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[ Wii Recensione ] Fragile Dreams - Farewell Ruins of the Moon Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Tuesday 06 April 2010
Fragile Dreams logo
 

"IN QUESTO GRANDE MONDO, COSI' PIENO DI PERSONE, OGNUNA DI ESSE SI CHIEDE: 'PERCHE' SONO TUTTA SOLA'"?

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 7+
Genere: Azione/GdR
Giocatori: 1
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Rising Star Games
Sviluppatore: Venus & Braves e Tri-Crescendo
Distributore: Cidiverte
Versione: PAL
Requisiti: Saper leggere e conoscere l'inglese
Uscita: Disponibile


Sviluppato dal poco noto team Venus & Braves, sotto le direttive di tri-Crescendo (Baten Kaitos ed il nuovo Xenoblade), Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon è senz'altro uno dei titoli più attesi di questa Primavera. Un po' per via del genere di riferimento -a metà strada tra un'avventura ed un rpg-, un po' per lo stile, che non mancherà di far innamorare i fans degli anime e dei manga, ma soprattutto per l'atmosfera creata, lontana anni luce da quella dei giochi Nintendo.

Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon è, lo diciamo subito, uno di quei giochi "da magone", da lasciare sullo scaffale se in questo periodo non siete sufficientemente sereni, perché vi potrebbe stroncare.

Il pargolo di Rising Star Games, editor sempre più interessante ed affezionato al Wii (suo anche Rune Factory Frontier, recensito su questo stesso numero e lo splendido Muramasa), adora sguazzare nelle atmosfere cupe, giocando con i sentimenti tristi ed angoscianti dei suoi protagonisti, ma anche e soprattutto dei giocatori.


LA MALINCONIA E' LA FELICITA' DI ESSERE TRISTI

Non so chi l'abbia detta questa frase, che Carlo va ripetendo quando qualcuno di noi nota che è un po' giù (ebbene si: anche il Supremo, ogni tanto, lascia intravedere qualche spiraglio di umanità!), però esprime indubbiamente un concetto veritiero. Noi ragazze lo sappiamo bene, visto che siamo solite crogiolarci nelle nostre sofferenze, specie se sono collegate a pene d'amore. Così come del resto apprezziamo molto i film e i romanzi rosa, quelli in cui si piange e pure parecchio. Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon non è certo un gioco "per ragazze", ma si circonda comunque di problematiche adolescenziali malinconiche che vi faranno riflettere: il tema di fondo è quello della solitudine, che raccoglie però anche sentimenti contrastanti, sempre in bilico tra la gioia e la disperazione, come il primo amore, la felicità di incontrare finalmente degli amici e la paura di essere lasciati indietro, emarginati.


Seto è solo e la sua solitudine verrà fatta pesare in continuazione dai suoi commenti molto tristi, o dalle sue espressioni assenti.
Lei è Ren, la ragazza che canta alla luna e che, in un batterbaleno, farà innamorare Seto, dando un nuovo obbiettivo alla sua ricerca!


Il tutto è reso ancora più angosciante dall'ambientazione: una Tokyo dei giorni nostri post ecatombe. Il genere umano sembra essersi estinto, i popolari quartieri della capitale nipponica, che di sicuro avrete già visto in chissà quanti anime e manga, ora sono deserti, silenziosi, in balia della vegetazione che reclama nuovamente i propri spazi. Le fredde strutture in metallo delle industrie si stagliano sul tramonto e sembrano gli scheletri rimasti a testimoniare una società ormai scomparsa. Le abitazioni, vuote, contengono ancora gli echi delle persone che vi hanno vissuto e che continuano a manifestarsi sottoforma di evanescenti presenze decise a trasformarvi in uno di loro. Non c'è più il calore della vita, a Tokyo: tutto è umido e freddo e risplende sotto i raggi di una maestosa luna piena.


ALLA RICERCA DEL NUMERO "2"

Seto, un adolescente timido ed ombroso, è, in qualche modo, scampato alla tragedia che in un primo tempo sembrava non aver lasciato supersisti. Con il vecchio nonno si è rifugiato in un osservatorio abbandonato e, sebbene la loro vita sia fatta di stenti, i due, assieme, sono felici.

Agli inizi dell'autunno, però, l'ennesimo dramma nella vita del ragazzo: la morte del nonno, malato da tempo. Ora è davvero solo. Dapprima prova a vivere come se nulla fosse cambiato, ma in lui la disperazione cresce e lo spinge a mettersi in cammino. Verso dove? Non lo sa. Per fare cosa? Per incontrare qualcunaltro. Chi? Impossibile dirlo.

