Benvenuti nella nuova versione del MEYF!
Speriamo che il nuovo sito del Mario & Yoshi's friends Magazine sia di vostro gradimento!
| Home |
| News |
| Contattaci |
| Search |
| Magazine |
| Entra in redazione! |
Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
> ANTEPRIME
Metal Gear Solid Snake Eater 3D
> RECENSIONI
> SPECIALI
News
Settembre 2010
[ Wii Recensione ] Metroid Other M | [ Wii Recensione ] Metroid Other M |
|
|
| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Wednesday 01 September 2010 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
UN ALTRO METROID!
Per capire il reale significato del titolo che s'accompagna a questa nuova avventura di Samus Aran, la cacciatrice di taglie nata dalla matita del compianto Gumpey Yokoi (il papà del Game Boy), bisogna giocare al titolo del Team Ninja. Solo giocando, infatti, si scopre che non è certo un nome scelto a caso, quell'Other M che individua e diversifica quest'ultimo episodio da tutti gli altri che lo hanno preceduto. Other M può infatti collegarsi al profilo narrativo -e più non vi diciamo- ma richiama anche e soprattutto il fatto che questo sia un 'altro Metroid', un Metroid 'diverso'. I ragazzi di Ninja Gaiden, alla loro prima volta con Samus e con i Pirati Spaziali, hanno infatti voluto smarcarsi da tutto ciò che è stato fatto prima di loro. Del resto è comprensibile: l'eredità di Retro Studios è pesante e tentare nuovamente la via dell'FPS per loro sarebbe stato impensabile dato che avrebbe unicamente aumentato le probabilità di sbagliare. In più, si dice che l'ordine pervenuto da Nintendo fosse quello di riportare la saga in auge soprattutto in Giappone, nella terra natia, Paese da sempre ostile agli sparattutto in prima persona, tanto cari invece qui in Occidente. Dunque non hanno perso tempo, i talentuosi ragazzi del Ninja Team, ed hanno subito avvisato l'utenza, fin dal titolo, che questo sarà un 'altro Metroid'... Il 'loro' Metroid... IL PIANTO DI UN BAMBINO... E che sia un altro Metroid lo si intuisce fin dall'introduzione: lunga ed interamente realizzata in computer grafica. I titoli sviluppati da Nintendo non si avvalgono mai di simili tecniche, preferendo puntare tutto su scene realizzate col motore del gioco che, tra l'altro, non si rivelano mai troppo cinematografiche. Invece il prologo di Metroid Other M risulta una vera gioia per gli occhi e non impiega troppo tempo a buttare il giocatore, gongolante per lo spettacolo proiettato su schermo, nel bel mezzo dell'avventura, facendogli intuire che i sentimenti di Samus, ora, avranno un peso rilevante nel dipanarsi della storia.
Storia che comincia infatti con un sogno, anzi, un incubo. Ancora una volta, la bionda Samus rivive l'epilogo di Super Metroid, e la tragica battaglia finale con Motherbrain. Ancora una volta, Samus si strugge per non aver potuto salvare la vita di quell'unico Metroid che le si era affezionato. Per capirci qualcosa in più, urge un piccolo ripasso della storia della serie: in Metroid II per GameBoy, infatti, la cacciatrice di taglie intergalattica aveva assistito alla schiusa di un uovo molto particolare: quello di un Metroid. Questa forma di vita spietata e parassita, è sempre stata l'obiettivo principe delle missioni di Samus, ma il giovane esemplare, grazie all'effetto dell'imprinting, aveva memorizzato i lineamenti della nostra eroina (o per lo meno quelli della sua corazza) credendola sua madre. Un'occasione davvero unica, che la cacciatrice non si era certo lasciata sfuggire: lo studio del Metroid avrebbe potuto permettere agli scienziati di scoprire il modo migliore per debellarli, o magari di servirsene, come del resto avevano sempre fatto i Pirati Spaziali. Ecco perché, proprio i Pirati Spaziali, non potevano permettere che il Metroid restasse nelle mani della Federazione. Arriviamo ai fatti di Super Metroid: Ridley fa irruzione nella base spaziale e rapisce il piccolo Metroid, che Samus incontrerà solo parecchio tempo dopo, nelle profondità di Zebes. Il Metroid, ormai divenuto adulto, dapprima la attacca, ma quando è sul punto di ucciderla si ferma, riconoscendola. Successivamente, nello scontro con Motherbrain, le salverà persino la vita, difendendola dall'attacco sferrato dal gigantesco ciclope, e donandole tutta la sua energia per permetterle di avere la meglio su quell'orribile minaccia. Atto che, come sappiamo bene, è costato al giovane Metroid la vita.
