Symphonia Dawn of the New World è sicuramente il modo migliore per riparare al fatto di essersi persi il predecessore. Certo, molti fatti, specie all'inizio, vi saranno oscuri, ma gli sceneggiatori si sono sforzati per rendere la trama comprensibile a chiunque, dunque state tranquilli: ciò che serve davvero per comprendere la storia viene puntualmente illustrato. Bisogna comunque dire che si tratta di una infarinatura generale, pensata soprattutto per spolverare la memoria di chi ha giocato al predecessore, quindi diversi elementi di contorno non vi verranno chiariti, ma del resto non si poteva pretendere che gli sceneggiatori inserissero troppe spiegazioni, per non appesantire la già vastissima trama di questo nuovo episodio. HOMO HOMINI LUPUS Comunque sia, la storia che ho sommariamente narrato nel paragrafo iniziale dovrebbe rivelarsi sufficiente per far capire i fatti d'apertura di Tales of Symphonia Dawn of the New World anche a chi non dovesse aver avuto la fortuna di aver giocato al predecessore. Il primo si concludeva con la rinascita dell'albero Kharlan e con la riunificazione dei due mondi. Riunificazione costata però migliaia di vite umane, dato che le radici del sacro albero, in un momento di esitazione di Colette (l'eletta, appunto), avevano distrutto intere città. Tutto, però, sembrava essersi concluso per il meglio e gli eroi che avevano composto il party si erano ritirati a vita privata. Oggi scopriamo che le cose non stanno affatto così. Sylvarant e Tethe'alla sono nuovamente contrapposte. L'unione dei due mondi in un'unica entità non è servita per far superare le contrapposizioni interne. Tethe'alla, avendo beneficiato per centinaia d'anni del mana, è un regno forte ed evoluto, Sylvarant invece è ancora nel pieno di un buio Medio Evo, fatto di vita prevalentemente agricola e di sciocche superstizioni. Gli abitanti di Tethe'alla non vogliono condividere il mana con coloro che considerano dei selvaggi, mentre dall'altra parte della barricata la popolazione di Sylvarant è stanca di essere sfruttata per garantire il benessere a gente tanto ingrata.
Il problema, però, è che Tethe'alla può contare su di un impero secolare forte e potente: la guida del re unisce genti diverse sotto un'unica bandiera. Sylvarant invece è stata sfruttata -fino all'intervento di Lloyd- dai Desiani, una organizzazione militare di mezzelfi che ha spadroneggiato impunemente, ferendo una terra già duramente provata e demolendo ogni forma di potere preesistente. Invece di avere un'unica guida, questo regno si compone di tante piccole città troppo deboli per rappresentare una seria forma di opposizione ai soprusi di Tethe'alla. In questo quadro nasce un partito politico (Vanguard) favorevole alla lotta armata che sulla carta dovrebbe essere animato dall'intenzione di riportare il regno al suo antico splendore, ma sotto sotto nasconde il classico desiderio di conquista del folle di turno. I Vanguard iniziano a porre in essere una serie di attentati ai danni delle milizie imperiali e dei rappresentati della Chiesa di Martel (considerata, assieme all'Eletta -ovvero Colette-, responsabile della distruzione di Sylvarant) che portano molto presto allo scoppio di una guerra civile. I fatti precipitano e culminano nel "giorno del sangue" di Palmacosta, così è stato chiamato l'evento che ha segnato l'infanzia di Emil Castagnier, il protagonista di Tales of Symphonia Dawn of the New World. Le truppe imperiali erano state avvertite del fatto che la città stesse tramando assieme ai rivoluzionari e sono intervenute appicando incendi e trucidando donne e bambini. Tra le vittime anche i genitori del giovane Emil, uccisi, non lo indovinereste mai, proprio da Lloyd Irving. Avete capito bene: il Lloyd che abbiamo imparato a conoscere (e a volergli bene) in Tales of Symphonia si macchia di una serie di crimini orrendi, che lo porteranno a scontrarsi con Emil, desideroso di compiere la sua vendetta! Ma la situazione è ancora più complessa: Emil, mentre fugge da Lloyd, incontra Marta, una ragazza che sta scappando da coloro che dovrebbero proteggere la città: i Vanguard. Marta ha in mano un antico manufatto che all'improvviso emana un bagliore accecante ed atterra gli inseguitori dei due. No, niente paura: quanto appena scritto non contiene spoiler ed indesiderate rivelazioni sugli sviluppi della storia di Dawn of the New World, perché è quanto viene narrato nel lunghissimo (anche troppo) filmato iniziale.
