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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Animal Crossing Let's Go to the City |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Thursday 04 December 2008 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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LE TENTAZIONI DELLA CITTà TENTACOLARE…
Le grandi città hanno sempre il loro fascino. Saranno anche sporche, malfamate, poco vivibili e abitate soprattutto da persone capaci anche di calpestarti se non ti scansi, ma per chi viene dalla campagna rappresentano un po’ il raggiungimento di un mito.Le lucine colorate, i vialoni zeppi di auto in coda con la loro sinfonia di clacson, motori roboanti e sirene, le insegne luminescenti, i pub alla moda, le piazze dall’architettura sempre più ricercata e sorprendente, i centri commerciali –le nuove cattedrali del 2000- dalle forme futuristiche, la possibilità di incontrare sempre qualcuno, a qualsiasi ora del giorno e della notte… Per poi ritrovarsi puntualmente soli, anche quando si è in mezzo alla gente, ma questo è un altro discorso…Insomma, le città, oggigiorno, sono le vere protagoniste della nostra vita, e non è un caso se in sempre più film è la metropoli ad occupare il ruolo della primadonna. Lo aveva già capito negli anni ’70-80 il mitico Woody Allen, lo ha riscoperto recentemente il telefilm di culto Sex And The City, che utilizza New York come vero e proprio set naturale, prendendone gli aspetti buoni ma anche quelli meno gradevoli.Tutto questo per dirvi che quattro palazzoni in cemento, un buon numero di attività commerciali, una piazza sempre gorgogliante di vita ed una simpatica fontana sono le novità su cui punta l’ultimo capitolo della serie di Animal Crossing. La saga, insomma, si è trasferita! UN NUOVO TRASLOCO! Il bello di questa coraggiosa avventura Nintendo è che ha da sempre rappresentato una sorta di fuga dalla realtà. Ma, intendiamoci, in senso buono. Non intendiamo, infatti, di quella “fuga” di cui tanto parlano gli psicologici quando incriminano i videogiochi di tutto il male del mondo, ma di un vero e proprio viaggio dal sapore fanciullesco, fiabesco e, soprattutto, onirico.Una specie di Alice nel Paese delle Meraviglie in salsa videoludica, insomma, dato che di punto in bianco ci ritroviamo in un mondo abitato da esseri davvero stravaganti.
Chi, da piccolo, non ha sognato ad occhi aperti, sdraiato al caldo, nel proprio bel lettuccio, di lasciare tutto e tutti per rifugiarsi in un posto privo di preoccupazioni? Magari un luogo immerso nel bel mezzo del bosco, in cui la vita è davvero genuina, non è intaccata dallo stress e segue il naturale scorrere delle stagioni? Una specie di villaggio dei Puffi, per tutti coloro che hanno superato la ventina, idilliaco e fatato.Animal Crossing poggia da sempre le sue basi su queste idee: il protagonista, difatti, è un bimbo che di punto in bianco lascia una vita normale, fatta di compiti, scuola e città per andare a vivere da solo, in una casetta in mezzo alla foresta. Non sappiamo perché, di certo la decisione non è stata dettata da una famiglia che ha iniziato a stargli stretta, dato che durante tutto l’arco del gioco mamma e papà continueranno a scrivergli un buon numero di lettere affettuose, e non sappiamo neppure dove sia diretto, fatto sta che il villaggio nel mezzo della del bosco è popolato da soli animali.
Ma non di animali comuni, perché i nostri concittadini, siano essi maiali, papere, gatti, orsi, rinoceronti, piovre, galline o gorilla, non solo hanno un aspetto antropomorfo (anzi, forse “peluchoso”), ma conducono una vita in tutto e per tutto simile a quella umana: vanno in giro vestiti, abitano in belle casette, parlano un sacco, hanno i loro pregi e, soprattutto, un gran numero di difetti. Insomma, sembra davvero che, alla base di tutto, ci sia il sogno di un bimbo che, nell’arco di una notte, si inventa una fuga della realtà per riparare in un villaggio fantastico. Ma il bello è che, a differenza dei sogni, questo all’alba non si interrompe visto e considerato che in Animal Crossing il tempo scorre seguendo l’orologio della console. Il giorno e la notte, ma anche l’alba ed il tramonto, si alternano come nella vita reale e con loro anche le condizioni meteorologiche e le stagioni.Insomma, se ci state giocando alle 17 del 3 Aprile, molto probabilmente vedrete un buon numero di ciliegi in fiore stagliarsi sotto un cielo infuocato, mentre una partitella fatta la sera del 29 Novembre implicherà una passeggiata notturna tra alberi spogli ed il frusciare delle foglie secche sotto le scarpe ammucchiate sul terreno. LA MIA NUOVA VITA Quale sia lo scopo vero e proprio del gioco, però, non è dato saperlo, dato che su