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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Speciale ] Monster Hunter Tri - Presentazione Italiana |
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| Scritto da Carlo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Sunday 07 February 2010 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Se ancora si poteva nutrire qualche dubbio sulla spinta di cui Monster Hunter Tri avrebbe goduto in occasione del suo debutto europeo, questi residui di incertezza sono stati fugati il 4 Febbraio 2010, giorno in cui ha avuto luogo - in quel di Milano – la presentazione ufficiale di Monster Hunter Tri per il suolo italico. Sembrerebbe che questa volta non sia destinato a ripetersi il percorso di quei titoli di terze parti molto promettenti ma naufragati a livello commerciale causa scarso supporto pubblicitario, tralasciando la comunque significativa questione del target particolarissimo che caratterizza il Wii. In questo caso Nintendo deve essersi resa conto del potenziale della serie del cacciatore di mostri, tanto da prendere in mano il controllo della giostra (ovviamente in accordo con Capcom, con la quale andrà a spartirsi la pagnotta) finendo per pubblicare il gioco in Europa sotto la sua etichetta, con relativi investimenti collaterali e comunicazioni privilegiate di cui possono vantare i titoli di prime e seconde parti. Il principale motivo dell'utilità, per non dire della necessità, di comunicare con forza l'esistenza del prodotto è identificabile nella principale ragion d'essere di Monster Hunter Tri: il gioco online. Questo tipo di modalità – in generale - è basata sulla costituzione di una comunità di utenti che necessita di una spinta iniziale per avviarsi, lasciando al naturale corso degli eventi il successivo ed eventuale consolidamento, in modo che col passare del tempo sia in grado di espandersi autonomamente. Il problema consiste - a questo punto - nel fatto che l'utenza Nintendo non risulta completamente avvezza a questo tipo di approccio ludico (sono ancora pochi i giochi per Wii e DS che offrono una consistente modalità online, e ancor meno quelli che hanno avuto seguito). A questa problematica si aggiunge il fatto che la saga rappresenta una completa novità per qualsiasi console della casa di Kyoto (Monster Hunter ha incontrato il successo principalmente grazie a PSP), con relativo agglomerato di adepti ancora da coalizzarsi. Le difficoltà si preannunciano dunque notevoli, tuttavia sembra sia stato fatto di tutto per sdoganare definitivamente la filosofia e i benefici dell'online gaming tra l'imprevedibile pubblico Nintendo. Questo grazie all'eliminazione dei vituperati codici amico e alla sbandieratissima compatibilità con il Wii Speak, capace di rendere la versione europea di Monster Hunter Tri superiore alla controparte giapponese che, come vi avevamo avvertito in sede di anteprima, non poteva vantare il supporto alla chat vocale. Capcom e Nintendo hanno messo dunque in campo le loro armi migliori nel tentativo di tramutare (finalmente) Monster Hunter in quel mostro gallinaceo dalle uova d'oro che è diventato sul suolo nipponico ma che ancora non si è del tutto affermato come tale in Occidente: delle dieci milioni e mezzo di unità piazzate worldwide dall'intero franchise, quasi nove milioni sono state vendute nel solo Giappone, dove il qui discusso Monster Hunter Tri ha raggiunto il grado di million seller in soli sei mesi.