Terminato quello, i fatti si sposteranno a Luin, la pittoresca cittadina sul lago che proprio Lloyd aveva contribuito a ricostruire dopo che era stata distrutta dai Desiani. Lì Emil trova rifugio dalla zia, ma nessuno in paese, compresi i parenti, lo vuole tra i piedi: è infatti considerato un riottoso, un rivoluzionario, un nemico di Lloyd, che per quella gente è visto come l'eroe che ha esorcizzato il male liberandoli dal giogo della tirannia. L'atmosfera, insomma, è pesante e costringe molto presto il giovane e timido Emil alla fuga. Questo nuovo evento gli permetterà di incontrare nuovamente Marta, che si è già innamorata del nostro inconsapevole eroe e Tenebrae, un grosso felino parlante che è in realtà uno dei Centurioni che proteggono e regolamentano il flusso del mana. Sia Tenebrae sia Marta vogliono risvegliare Ratatosk, il signore dei mostri. Per i più è il temibile re dei demoni, ma per Marta e Tenebrae è in realtà una divinità positiva il cui sonno sta nuocendo gravemente alla vita di Sylvarant. Emil non ha scelta: dovrà unirsi a loro, ma per poter combattere ed affrontare i mostri che gli si pareranno davanti dovrà prima stringere un patto con Lord Ratatosk in persona e diventare un Cavaliere delle Tenebre... LA STORIA INFINITA? Con queste interessanti premesse narrativa, preludio di una storia ancora più complessa ed evoluta, si apre Tales of Symphonia Dawn of the New World, sequel di uno degli RPG più belli del GameCube. La trama è la vera protagonista del gioco. Era stato così con Tales of Symphonia e sarà nuovamente così in Dawn of the New World. Anzi, ora gli sceneggiatori hanno forse persino esagerato, dato che si passa quasi più tempo a visionare sequenze d'intermezzo e a leggere dialoghi (ottimamente recitati in inglese ed altrettanto ottimamente sottotitolati nel nostro idioma) che non a esplorare città e a combattere mostri. La trama irrompe tanto prepotentemente che potrebbe scoraggiare persino i fan degli RPG più caratterizzati, figuriamoci coloro che cercano solo un pretesto per sfoderare la spada e gettarsi nella mischia.
