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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ DS Recensione ] C.O.P. The Recruit |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tuesday 05 January 2010 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() SPARATORIE, AUTO DA CORSA E BELLE DONNE. TUTTO SU DS.
Questo nuovo titolo di Ubisoft sembra esser stato sviluppato appositamente per rispondere a chi sostiene che su DS non esistano titoli adulti, o quantomeno indirizzati ad un pubblico adolescenziale. In COP The Recruit, infatti, c'è proprio tutto ciò che un ragazzino in piena tempesta ormonale adora: le corse con macchinone potenti, tante, tante sparatorie, tecnologia ed un buon numero di belle figliole, tutte possibili prede dell'attraente protagonista. IL NUOVO VOLTO DELLA LEGGE Sono passati i tempi in cui gli ispettori di polizia erano grassi, pelati e caratterizzati da naso grosso e baffoni. Ora sono atletici, biondi e dal viso angelico, acqua e sapone. Più simile ad una star di Hollywood che ad un piedipiatti, Dan Miles è un ventenne scapestrato, che per noia ha preso parte ad una serie di pericolose gare clandestine. Dan è un vero asso al volante e le sue continue vittorie hanno iniziato a dar fastidio ai signori della malavita che gestiscono i grossi giri di scommesse. E' per questo che, un giorno, subisce un attentato dal quale si salva per miracolo. Inizia a rincorrere il suo assassino, ma all'improvviso viene bloccato dal detective Brad Winter, che era da tempo sulle tracce del nostro. Anziché trascinarlo in prigione, l'ispettore Winter preferisce usare il talento del ragazzo per la comunità e gli propone di arruolarsi nel Comitato di Controllo Distrettuale, o CCD. E' così che ha inizio la nostra carrierà nei panni del poliziotto newyorkese.
Il giovane Dan non fa tempo ad arruolarsi che la Grande Mela viene invasa da un nuovo gruppo terroristico, i Bomb Zombies, che si divertono a fare esplodere un po' tutto: tir, autobus, navi e container. Il loro obbiettivo, però, sembra ben più complesso e tutte queste esplosioni potrebbero servire solo per distrarre l'attenzione della polizia... DA GTA A DRIVER, PASSANDO PER TRUE CRIMES Corse e sparatorie. Due elementi che, come dicevamo poc'anzi, affascinano i maschietti dai tempi del vetusto GTA. Cop The Recruit, tuttavia, sembra essere legato, per storia, carisma e ambientazione, più alla serie Driver che non a quella di Rockstar. Anzitutto partiamo dalla trama: come in Driver, anche qui siete dei poliziotti. In Driver il sergente Turner lavorava sottocopertura per la mala, in COP voi lavorerete quasi sempre come poliziotto (con l'obbiettivo di inseguire i cattivi o di uccidere i terroristi), ma non mancheranno neppure le missioni nelle quali dovrete agire da infiltrato. Come nel dimenticato True Crimes di Activision, inoltre, anche in COP The Recruit è possibile prendere parte a delle missioni secondarie che capiteranno casualmente, mentre giriamo per la vasta New York. Rapine, scontri tra bande, terroristi che prendono in ostaggio inermi civili... la radio ci fornirà le coordinate utili per intervenire tempestivamente e spezzare dunque un po' il ritmo di gioco.
Come in GTA, anche il protagonista di COP può contare su di una console incredibilmente accessoriata (definita scherzosamente "Game Boy" dallo stesso Dan) che può mandare e ricevere e-mail, fungere da GPS, chiamare rinforzi o ambulanze, ma anche scattare foto, intercettare conversazioni e persino aprire tutte le serrature della città! Peccato però che il compito principale, ovvero la funzione di navigatore, venga svolta davvero male, avvalendosi di una piccola freccia verde che apparirà sullo schermo superiore e che si limiterà solamente ad indicarci la posizione geografica della meta, senza però suggerirci quali strade debbano essere prese... Un vero peccato, perché questo enorme bug farà precipitare molto spesso nel game over, specie in tutte le missioni in cui si ha poco tempo per arrivare a destinazione. Comunque, oltre al pizzico di Driver, a quello di GTA e a quello di True Crimes, la ricetta di COP The Recruit presenta due, stuzzicanti, ingredienti. Parliamo di missioni stealth à la Splinter Cell e missioni SWAT à la Rainbow Six.
