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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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Settembre 2010
[ DS Recensione ] Rooms: The Main Building | [ DS Recensione ] Rooms: The Main Building |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Wednesday 01 September 2010 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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IL GIOCO DEL 15 HA TROVATO CASA!
Solo i più vecchi tra voi si ricorderanno il ‘gioco del 15’: uno scacciapensieri in legno (o in plastica) in cui bisognava rimettere nell’esatto ordine quindici tessere numerate facendole scorrere all’interno di una griglia in cui gli spazi sono 16. In poche parole, ogni volta che si muove una casella, occorre spostare tutte le altre per creare il posto necessario alla manovra. Un gioco di incastri semplice ma stuzzicante che rivive ora su DS grazie ad Hudson Soft.
VECCHI GIOCHI E NUOVE IDEE? E’ possibile strutturare un intero videogioco sul ‘gioco del 15’. No, ve lo diciamo subito. Rooms: The Main Building parte bene, anche per merito di una realizzazione grafica e di un comparto sonoro che sulle prime creano l’illusione di un gioco particolarmente curato, ma pian piano svela di essere una semplice versione virtuale di un passatempo che ormai ha troppi anni sulle spalle per poter divertire ancora. In più questo genere di giochi-rompicapo venivano chiamati ‘scacciapensieri’ proprio per via del fatto che, alla lunga annoiavano, mentre erano l’ideale per intrattenersi nelle pause da pochi minuti. Tutto questo si ripercuote negativamente sul titolo Hudson che tenta di allungare il brodo con alcuni fattori: una trama delirante, qualche oggetto utile a variare le regole del gioco e livelli sempre più grandi che comporteranno dunque soluzioni più complesse.
Scopo di Rooms: The Main Building è fare uscire il losco figuro Mr. X (un tipo in impermeabile scuro, che però a colpo d’occhio ricorda un maghetto à la Harry Potter) dall’edificio stregato in cui è stato rinchiuso. Quindi ogni livello, ovvero ogni palazzo, ha un ingresso e una uscita, nel mezzo ci sono tutte le stanze da ruotare in modo da creare una via di fuga. Come nel gioco del 15, ogni volta che si muove una stanza, slittano le altre, perciò occorrerà procedere con pazienza, avendo cura di pianificare ogni mossa. Le novità introdotte da Hudson per svecchiare la semplicistica meccanica alla base del gioco sono in realtà degli oggetti (una sorta di power up) utili a scardinare le rigide regole che governano l’universo inquietante e claustrofobico di Rooms: The Main Building. Ad esempio, gli apparecchi telefonici servono per teletrasportarsi da un capo all’altro della cornetta, gli armadi, invece, consentono di scambiare, a piacimento, la posizione di due tessere, senza far slittare quelle vicine. Le candele dovranno essere portate alla miccia delle casse di dinamite utili a rimuovere piccoli ostacoli, mentre gli idranti torneranno utili a risucchiare l’acqua che allaga alcune stanze, impedendovi di continuare senza una… boccia per pesci rossi che, calcata bene sulla testa del protagonista, gli permetterà di improvvisarsi palombaro.
PROFUMO DI LONDRA Tecnicamente parlando, Hudson Soft. ha fatto i salti mortali per evitare di rendere ‘il gioco del 15’ stantio come la controparte in legno, inventandosi una curiosa ed interessante ambientazione londinese, fatta di corridoi in freddo marmo, caminetti accesi, le immancabili cabine del telefono color rosso, camere padronali, librerie colme di volumi, case dal forte sapore vittoriano. Curiosa anche la scelta di affidarsi alla prerenderizzazione per i movimenti del protagonista: un attore in carne ed ossa le cui azioni sono state filmate e poi inserite nel gioco per creare uno sprite convincente e dettagliato.
Uno degli aspetti che più ci ha colpito, almeno all'inizio, riguarda il comparto sonoro: il tema principale di Rooms the Main Building è davvero di gran effetto. Peccato si ripeta all'infinito! La palette di colori eccessivamente scura, però, in alcuni casi non permette agli oggetti di avere il giusto risalto. Succede quindi di restare intrappolati perché la chiave risolutrice dell’enigma sia ‘mangiata’ da uno scenario troppo invadente! Molto buono, ma solo per i primi minuti, il comparto sonoro, forte di brani d’avvero orecchiabili e perfettamente in linea con l’atmosfera, ma purtroppo limitati nel numero e, dunque, destinati a ripetersi a vita, finendo per invogliarvi a togliere il volume. Insomma, Rooms: The Main Building tenta di dar nuovo lustro al ‘gioco dei 15’ ma non riesce a decollare. Come l’originale a cui si ispira, infatti, resta un gioco eccessivamente semplice e ripetitivo per intrattenere a lungo. Certo: è comunque l’ideale per le sessioni di gioco brevi, quando si deve passare il tempo mentre si è sul bus o in sala d’aspetto, ma ricordiamoci che viene venduto a prezzo intero (quando sarebbe potuto essere comodamente un titolo DSiWare) ed è dunque giusto esigere una longevità di tutto rispetto.
A cura di: Carlo Terzano
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| Ultimo aggiornamento ( Monday 06 September 2010 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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