Armato di una torcia elettrica, di un generatore e di una piccola valigia, Seto si mette in marcia verso il centro di Tokyo, un cumulo di macerie continuamente sconquassato da terremoti di crescente intensità. Al buio le ombre dei detriti sembrano prendere vita ed attanagliargli il cuore. I suoi occhi gli giocano brutti scherzi e la sua sanità mentale vacilla. Il vento si infila tra le strutture abbandonate e crea suoni spaventosi. E' solo da così tanto tempo che quasi non ricorda quando sia stata l'ultima volta che ha parlato con qualcuno.

Presto, però, scoprirà che Tokyo non è ancora un deserto: oltre ai pericolosi fantasmi che la popolano, simili a delle meduse dai lunghi tentacoli filamentosi, un gruppo di individui si aggira per le strade nella notte, ciascuno porta con sé la propria storia drammatica e tenta sentirsi meno solo. Ad iniziare da PF, il generatore che il ragazzo porta a tracolla, dotato di un'intelligenza artificiale avanzata e rinvenuto casualmente in una stazione ferroviaria, fino ad arrivare a personaggi in carne ed ossa, come Crow, un adolescente che ha perso la memoria, deciso a far luce sul proprio passato, ed il "mercante", un tizio inquietante all'interno di un pupazzo-mascotte logoro e sporco, con l'abilità di comparire esattamente quando meno lo si aspetta. Poi c'è Sai, lei è morta, è un fantasma: sul suo corpo evanescente porta dei misteriosi simboli geometrici ed algebrici, la testa è ancora fasciata ed è forse un indizio sul modo in cui è trapassata. Deciderà di accompagnare Seto, punzecchiandolo per tutto il viaggio e rendendosi a tratti insopportabile. Anche lei è triste e pare in cerca di qualcuno o qualcosa. Scompare con la fretta con cui è apparsa.


Nonostante il mondo di Fragile Dreams sia abbandonato, non mancano gli scorci idilliaci e poetici...
...Peccato però che, alla luce del giorno, ci si renda conto che la grafica in realtà è un po' datata.


Infine Ren, la figura più misteriosa di tutte. Così evanescente che, almeno all'inizio, Seto sarà convinto che sia l'ennesimo fantasma che non ha ancora realizzato di essere morto. Elegante nonostante indossi solo qualche straccio, bionda e angelica, ha un atteggiamento svampito, perennemente assorto in chissà quali pensieri. Sa più di quanto non voglia dirci ed anche lei, come tutti gli altri personaggi che incontreremo durante il viaggio tra le ombre di Tokyo, svanirà all'improvviso, facendoci pesare ulteriormente la rinnovata sensazione di solitudine che sopraggiungerà. Ren canta alla luna piena. La sua voce è incredibilmente bella, ma la melodia molto triste. Conquista subito il cuore di Seto, che si troverà ad inseguirla ancora prima di rendersi conto di essersene innamorato. La giovane Ren ama i gatti e viaggia per Tokyo tracciando enigmatici disegni su mura e pavimenti di edifici diroccati. Sebbene ci sforziamo di raggiungerla, lei sembra sempre essere più in là, troppo lontana, come se non appartenesse a questo mondo. Irraggiungibile. E lì ha inizio il nuovo dramma di Seto...


POTREI ESSERE SOLO... MA, FORSE...

Come avrete capito, in Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon la trama gioca un ruolo incredibilmente importante, arrivando a sconfinare nell'atmosfera e persino nel modo di rapportarsi al gioco. Supportata da una veste grafica dignitosa, in grado di creare ambientazioni affascinanti, per quanto diroccate, e da un uso degli effetti di luce notevole (ad iniziare dalla torcia elettrica del protagonista, ma anche i raggi del sole e quelli della luna aggiungono ulteriore pathos e dramma al tutto) ma, soprattutto, da una colonna sonora che nulla ha da invidiare a quelle che sottolineano le più importanti opere cinematografiche, la storia di Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon diviene sempre più misteriosa ed incredibile, capace di regalare tante soddisfazioni e colpi di scena inattesi.

Girovagando qua e là Seto raccoglie le testimonianze di coloro che in quegli ambienti hanno vissuto e sono morti. I diari tenuti con cura da una studentessa che si era innamorata del compagno di banco e non sapeva come rivelarglielo, gli scritti di una casalinga annoiata della sua vita sempre così monotona. Conosceremo la vita di persone che non avremo modo di incontrare mai, ma tutti questi dettagli, anziché creare una storia pulviscolare, si amalgameranno alla perfezione per fare da sfondo al dramma personale di Seto, distrutto dalla sofferenza di essere solo e di capire che tutti i suoi sforzi per raggiungere Ren si rivelano puntualmente vani, piuttosto che dalla disgrazia che ha spazzato via ogni forma di vita nella capitale del Giappone.