Per la dettagliata presentazione del gioco si sono scomodati perfino Ryozo Tsujimoto (produttore) e Kaname Fujioka (direttore creativo) che hanno raggiunto Milano per raccontarci in prima persona le caratteristiche salienti della (mostruosa) creatura che hanno dato alla luce e a cui vogliono un mondo di bene. I due soggetti di cui sopra si sono premurati di segnalare come il gioco sarà tranquillamente fruibile anche da coloro i quali non avessero avuto alcuna esperienza con il mondo di Monster Hunter, in quanto saranno incluse tutte le istruzioni necessarie alla completa comprensione dei meccanismi (invero non troppo complessi) che muovono gli ingranaggi di un prodotto comunque sia pesantemente orientato all'azione. Altrettanta premura è stata riposta nella illustrazione della modalità in singolo, come a voler affermare la sua pari importanza rispetto al gioco online. L'avventura inizia nel villaggio Moga, un suggestivo centro abitato dominato da assi di legno e palafitte che si espande tuttavia anche sulla terraferma. Primo compito del nostro cacciatore prediletto sarà quello di procurarsi armi e bagagli per poi lanciarsi verso l'ignoto: vari negozi o simili saranno ben lieti di forgiare per noi un qualche strumento di distruzione e una altrettanto utile armatura, previa raccolta di materiale idoneo alla costruzione degli oggetti desiderati. Si inizia con qualche straccio addosso e una lama essenziale per poi ottenere, strada facendo, corazze sempre più possenti e spade sempre più distruttive. Niente che non si sia già visto in un qualsiasi gioco di ruolo. Un aspetto forse più insolito è rappresentato invece dalla possibilità di schierare al proprio fianco un personaggio di supporto: Cha-Cha è un buffo mostriciattolo di cui il nostro cacciatore dovrà prendersi cura per assicurarsi i suoi servigi, prescelti dal giocatore stesso. Il volto di Cha-Cha è infatti coperto da maschere intercambiabili corrispondenti ad abilità specifiche: si va dalle semplici mansioni di attacco per supportare il giocatore durante i combattimenti alla possibilità di tramutarsi in una torcia per illuminare certe grotte avvolte dall'oscurità e altrimenti non esplorabili. La novità principale che va a rinvigorire il gameplay di Monster Hunter Tri è dovuta alla possibilità di esplorare ambienti sottomarini dove, senza troppi misteri, si consumerà il fulcro della modalità in singolo e della storia messa in scena da Capcom; i terremoti che affliggono il villaggio e riguardo ai quali dovremo indagare sembra infatti siano causati da un enorme mostro marino contro il quale presumiamo dovrà scagliarsi il nostro attacco ultimo.
Il villaggio Loc Lac è invece il punto di partenza delle escursioni multigiocatore online. Si tratta di una sorta di hub dove incontrare gli altri giocatori, formare party (come anticipato, non è richiesto lo scambio dei codici amico) e ottenere missioni. Abbiamo avuto modo di provare una simulazione di una partita online - avvenuta tramite una connessione LAN - che ci ha permesso di intraprendere una battuta di caccia insieme ad altri tre cacciatori volenterosi di testare in anteprima le potenzialità di questo Monster Hunter Tri. Siamo stati catapultati in uno scenario piuttosto vasto (controllabile grazie alla pratica minimappa a schermo) dove ben presto ha avuto luogo un'epica battaglia contro una sorta di dinosauro draghiforme piuttosto inalberato per la nostra presenza. Strada facendo abbiamo incontrato alcune creature apparentemente non aggressive, ma forse non si erano semplicemente accorte di noi. Prima di mettere piede a terra è avvenuta la selezione del personaggio, scelto tra una manciata di guerrieri che si differenziavano principalmente per l'arma equipaggiata. Oltre alle varie spade, asce, lance e simili, spicca una sorta di balestra che rappresenta l'unico strumento che permette di attaccare dalla distanza; sarebbe pertanto ottimale avere nel proprio party almeno un cacciatore equipaggiato con tale attrezzo, che peraltro può vantare un mirino di precisione con diversi livelli di zoom. Le altre armi, soprattutto quelle più grosse e pesanti, alla prova sul campo dimostrano una certa macchinosità dovuta alla lentezza con la quale il personaggio scaglia l'attacco, il cui raggio d'azione e la cui durata di esecuzione varia per ogni arma, da studiare quindi attentamente. Per il resto, il sistema di controllo (abbiamo avuto modo di provare il gioco utilizzando il Classic Controller Pro) prevede la leva sinistra per il movimento e quella destra per la rotazione e l'avvicinamento della telecamera, che va manipolata costantemente e prontamente dal momento in cui, nella frenesia della battaglie, i cambiamenti di posizione sono costanti e la necessità di aggirare le enormi creature va accompagnata dall'opportuno posizionamento della macchina da presa, in modo da porre il nostro eroe sempre e comunque al centro dello schermo. Queste battaglie per quattro giocatori si sono dimostrate vivaci e confuse al punto giusto, con fuoco e fiamme che imperversavano impunemente a tutto campo. Durante i combattimenti pratica fondamentale è quella della schivata, una lesta capriola che permette di salvare la pelle in diverse occasioni. Tra le azioni collaterali si segnala la facoltà di utilizzare oggetti (come le pozioni per ripristinare la salute) direttamente in battaglia, tramite una schermata di selezione dei medesimi richiamabile con la pressione di uno dei dorsali. Non abbiamo ravvisato la presenza di una assegnazione rapida dei vari item di supporto (per esempio utilizzando la croce direzionale), che avrebbe invece giovato parecchio. Durante i combattimenti è capitato che, nonostante le sonore mazzate destinate ai mostruosi avversari, questi procedevano nel loro agire senza curarsi minimamente dei nostri attacchi (e senza mostrare alcuna logica reazione). Generalmente ogni colpo andato a segno viene evidenziato da alcuni fulmini blu che segnalano la zona dell'impatto, tuttavia non sempre il mostro reagisce come se fosse stato effettivamente colpito; in altre parole, manca la sensazione di fare male (in netto contrasto con la tracotanza delle nostre armi). Esaurire tutte le energie non corrisponde a morire, ma a perdere i sensi: in tal caso si viene rispediti al punto di partenza. Esiste inoltre una barra di energia supplementare che regola tutta una serie di altre azioni quali il nuotare o le capriole di evasione.