Questi spiacevoli ricordi turbano il sonno di Samus, che infatti si sveglia di soprassalto e si dirige sul posto di lavoro incupita e pensierosa. La regia si sofferma spesso sui suoi occhi, non duri e spietati, come quelli di una cacciatrice, ma tristi e carichi di sconforto. E' una Samus meno taciturna del solito, visto che per la prima volta nella storia della saga, è stata persino doppiata in inglese, ma non è comunque meno schiva e solitaria di quanto non fosse negli altri capitoli. Con un'unica, grande, differenza: negli altri capitoli era sola, qui è spesso circondata da decine di persone. Team Ninja non perde tempo, illustrandoci, fin dalle prime missioni, alcuni dei motivi per cui Samus appaia tanto fredda e distaccata, di poche parole e assolutamente incapace di comprendere l'ironia dei colleghi. Il suo passato torna continuamente a galla e, oltre all'immagine del Metroid a cui si era affezionata, disintegrato dalla possente Motherbrain, si imbatte anche in una squadra di soldati capitanata da una vecchia conoscenza. Lì si intuisce che Samus, in passato, molto tempo prima di divenire una cacciatrice di taglie, fosse una soldatessa della Federazione. L'unica donna in un mondo maschile, rude e prepotente. Aspetto che, ci viene suggerito dai filmati di Other M, ha influito notevolmente sul carattere della nostra biondissima eroina. Cosa sia successo ai tempi in cui era una giovane recluta dai capelli corti ci verrà spiegato nella trama e noi, ovviamente, non vi anticipiamo nulla. Sappiate solo però che nella prima missione avrete modo di incrociare delle vecchie conoscenze...
Nemmeno a farlo a posta, l'intro di Metroid Other M si apre con il 'pianto di un bambino', ovvero di un segnale di emergenza molto debole che non porta con sé alcun messaggio vocale: ha solo lo scopo di attirare l'attenzione. Ecco perché, ci viene spiegato, in gergo viene identificato in quel modo. Samus, ancora con la testa frastornata per non aver saputo proteggere il giovane Metroid, non ci pensa un attimo e si tuffa nello spazio profondo. Questa volta non fallirà, si ripromette. Questa volta non lascerà morire nessuno. Nessuno dovrà più pagare per la sua inesperienza! Il segnale di soccorso arriva da una navicella di cargo, apparentemente desolata. L'analisi del computer di bordo rivela, però, che fino a poco tempo prima l'intero equipaggio era presente. E allora che fine ha fatto? E, soprattutto, cosa sono quei segni di lotta? Chi o cosa ha divelto intere paratie ed ha graffiato in modo inumano i portelloni della nave alla deriva? DIFFERENZE E SIMILITUDINI I primi istanti di gioco di Metroid Other M fanno rassomigliare l'ultima avventura di Samus più ad un survival horror che non ad un piattaforma-sparattutto. E in effetti la nostra paura era proprio che Team Ninja avesse esagerato con le novità, finendo per adulterare le solide meccaniche di gioco alle quali siamo stati abituati. Complice anche il fatto che, oltre a non sparare nemmeno un colpo per diversi, interminabili, minuti, i primi esseri che incontriamo non sono sudici e viscidi alieni da blastare, ma un gruppo di soldati anch'essi a zonzo per l'astronave dopo aver raccolto la richiesta di aiuto. Soldati che, guardacaso, conoscono Samus. Di più: la scherniscono. Alcuni sono infatti suoi ex commilitoni che non si perdono certo in baci, abbracci e profusioni d'affetto. Tutt'altro: sono piuttosto irritati di trovarsi di fronte la giovane cacciatrice. Le battute offensive, la mancanza di fiducia nei suoi confronti, rimandano ad un passato ancora ignoto. L'atmosfera si surriscalda, ma all'improvviso qualcosa sguscia fuori da un condotto, costringendo il gruppo a mettere da parte la controversia e a collaborare. Altro elemento che ci ha spaventato e non poco: l'introduzione di altri personaggi non giocanti ma attivamente presenti sulla scena!