Le prime sono piuttosto carine e vanno giocate tenendo d'occhio il radar sul touch screen, che presenta la posizione delle guardie ed il loro campo visivo. Si è disarmati, perciò ogni minimo errore porta al game over. Urlando qualcosa nel microfono è possibile incuriosire le guardie di ronda, facendole spostare dalla loro postazione. Le seconde sono invece varianti paciugate delle classiche sparatorie: prima di buttarsi nell'azione bisogna decidere quanti agenti far irrompere in ciascuna stanza, basandosi sul numero di nemici presenti sul posto. E' possibile operare le scelte più strane, perché tanto la quasi totalità dei criminali dovrà comunque essere eliminata da noi. La CPU dei colleghi, infatti, è così limitata da non offrire alcun valido supporto! IL CRIMINE NON PAGA, LA LEGGE HA QUALCHE DEBITO... Nonostante alcune sfacettature non proprio brillanti, COP The Recruit presenta una giocabilità comunque interessante, forte di sessanta missioni piuttosto lunghe ed impegnative che tentano in tutti i modi di variegare il concept classico del gioco à la GTA. Insomma, gli inseguimenti e le sparatorie sono intervallate da sessioni nelle quali dovrete rintracciare un fuggiasco adoperando le telecamere di sicurezza, oppure dovrete pedinare un tizio per intercettare le sue conversazioni o, ancora, rintracciare un ragazzino che si è perso nel buio dei condotti della metropolitana, puntando la propria torcia sugli elementi dello scenario grazie ad un impiego sufficientemente duttile del touch screen. Tecnicamente parlando, siamo dalle parti del miracolo, almeno per ciò che concerne la realizzazione di New York. La città è enorme, riprodotta in maniera spettacolare, trafficata, ospita un buon numero di passanti ed è arricchita da una incredibile varietà di texture sempre soddisfacenti. Di contro è rimasto poco spazio, nella cartuccia, per tutto il resto: i modelli poligonali dei nemici sono tutti uguali e scarsamente animati (una volta uccisi non si buttano nemmeno a terra, ma scompaiono restando in piedi), anche quelli dei comprimari si assomigliano eccessivamente, tant'è che a volte vi chiederete con chi diavolo state parlando. La fisica che gestisce le fasi di guida non è il massimo, dato che molto spesso impatterete a grande velocità contro una macchina piccolissima e questa non si sposterà di un millimetro, ma del resto si comporta comunque meglio della maggior parte dei giochi di corse presenti su DS. Questa incredibile realizzazione grafica, che non prende 10 solo perché la caratterizzazione non è all'altezza del comparto tecnico, ha però prosciugato la capienza della piccola cartuccia, con il risultato che è praticamente assente il sonoro. Si sente il vociare cittadino, i clacson in lontananza del traffico, i gridolini indispettiti dei passanti se arriverete a sfiorarli, ma nulla più. Le poche musiche presenti sono così brutte da farvi venire voglia di azzerare completamente l'audio ed in più, a differenza di GTA, le macchine non contengono alcuna autoradio ed i viaggi avvengono in religioso silenzio. Anzi, magari ci fosse silenzio, perché invece verrete tartassati dal rombo del veicolo, che indipendentemente dalla cilindrata dell'auto, è sempre uguale ed è sempre troppo simile al rumore di un tosaerba ingolfato. Sonoro a parte, COP The Recruit è comunque uno dei titoli più pretenziosi e coraggiosi che ci sia capitato di provare su DS. Certo, non ha nulla a che vedere, qualitativamente parlando, con GTA ChinaTown Wars, ed il gameplay ha forse tentato di battere troppe strade contemporaneamente senza raggiungere mai risultati più che modesti, ma gli amanti del genere lo apprezzeranno sicuramente. A cura di: Leonardo Gatto
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