Monster Hunter Tri vanta una realizzazione grafica imponente, che si distingue in particolar modo per la vastità dell'ambiente di gioco. Un universo selvaggio e incontaminato da violare a suon di mazzate. E' possibile vedere in lontananza alcuni paesaggi da cartolina, ma purtroppo si tratta di una mera questione estetica: luoghi irraggiungibili e con funzione di tappezzeria. Poco male. Quando ci si addentra nel cuore del deserto, pianura o foresta che sia, si stagliano all'orizzonte complessi montuosi – stavolta di consistenza poligonale - ancora una volta più belli che utili: si cammina per lo più in piano, non avendo a disposizione alcuna abilità acrobatica o possibilità di scalata nei confronti dell'ambiente, che risulta totalmente non interagibile e pertanto avente la sola funzione di contenitore dello scontro tra cacciatori e mostri. Una elaboratissima arena da combattimento. La grandezza del terreno percorribile rischia di diventare un'arma a doppio taglio: bisogna avere la mentalità del maratoneta per coprire la distanza che separa i vari punti della mappa, soprattutto considerate le scarse possibilità di interazione offerte dallo scenario (oltre ai nemici contro cui scaraventarsi, le attrattive sono ben poche). Il prezzo da pagare per ambienti così massicci - oltre alla presenza di un aliasing piuttosto evidente - è quello di frequenti tempi di caricamento, comunque abbastanza brevi e nel complesso sopportabili. Per quanto riguarda le creature abbiamo a che fare con mostri talvolta davvero mastodontici e generalmente ben animati, tuttavia sono ravvisabili problemi di compenetrazioni poligonali (è capitato che il nostro personaggio si sia sovrapposto completamente ad alcune creature) oltre alla già descritta indifferenza al dolore di qualche nemico. La realizzazione dell'acqua risulta soddisfacente, soprattutto a livello superficiale (cascate e fiumiciattoli), ma quando ci si immerge nelle profondità dell'oceano (durante le tanto attese fasi subacquee) lo schermo si tinge di blu senza dare l'effettiva sensazione di trovarsi avvolti da una sostanza liquida. Le fasi in notturna completano il quadro di un comparto visivo che non può certo essere rimproverato per mancanza di varietà. Come sempre, il giudizio definitivo verrà espresso in sede di recensione, che sarà pubblicata su queste pagine in concomitanza con l'uscita del gioco, fissata per il prossimo aprile.
Autore: Marco Trabattoni
Comunque vada, Monster Hunter Tri è destinato a scrivere un capitolo importante nella storia della piattaforma che lo ospita: scopriremo se il gioco online riuscirà ad affermarsi su larga scala anche su console Nintendo - e anche per quei giochi non sviluppati dalla casa madre - o se rimarrà prerogativa di un ristretto gruppo di appassionati. Le sbavature tecniche ridimensionano solo in parte l'importanza della realizzazione grafica, che resta talmente ambiziosa da far chiarezza – nel bene e nel male - sui tanto discussi limiti tecnologici della console. Privato delle sue responsabilità meno concretamente ludiche, Monster Hunter Tri trova ragionevole motivo di essere atteso per quello che fondamentalmente vuole essere, e probabilmente sarà: un gioco di ruolo d'azione solido e coinvolgente.
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| Ultimo aggiornamento ( Sunday 07 February 2010 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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