Fin'ora solo in Metroid Prime 3 era successo di essere accompagnati dai soldati della Federazione, ma si trattava di frangenti sporadici. Metroid, il vero Metroid, dev'essere invece una lunga solitudine desolante: infiltrarsi nelle profondità di un pianeta alieno e sapere che tutto ciò che ci circonda ha come obbiettivo quello di farci fuori. Cosa ne sarà di queste sensazioni, se altri personaggi iniziano a ronzare attorno a Samus? Chiariamo che, anche in Metroid Other M, come in Metroid Prime 3, i frangenti in cui saremo assistiti dal fuoco amico sono rari. Non rovinano l'atmosfera globale di ansia e solitudine, ma semmai amplificano il carattere cinematografico dell'opera di Team Ninja. Giocando, infatti, impareremo a conoscere anche altri figuri, che però potrebbero essere più sfortunati di noi e cadere in battaglia: il tutto rende Metroid Other M innovativo e profondo, anche perché, come detto in principio -e come abbiamo voluto svelarvi fin dalla copertina del Mario & Yoshi's friends di questo numero-, le emozioni provate da Samus, sebbene la protagonista tenti di nasconderle con la sua solita durezza esteriore, hanno un ruolo importantissimo nell'economia della trama.
Come negli altri capitoli, anche in Metroid Other M dovremo guadagnare pian piano tutti gli strumenti di morte di cui Samus dispone. Questa volta il pretesto narrativo viene offerto proprio dai commilitoni di Samus: dopo averli incontrati ci sarà vietato di usare i missili e le bombe della Morfosfera per evitare di ucciderli, dal momento che loro non sono pesantemente corrazzati come la nostra eroina. Poco male: il raggio energia primaria, almeno all'inizio, è più che sufficiente per blastare le viscide creature che ci verranno incontro, molte delle quali, tra l'altro, vecchissime conoscenze rese per la prima volta tridimensionali! Come negli altri capitoli, anche in Metroid Other M bisognerà disegnare su un foglio di carta una mappetta per ricordarsi delle varie zone in cui al momento non possiamo entrare, ma che si renderanno disponibili una volta ottenuto il potenziamento adatto. Già all'inizio del gioco, giusto per fare un esempio, non sono pochi i condotti bloccati da una cassa strategicamente piazzata da qualche simpaticone, che non potrà essere fatta saltare per il divieto di usare esplosivo a cui abbiamo giurato di mantenere fede. Quindi si procede, annotando e non vedendo l'ora di tornare sui propri passi: queste aree, infatti, come saprete bene, nascondono bonus molto preziosi che andranno ad incrementare la vostra riserva energetica o balistica. LA FURIA DELLA CACCIATRICE La Samus Aran di Team Ninja è una vera e propria ninja spaziale: incredibilmente agile e spietata, potente e pericolosa. Samus non è mai stata tanto atletica e scattante: corre, si arrampica, esegue capriole, scivola, dribbla i nemici, si avventa su di loro eseguendo mosse di karate... Ecco, una prima, grande differenza sta nel fatto che ora gli scontri, specialmente con i nemici più grossi, si rivelano molto più fisici che in passato. Questo vuol dire che Samus non solo spara, ma si tuffa anche nella pugna a mani nude: agguanta i lucertoloni per la coda, li scaraventa di qua e di là, prende a pugni esseri immondi, storce il collo di possenti bestioni... e via andare. A tratti sembra quasi più il Principe di Prince of Persia, abituati com'eravamo a blastare gli alieni standocene però a debita distanza. Molte lotte devono infatti essere risolte da vicino e sebbene questo costi a Samus un maggiore dispendio energetico, eseguire colpi di grazia scenici è l'unica via per togliere di mezzo i nemici coriacei.