Una storia importante, prepotente, che schiaccia un gameplay, che si trasforma, paradossalmente, in un elemento secondario. Il giocatore, infatti, procede non per il piacere di giocare, ma per scoprire come andrà a finire l'avventura di Seto, di Ren, di Crow e di Sai. Riuscirà il mondo a tornare come prima? E, soprattutto, cosa è successo?


Diverse ambientazioni sono assai particolareggiate, specie per ciò che riguarda gli interni. Lo stato di abbandono è reso benissimo e rende la nostra ricerca ancora più inquietante.
Anche le esterne sono ben realizzate, specie quelle che fanno affidamento sui giochi di luce, veri protagonisti del comparto grafico del gioco.


Dal punto di vista del gameplay, non a caso, Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon si dimostra assai modesto, anzi, lascia intravedere di non essere particolarmente curato, mettendo in mostra un'avventura piuttosto ripetitiva, nella quale si avanza per collezionare oggetti da usare successivamente per la risoluzione degli enigmi, sfruttando il Telecomando Wii a mo' di torcia elettrica nelle fasi deputate all'esplorazione e di oggetto contundente quando ci ritroveremo a combattere contro i fantasmi e gli animali selvatici che popolano Tokyo.

Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon è un gioco cattivo, di quelli con gli spigoli acuminati come non se ne vedeva da un pezzo. Si muore molto facilmente, per colpa di un'inventario che non fa sconti e non consente di portare con sé un medikit in più o un'arma di scorta. E proprio le armi si romperanno sempre nel bel mezzo di un combattimento, costringendoci ad una fuga disperata, verso l'ultimo luogo in cui avevamo incontrato il Mercante, che sparisce quando servirebbe e compare quando siamo pieni di roba.

Ma la causa principale di Game Over resta la visuale, che da di matto lasciandoci in balia dei gruppi di nemici che ci circonderanno per avere poi la meglio in men che non si dica; di una difficoltà media che alterna momenti molto facili ad altri incredibilmente difficili.


La visuale in prima persona è utile per rinvenire i dettagli nascosti nello scenario, ma è impossibile muoversi, in questi frangenti.
I nemici sono, spesso, molto più forti di noi ed in più riappariranno non appena lasceremo la stanza in cui li abbiamo eliminati.


Non è un male assoluto, perché tutta questa frustrazione, in realtà, riesce a sottolineare la fragilità dell'eroe, solo, in balia degli eventi, ma di certo è anche una denuncia palese ad un gameplay poco raffinato e molto grossolano, come grossolano è il sistema di controllo, che rende Seto legnoso soprattutto nei frangenti più ostici.

Tutto questo, però, non basta a rovinare l'esperienza. Del resto Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon non è solo un videogioco, ma tenta di andare oltre, creando un filo conduttore con gli anime e persino con la letteratura per ragazzi. I temi trattati sono quelli e nell'opera tri-Crescendo hanno addirittura preso il sopravvento, lasciando in disparte l'azione vera e propria. Certo, qua sul Mario & Yoshi's friends Magazine la giocabilità rimarrà sempre più importante di qualsiasi atmosfera e di qualunque canovaccio, ma è pur vero che siamo stati i primi -e forse restiamo anche gli unici- ad aver introdotto la voce "trama" nella pagella, proprio perché siamo contenti se le opere virtuali stanno via via divenendo sempre più approfondite e dispensatrici di emozioni. Quindi, per questa volta, ci concediamo uno strappo alla regola e chiudiamo un occhio di fronte ad una giocabilità che zoppicca, mentre l'altro è rosso e pieno di lacrime distrutto ed impressionato da una atmosfera senza pari.


A cura di: Luisa Grotti

trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Atmosfera unica, irraggiungibile
+Scorci ricchi di significato
+Stile anime accattivante
+Trama straziante
+Effetti luce realistici
+Possibilità di settare il doppiaggio giapponese
+Viaggio nelle tematiche adolescenziali
  -Gameplay zoppicante e ripetitivo
-Controlli legnosi
-Qualche momento frustrante
-Testo a schermo in inglese
 
       
In definitiva, Fragile Dreams Farewell Ruins of the Moon è un titolo davvero atipico, di quelli coraggiosi, un po' spigolosi ed anche assurdi, che tanto ci piacciono. Ci guiderà in un dramma in grado di farci piangere come disperati, reso ancora più credibile da un ottimo sonoro, che nulla ha che invidiare a quello degli anime più noti, e da una realizzazione grafica non sempre eccellente ma comunque capace di costruire ambientazioni che vi toccheranno nel profondo. Certo, il gameplay zoppica ed il personaggio si controlla in modo troppo legnoso, ma Fragile Dreams è, prima di un gioco, un interessante viaggio alla scoperta di sè stessi. Da provare.




 
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