Ed il brutto è che le sequenze più importanti non possono essere saltate e molto spesso fungono da anticamera a qualche combattimento. Ne segue che, in caso di sconfitta, debbano essere viste più di una volta! Questo anche perché Tales of Symphonia Dawn of the New World è incredibilmente più difficile del suo predecessore che, ad onor del vero, aveva anzi una difficoltà media assai bassa. Forse per rispondere alle critiche mosse al prequel, o forse perché convinti che chi giocherà a questo è un giocatore già pratico del sistema di combattimento (che però ora fa perno su di un sistema di controllo totalmente diverso, basato sul Wiimote), gli sviluppatori hanno innalzato vertiginosamente la curva della difficoltà. ALICE NON E' LA SOLA SADICA DEL GIOCO... Capita sovente di perdere una battaglia e di ritrovarsi faccia a faccia con la schermata del Game Over. Ben venga la difficoltà, ma forse qua si ha esagerato. Perché morire è davvero troppo facile, persino durante i primissimi scontri. Non parliamo poi dei boss di fine dungeon, che sono esseri a prima vista inaffrontabili, di gran lunga più forti dell'intero party di eroi a disposizione del giocatore. Molto spesso si ha anche l'impressione che quella battaglia debba essere perduta, perché lo vuole la trama (capita questo negli RPG e capita anche in Tales of Symphonia Dawn of the New World) e allora si smette di combattere e di usare preziosi oggetti curativi nel timore di sprecarli, ma ecco che poi appare il Game Over! In più, l'innovativo sistema di combattimento della saga, che agli scontri ragionati a turni classici del genere preferisce un sistema improntato all'azione che permette al giocatore (o ai giocatori, le battaglie possono essere affrontate da 4 amici contemporaneamente, ciascuno dei quali guiderà un eroe) di muoversi liberamente per l'arena tridimensionale avvicinandosi e scappando dai nemici, fa si che molto spesso prima di aver ragione su di un mostro lo si debba imparare a conoscere bene, memorizzando la sequenza degli attacchi e la portata dei suoi colpi. Però ci sono anche gli altri tre personaggi controllati dalla CPU, che andranno settati a dovere -tramite un menu a prima vista complesso, ma in grado di regalare numerose soddisfazioni specie ai puristi- prima di ogni scontro per evitare che vadano allo sbando e vi costringano a fare un uso smoderato di pozioni e unguenti per la resurrezione.
Anche perché gli oggetti magici costano davvero molto e, almeno all'inizio, i soldi a disposizione sono pochissimi. I nemici si sono fatti più cattivi, ma una volta sconfitti tendono a sganciare minor quantitativi di pecunia rispetto al passato. Tutto però ruota attorno alle magie, perché cadere in battaglia è assai facile. Quindi è bene anzitutto impostare i personaggi che posseggono abilità curative in modo che, durante la pugna, si concentrino esclusivamente sul supporto magico dei personaggi che combattono. Ma i maghi sono spesso i bersagli prediletti dei mostri più intelligenti, che li attaccheranno di continuo per non permettere loro di pronunciare gli incantesimi di ristorazione. Ecco quindi che dovrete pianificare con cura ogni singola mossa e molto spesso correre a perdifiato lungo l'arena per attirare l'attenzione il fellone di turno. Il sistema di combattimento, comunque, è rimasto pressoché invariato rispetto a Tales of Symphonia, se non fosse che sono cambiati i tasti, dal momento che è mutato il sistema di controllo. Per fortuna, però, nessuna azione andrà eseguita facendo affidamento sui sensori di movimento del Wiimote: le battaglie sono infatti già abbastanza complesse e durature, renderle delle sessioni ginniche sarebbe stata soltanto una pessima idea. Il puntatore del Telecomando Wii viene usato solo in alcuni minigiochi e dall'Anello Stregone, oggetto magico multifunzione (utile soprattutto per risolvere gli enigmi nei dungeon) i cui poteri saranno indirizzati proprio dal mirino del vostro pad. Importante aggiunta riguarda invece la possibilità di addomesticare i mostri che avrete sconfitto. Come in Dragon Quest La Sposa del Destino, che presenta meccaniche simili, anche qui non avrete modo di catturare a piacimento i mostri, alla stregua dei giochi di Pokémon, ma sarà il nemico stesso, sulla base di un sistema perlopiù random, che deciderà di seguirvi, sempre che gli rispondiate con tempismo alla sua richiesta (ovvero premendo il pulsante A nell'esatto momento in cui Emil compie l'incantesimo). Anche questa novità di sicuro gradita, visto che per gran parte dell'avventura avrete modo di controllare solo Emil e Marta, sbilancia però la difficoltà del gioco, dato che potreste essere fortunati ed incontrare un mostro potente che decide subito di divenire vostro alleato, agevolandovi gli scontri futuri, ma potreste anche essere sfortunati e completare buona parte dell'avventura con il solo aiuto dei mostriciattoli iniziali, che presentano delle limitazioni tecniche da non sottovalutare... COS'E' UN SEQUEL SENZA UN PREQUEL? Nonostante la storia completa, lunga ed interessante, le meccaniche di gioco profonde e solide, per i motivi appena citati Tales of Symphonia Dawn of the New World sembra più un aggiornamento che non un gioco vero e proprio, in grado di stare in piedi con le sue sole forze. Namco-Bandai l'ha pensato appositamente per gli appassionati del prequel, rendendolo nel contempo sia un seguito, sia uno spin off à la Super Mario Bros. The Lost Levels, ovvero una versione più difficile del capitolo da cui trae origine, studiata per soddisfare la sete di nuove sfide dei fan di vecchia data. Questo rende la vita più difficile ai giocatori che non hanno mai preso parte alle stupende e trasognate peregrinazioni di Lloyd, Presea, Zelos, Genis e compagnia bella, che si troveranno in difficoltà tanto nel dover capire dettagli della trama che presuppongono una conoscenza più approfondita dei fatti, quanto con una difficoltà che li vorrebbe già pronti e maturi.