Ogni mostro dovrà essere studiato con attenzione per capire il suo punto debole. A questo proposito, prima di affrontarlo, potrebbe essere utile osservarlo per capire se sia meglio affrontarlo in terza o in prima persona. E qui entra in gioco la grande novità del titolo di Team Ninja: la possibilità di trasformare in ogni momento Super Metroid in Metroid Prime. Questo perché, in ogni momento, sarete in grado di passare dalla visuale a scorrimento tipica dei platform a quella in soggettiva classica invece degli FPS. Come? Semplicemente puntando verso lo schermo il Telecomando Wii! Funziona? A tratti. Cosa intendiamo? Procediamo con ordine. Metroid Other M, sebbene questa simpaticissima trovata, è e rimane un platform a scrolling orizzontale. Si corre cioé da sinistra a destra dello schermo, o dal basso verso l'alto, o dall'alto verso il basso, oppure si corre incontro al giocatore con un effetto prospettico davvero cinematografico che sembra regalarci l'impressione che Samus possa piombare, all'improvviso, nel nostro salotto. Ma tutto questo lo si fa restando 'al di fuori della testa della cacciatrice', che invece rimane ben visibile su schermo, come se fosse Super Mario. Questo non vuol dire che la trovata della soggettiva sia stata inserita giusto per mantenere un collegamento con Prime (una sorta di cammeo, insomma). Infatti numerosi enigmi sono stati studiati proprio per essere risolti con l'uso di questa visuale, che svelerà non solo passaggi segreti, ma anche interruttori e i punti deboli dei boss. Ma non sarà mai possibile trasformare Metroid Other M in Metroid Prime, perché la visuale in prima persona va usata a piccole dosi. Cambiarla a piacimento rende solo il tutto più difficile da gestire. Facciamo un esempio: siete circondati da uno sciame di insettoni. Cosa fate? Se li eliminate lasciando la visuale a scorrimento orizzontale li farete fuori in un secondo, dato che è sufficiente picchiettare sul pulsante deputato allo sparo perché Samus miri automaticamente e faccia fuoco; se invece deciderete di rinverdire i fasti di Metroid Prime passando alla prima persona, potreste scoprire che il gioco, in realtà, fatica a gestire due sistemi di controllo tanto diversi tra loro. Quelli che erano nemici molto semplici potrebbero diventare vere e proprie seccature, senza l'autotargenting e senza la possibilità di muoverci (in prima persona, difatti, Samus non si può muovere, un po' come accade a Link o a Mario quando passano alla visuale in soggettiva): considerate infatti che i nemici comuni zompano qua e là per lo schermo, quindi non solo bisogna avere un'ottima mira, ma nulla esclude che, con la visuale in soggettiva, questi si vadano a nascondere alle vostre spalle, creandovi non pochi problemi. Anche perché vedrete la vostra energia calare senza però capire chi vi attacca e da dove.
Tutte queste parole, insomma, per farvi capire che non siamo di fronte ad un duplice sistema di controllo liberamente intercambiabile come accade, ad esempio, in Morrowind e in Oblivion e che Metroid Other M non è, contemporaneamente, un platform ed uno sparattutto in terza persona. Sarete liberi di passare alla soggettiva in ogni momento, ma nelle battaglie comuni quest'ultima si rivelerà sempre un ostacolo, soprattutto considerata la comodità del puntamento automatico di quella in terza persona. Gli scontri con i boss, invece, sono studiati appositamente per prevedere l'alternarsi di queste due visuali. Un altro aspetto che non ci ha convinto, riguarda l'assenza dello stick 3D: il gioco si avvale del solo Telecomando, senza far mai intervenire il Nunchuck, il ché vuol dire, inevitabilmente, che Samus andrà controllata tramite croce direzionale. Sebbene gli ambienti siano tridimensionali, quindi, non potranno essere esplorati in profondità, perché il sistema permette solo di correre da sinistra a destra o, al più, allontanarsi o avvicinarsi dal teleschermo. Questo non costituisce un vero problema quando saremo chiusi in stretti corridoi metallici, ma ci sono alcune sessioni all'aperto che, per struttura e grafica, richiamano alla memoria le ambientazioni di Metroid Prime. E' lì che si avverte maggiormente l'assenza del joystick e, soprattutto, il fatto che l'intero gioco sia in realtà un unico, grosso, corridoio, sebbene articolato. Nulla di davvero grave, ma eravamo così abituati alla terza dimensione che ritornare di colpo alla seconda crea una fastidiosa sensazione di costrizione, come se dei muri invisibili tracciassero per noi il sentiero da seguire. E così è. LA GRANDE AVVENTURA DI SAMUS Arriviamo così all'analisi del motore grafico. Tecnicamente Metroid Other M rappresenta una delle migliori produzioni disponibili su Nintendo Wii. Una vera e propria gioia per gli occhi, non solo per via dei numerosi filmati d'intermezzo che narrano l'evolversi della storia, ma anche e soprattutto per la cura certosina che gli sviluppatori hanno riversato nella costruzione degli scenari, dei mostri, dei boss e, soprattutto, della protagonista. Le animazioni di Samus Aran lasciano senza fiato. Scordatevi la Samus Aran di Super Smash Bros. Brawl, perché è stato tutto rivisto e reso ancora più fluido, convincente, frenetico e... mortale. Infatti Samus beneficia di una marea di esecuzioni micidiali (i cd. 'colpi di grazia', attuabili intervenendo con tempismo sul nemico morente), che portano molto di Ninja Gaiden all'interno della produzione Nintendo. Ma del resto, questa è la firma di Ninja Team. I più pignoli potrebbero dire che Metroid Other M è a tratti troppo fisico, visto che prevede numerosi combattimenti a mani nude e meno sparatorie, ma a nostro avviso l'equilibrio risulta perfetto tenuto conto che le mosse di karate di Samus sono eseguibili unicamente con i mostri più grossi, e non servono solo a spezzare il ritmo di gioco ma si rivelano utili ad un ringiovanimento del gameplay. A proposito di gameplay, ad inizio recensione avevamo detto che durante la primissima sessione temevamo in una svolta survival horror del gioco: ora avete materiale a sufficienza per capire che, in realtà, Metroid Other M punta tutto proprio sull'azione. E che azione!!
