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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Resident Evil The Darkside Chronicles |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Sunday 06 December 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() LA PAROLA D'ORDINE? SPARA! SPARA! SPARAAAA!!!
Solo due anni fa ai nintendofili veniva data la possibilità di avvertire meno la nostalgia di Resident Evil 5 con uno spin off pensato appositamente per Wii. Si trattava di un FPS on rail che ben sfruttava il Wiimote ma che certo non poteva supplire l'assenza di un capitolo vero e proprio della saga ideata da Capcom. The Umbrella Chronicles, però, ha venduto bene ed è stato accettato dalla critica e così gli sviluppatori non solo si sono decisi a sviluppare un sequel, ma anche a profondere in esso maggior impegno. Insomma, questo Resident Evil The Darkside Chronicles è l'evoluzione naturale del titolo che ha caratterizzato il nostro Natale 2007. ARRUOLATI E VEDRAI LE S.T.A.R.S.! Il gioco che abbiamo di fronte ora è un titolo più maturo del prequel, pressocché in ogni campo: storia, realizzazione tecnica e gameplay. Partiamo dalla trama: grande attenzione è stata riversata nei confronti del canovaccio, che va ad intrecciarsi perfettamente con le vicissitudini di Resident Evil 2 e Resident Evil Code Veronica.
Con Resident Evil The Umbrella Chronicles avevamo sviscerato meglio Resident Evil 0, Resident Evil e Resident Evil 3, ora l'attenzione degli sceneggiatori si è comprensibilmente concentrata sui capitoli restanti, ma il lavoro svolto, adesso, è di tutt'altro livello. Non sono poche, ad esempio, le scene animate che permettono di contestualizzare ogni sparatoria, così come non mancano i dialoghi in game, recitati in inglese e sottotitolati in italiano (chi non conosce la lingua di Sua Maestà sarà troppo impegnato a sparare per leggerli in sovraimpressione), ma le vere informazioni si ottengono mettendo le mani sui documenti che affollano i livelli. L'unico modo per reperirli è devastare lo scenario. Una volta sbloccati potranno essere comodamente consultati in un'apposita sezione e siamo certi che faranno la felicità dei fans storici della saga, che muoiono sempre dalla voglia di gettare un fascio di luce sulle ancora numerosissime zone d'ombra della storia principale. C'è veramente tanto da recuperare e tanto da leggere e questo rappresenta la croce e la delizia del gioco: da un lato infatti i fan di vecchia data faranno i salti mortali pur di recuperare tutti i dossier, dall'altro però avremmo preferito meno scritte e qualche filmato in più. Ma, intendiamoci, i filmati non mancano, e sono pure di pregevole fattura. Anzi, questo discorso ci aiuta ad esplorare meglio il secondo campo migliorato da Capcom: quello della realizzazione tecnica.
Graficamente parlando, Resident Evil The Darkside Chronicles è migliorato parecchio rispetto al suo paparino, che in alcuni frangenti lasciava davvero a desiderare. Cavia ha rinnovato il motore grafico e profuso una maggior cura nella costruzione delle ambientazioni, mettendo insieme una lunga fila di scenari davvero spettacolari. Alcuni scorci, poi, fanno sembrare il titolo per console HD. Solo le texture in bassa definizione e paesaggi meno dettagliati di altri ci riportano alla realtà. Comunque sia, sotto il profilo tecnico Resident Evil The Darkside Chronicles svetta sulle altre produzioni del Wii, trovandosi in posizione di testa-a-testa con Dead Space Extracion. Ed è naturale una comparazione tra i due, visto che oltretutto appartengono al medesimo genere. Il gioco di EA offriva forse ambientazioni maggiormente spettacolari e dettagliate, ma in cambio gli ambienti non erano quasi mai distruttibili ed i modelli poligonali dei personaggi lasciavano a desiderare. Di contro il titolo di Capcom ha qualche scenario sottotono, ma quasi tutto ciò che appare su schermo è devastabile ed in più i modelli poligonali dei personaggi, in particolar modo di quelli principali, sono davvero di ottima fattura.