Insomma, Tales of Symphonia Dawn of the New World inizia proprio dove Tales of Symphonia finiva, non a caso il primo boss è quasi più forte dell'ultimo del predecessore. Una continuazione che sulla carta poteva far piacere, ma che lascia perplessi un po' tutti, tanto noi che abbiamo finito il prequel, ma che dopo cinque anni di assenza ci avevamo anche perso la mano, tanto i neofiti, che si troveranno subito alle prese con un gioco spietato anche a difficoltà settata su "normale". Un piccolo aiuto soccorre però tutti coloro che hanno finito il predecessore: infilando nel Wii la memory card del GameCube con i dati salvati di Tales of Symphonia sbloccherete in Dawn of the New World il "set erbe" che contiene items davvero utili ed unici che vi prepareranno meglio alle dure battaglie. MAGIA BIANCA E MAGIA NERA Insomma, Tales of Symphonia Dawn of the New World è così legato al suo predecessore che molto probabilmente sarebbe dovuto uscire molto tempo fa e, soprattutto, non arrivare in Europa con un ulteriore anno e mezzo di ritardo rispetto alla versione giapponese (uscita a Giugno del 2008). Ne consegue che anche tecnicamente parlando il titolo risulti datato, nonostante sia godibile. E' infatti ben distante da Tales of Vesperia, gioco per PS3 e 360 comunque lontano da sfruttare pienamente le specifiche delle console sulle quali girava.
Anche dal punto di vista tecnico e, in particolar modo grafico, Tales of Symphonia Dawn of the New World è un aggiornamento del primo, con scenari rinfrescati e modelli poligonali interamente rivisti, ma ancora una volta animati in modo un po' troppo approssimativo. Ed è un vero peccato, perché ciò influisce negativamente sulle tantissime sequenze d'intermezzo che raccontano la storia. Gli sviluppatori si sono concentrati soprattutto sull'espressività dei volti, ma il lavoro da fare sarebbe ancora lungo. E se Tales of Symphonia graficamente non rappresentava lo stato d'arte su GameCube, Dawn of the New World non può che essere la stessa cosa per il Wii. Un titolo discreto, ma nulla più. Anche il sonoro è altalenante ed accompagna musiche particolarmente evocative (ma solo e soltanto MIDI, mai orchestrali) a effetti sonori così mal riusciti da risultare fastidiosi. Poco male: anche se tecnicamente Tales of Symphonia Dawn of the New World è un gioco datato, farà comunque la gioia dei fans della saga e, più in generale, dei GDR, dato che dal punto di vista qualitativo è senz'altro un titolo davvero ben fatto. Certo è che per essere goduto pienamente dovrebbe essere giocato dopo aver preso parte alla spedizione di Lloyd e Colette che ha dato il via ai fatti narrati in Tales of Symphonia per GameCube. Per questo motivo coloro che hanno avuto la fortuna di giocare al primo sono autorizzati ad aumentare il voto globale in pagella di 1. A cura di: Carlo Terzano
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