Anche i mostri sono molto dettagliati e ottimamente animati, soprattutto i boss, davvero colossali, a volte così grossi che per vederne il capo dovrete arrampicarvi per più livelli! Tutto questo comporta, inevitabilmente, qualche rallentamento, sporadico, è vero, ma comunque puntuale, che non rovina l'esperienza, ma nemmeno l'arricchisce. Superlativi gli scenari. Se si esclude giusto qualche corridoio un po' sottotono ed inaspettatamente vuoto, gravato magari da qualche texture in bassissima risoluzione, in genere i fondali sono una vera gioia per gli occhi, arricchiti poi da ottimi effetti luce e particellari (la lava è realizzata in modo superlativo, ma anche il fumo e i getti di vapore sono quentomai credibili). Ottimo anche il sonoro: i temi claustrofobici della saga, più alcuni brani di Metroid Prime vengono ora affiancati da nuove sonorità rock, techno e persino poetiche romanze al piano che sottolineano gli scontri più caotici o i momenti più drammatici. A fare la parte del leone, comunque, musiche cupe, brani drammatici orchestrati, che non mancano di sottolineare la sensazione di desolata solitudine provata da Samus durante l'esplorazione dei mondi alieni. A differenza, poi, di quanto accade solitamente nei titoli Nintendo, Metroid Other M è interamente doppiato in lingua inglese. Una novità voluta a tutti i costi da Team Ninja che la redazione del Mario & Yoshi's friends Magazine non può che applaudire. I dialoghi, ottimamente recitati e sincronizzati con il labiale dei modelli poligonali (scordatevi anche quei fastidiosi abbassamenti dell'audio a sfavore del parlato, classici di molte produzioni), creano una dimensione più profonda del gioco, dell'avventura e della trama che porta il giocatore ad immedesimarsi ancora più a fondo con Samus. Samus, per fortuna o purtroppo, parla solo in inglese. Sappiamo bene quanto sia pignola Nintendo, quindi questo non deve stupirci: dare alla bionda eroina una voce per Paese della Comunità Europea avrebbe comportato non solo una spesa non indifferente, ma anche una selezione molto lunga e altrettanto lunghe sessioni al leggio, con conseguente slittamento della data d'uscita. E poi ve la immaginate una Samus che parla in spagnolo? Meglio dunque lasciarla inglese...
Dal punto di vista del gameplay, la scelta di usare il solo Telecomando Wii si rivela ottimamente in linea con le meccaniche di gioco 'Metroid vecchio stampo' che Team Ninja su ordine di Nintendo ha dovuto recuperare, ma dall'altro verso stride leggermente con la visuale in soggettiva. Puntare il Telecomando sullo schermo e cambiare visuale all'inizio può sembrare macchinoso, ma proseguendo con il gioco diverrà naturale. Il vero problema è l'impossibilità di muoversi quando si è in prima persona. Scelta obbligata non solo per l'assenza del joystick, ma anche per evitare che i giocatori trasformassero l'intero gioco in un FPS. Il tutto però deve fare i conti con un'intelaiatura che non sempre sa gestire alla perfezione il passaggio alla visuale secondaria. Peccato, ma non sarà certo questo difetto ad intaccare la solidità di una delle migliori produzioni Wii. Infatti Metroid Other M è l'avventura di Samus così come la volevamo. Né più né meno. Riprende tutti i caratteri che hanno reso la saga una pietra miliare: dalla mappa labirintica ad un incredibile numero di nemici che richiedono modi sempre differenti per essere eliminati, fino ad arrivare a quella sensazione tipicamente aliena presa in prestito dal capostipite della serie.
Una vera perla, il vero arrivo di Samus nella terza dimensione, sebbene scenica e falsata, considerato che il vero protagonista resta lo scrolling orizzontale, come ai tempi del Super Nintendo. A cura di: Leonardo Gatto
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ultimo aggiornamento ( Monday 13 September 2010 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
| Mario e Yoshi BLOG |
| Il blog del webzine Nintendo più letto in Italia! |
|