Abbiamo parlato di scenari: ne esplorerete parecchi nei tre capitoli in cui Resident Evil The Darkside Chronicles è diviso. Parliamo di: Ricordi della Città Perduta che ci riporta a Raccoon City ai tempi di Resident Evil 2 in compagnia di un giovanissimo Leon Kennedy nel suo primo giorno di servizio come poliziotto e di una intrepida Claire Redfield alla ricerca del fratello Chris. Claire torna ancora nel capitolo successivo, Giochi di Oblio, che sfrutta la base narrativa di Resident Evil Code Veronica e ci fa fare la conoscenza dello spocchioso Steve Burnside. Infine, Operazione Javier è una piacevole sorpresa per tutti i fans della saga: ambientata nel Sud America, strizza l'occhio a Resident Evil 5 per gli scenari e, nel contempo, permette di ammirare in azione un duo d'eccezione: Leon e Jack Krauser. Proprio così: il cattivone di Resident Evil 4 è qui ancora un compagno di squadra del taciturno Leon (le vicende accadono nel 2002). Le citazioni in questo capitolo si riferiscono ad altri titoli, dato che non è tratto da alcun gioco specifico, ma non per questo la trama è meno importante: considerato soprattutto che le numerose sequenze di intermezzo sono molto sono utili a svelare informazioni che si svilupperanno poi nella storia di Resident Evil 4. Infine il gameplay: Resident Evil The Darkside Chronicles è un FPS on rail decisamente meno convenzionale rispetto al prequel. D'accordo, non tocchiamo le novità introdotte da Dead Space Extraction, forte di una trama solida, di un'atmosfera grandiosa e della possibilità di interagire con diversi PNG, ma anche la squadra Capcom ha tentato in tutti i modi di rinverdire un genere ancorato agli anni '90. Come? Essenzialmente giocando con la telecamera, che si sposta di continuo, posizionandosi ora alle spalle di un personaggio, ora ancheggiando in maniera affannata, ora simulando una caduta! La regia è davvero curata e coinvolgente, anzi, forse fin troppo coinvolgente dato che tutti questi spostamenti rendono spesso difficile l'uccisione dei nemici più piccoli e, a lungo andare, possono persino provocare una fastidiosa nausea! Comunque, non si ha più l'impressione -classica di tutti gli FPS on rail- di scivolare lungo un corridoio. A volte capiterà infatti che il nostro personaggio venga agguantato da un nemico, che caschi per terra o che si ritrovi a ruzzolare lungo un pendio. Insomma, la varietà di situazioni è utile a farci dimenticare i numerosi automatismi che reggono (e limitano) il gameplay. In più capiterà anche che il nostro patner -controllato dalla cpu- venga preso in ostaggio dai mostri: in questi frangenti bisognerà dimostrare un'ottima mira ed una buona dose di sangue freddo, perché mancare il bersaglio (o peggio ancora centrare il proprio socio) significa Game Over assicurato. GIRO DI VALZER CON IL MORTO Come nel prequel, anche in Resident Evil The Darkside Chronicles sarà possibile condividere il gioco con un amico, tramite un sistema di cooperazione molto flessibile: il secondo giocatore potrà infatti andare e venire dal gioco a proprio piacimento, senza per questo dover registrare un apposito file. Capcom ha poi tentato di approfondire ulteriormente la meccanica di gioco dando la possibilità di investire gli ori raccolti nel potenziamento delle armi, proprio come accadeva in Resident Evil 4 e in Resident Evil 5. I parametri su cui intervenire sono i soliti: numero di munizioni massime (capienza), potenza, velocità di ricarica, ecc... Anche le armi provengono dalla Santa Barbara della saga: oltre alla classica pistola di base, poco potente ma almeno dalle munizioni illimitate (come nel prequel), abbiamo fucili a pompa, mitragliatrici e persino bombe a mano. Il Nunchuck è poi deputato a sfoderare il coltello, un'arma che può davvero poco con i mostri più potenti ma che si rivelerà utile per scrollarsi di dosso quelli più piccoli ed insidiosi.
Veniamo dunque al sistema di controllo. Il Telecomando Wii funziona molto bene ed è usato per il 95% del tempo come puntatore. I sensori di movimento torneranno utili solo per togliersi dagli abbracci delle creature che ci arriveranno troppo vicine. Meglio il pad "nudo e crudo" o l'imbragatura del Wii Zapper? Naturalmente quest'ultimo fa più scena ed aumenta anche l'immedesimazione, ma non essendo la periferica "perfetta", se ancora non l'avete optate tranquillamente per la variante di Resident Evil The Darkside Chronicles senza il giocattolino: risparmierete qualche biglietto da dieci evitando l'acquisto di un agglomerato di plastica ingombrante e neppure troppo sfruttato dalla line up del Wii. MIRARE, PUNTARE, FUOCO! Insomma, Resident Evil The Darkside Chronicles è un gran titolo, che riesce nell'intento di svecchiare gli FPS on rail, anche se presenta meno innovazioni di Dead Space Extraction. Una nota di merito agli sviluppatori dello studio Cavia: tecnicamente parlando siamo infatti di fronte ad un gioco che tira a dovere le potenzialità del Wii. Se poi non tutte le ambientazioni presentano lo stesso livello di cura per i dettagli è un altro discorso, qua ci interessa anzitutto farvi presente che anche su Wii è possibile uscirsene con titoli dall'aspetto serio e cinematico. Ottimi i modelli poligonali dei personaggi principali, molto più variegata rispetto al passato la platea degli zombie, anche se i cloni sono sempre troppi, davvero eccellenti diversi scorci (specie per ciò che concerne le ambientazioni sudamericane) e gli effetti luce. Molto buono anche il sonoro, che non è mai stato il punto di forza della saga. Alcune musiche sono interessanti, ma a portare in alto il voto è soprattutto il versante degli effetti FX che si compone di suoni, urla e rumori davvero credibili. Buona la giocabilità: solo alcune sbavature del Telecomando possono irritare, specie nelle fasi in cui occorre sparare con velocità e destrezza. Lì il minimo errore si traduce nel dover ripetere la sessione. Buona anche la longevità: Resident Evil The Darkside Chronicles è più lungo e dura di più rispetto al prequel, noi comunque vi consigliamo di iniziare con il livello di difficoltà più elevato, specie se giocate in cooperativa. I fans storici della saga, inoltre, rigiocheranno parecchie volte gli stessi livelli per sbloccare tutti gli archivi e... i costumi alternativi! A cura di: Leonardo Gatto
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