carta è possibile fare ciò che si vuole. Intendiamoci, il libero arbitrio è tutta un’altra cosa, dal momento che siamo ben lontani dai gameplay di giochi che permettono di distruggere qualunque cosa e persino ammazzare la gente, ma questo genere di azioni sarebbero del tutto fuori luogo, dal momento che Animal Crossing è appunto l’oasi felice di un bimbo che non ha certo voglia di crescere.In compenso, una delle attività principali potrebbe essere quella di raccogliere i soldi con i quali saldare il debito accumulato per comprare la casa –Animal Crossing è si un’oasi felice, ma non per questo è priva dei riferimenti al dio denaro, anzi, gli animaletti risultano essere particolarmente disonesti e attaccati alla gelida pecunia- nei modi più disparati: pescando, scavando e vendendo i fossili che riporterete alla luce, catturando insetti o rivendendo gli oggetti (mobili e vestiti) che vi capiteranno in mano. Tutto questo, da solo, basta per farvi trascorrere in totale serenità diverse ore di gioco, anche perché i pesci e gli insetti sono davvero tanti, e per riuscire a prenderli dovrete cercarli in diverse ore della giornata e, soprattutto, in diversi momenti dell’anno (le cicale friniscono solo in estate, le libellule rosse, invece, spuntano con l’arrivo dell’autunno…). Ma volendo è possibile anche passare del tempo semplicemente osservando i propri concittadini, che a tutte le ore del giorno e della notte escono di casa per trovare un modo come un altro per passare il tempo: pescando, innaffiando fiori, raccontandovi le loro ultime buffe pensate e, soprattutto, scambiando quattro chiacchiere tra loro, con discorsi così poco attinenti alla realtà che vi faranno puntualmente sganasciare. E proprio i vostri concittadini rappresentano il vero protagonista della saga di Animal Crossing. Ogni animaletto è dotato di un carattere ben delineato, quasi stereotipato, e più curerete la vostra cittadina, piantando tanti alberi in modo armonioso e abbellendo il tutto con una buona dose di aiuole variopinte, più volti nuovi si trasferiranno per trovare un buon posto in cui svernare.
E dato che gli animaletti creati da Nintendo sono tantissimi, ecco che gran parte del tempo lo si passa proprio nel tentativo di rendere il proprio paesello bello ed accogliente, sognando il momento in cui arriverà qualche nuovo curioso figuro!Che dire, ad esempio, di Bonny, una coniglietta svampita che ama alla follia lo shopping e le caramelle e che ha, come desiderio segreto, quello di diventare una modella?Come non amare Bob, il gatto viola dall’aria sorniona, che passa le sue giornate ingozzandosi di bigné e sognando di essere un cow boy o un supereroe?E Kong? Lo scimmione in tutto e per tutto simile a DK, poco cerimonioso e incredibilmente grezzo? Per non parlare di Lupen in lupo, Marina la piovra, Armando il rinoceronte fissato col fitness, Ovidio il gallo e di Matilda la cangura dal cuore infranto per essersi appena lasciata.Ognuno ha le sue manie, le sue ambizioni, le sue debolezze e le sue paure. Molto spesso si divertiranno a punzecchiarvi con qualche battuta più o meno simpatica, più o meno cattivella, ma quasi sempre saranno in grado di strapparvi un sorriso… Ma se proprio nel gruppo c’è qualcuno che non riuscite a sopportare… Poco male, potrete sempre iniziare a fargli un buon numero di dispetti (posizionando ad esempio ad arte qualche trappola nella quale farlo cadere, o colpendolo ripetutamente con il retino) fino a quando non lo convincerete a trasferirsi in un’altra città. Dopo qualche ora la sua casa sarà sparita e in men che non si dica alla mezzanotte della giornata successiva arriverà qualcun altro, che speriamo possa essere più simpatico del concittadino appena mandato via. SI RIPARTE DA QUI. Questo, a grandi linee, il concept di Animal Crossing. Se vi siete persi l’episodio per Game Cube e quello per DS, ormai dovreste iniziare ad avere le idee chiare.Soprattutto sul fatto che Animal Crossing non è certo un gioco come gli altri. Mancando di obbiettivi ludici predefiniti, infatti, permette al giocatore di muoversi in totale libertà per uno spazio più o meno grande. Come deciderete di investire il tempo, insomma, è affar vostro, dal canto suo Nintendo si limita a darvi degli strumenti che vi possono indirizzare verso certe azioni, ma poi sarete voi gli artefici del vostro destino. Potreste, ad esempio, mettervi in testa di guadagnare un buon numero di Stelline (la valuta corrente) per ingrandire la vostra minuscola casetta e trasformarla in una gigantesca villa a più stanze e più piani, arredandola in modo sempre più suntuoso, con tappezzerie di seta e tappeti raffinati. Oppure potrete anche investire la giornata parlando con gli animaletti e spendendo i soldi guadagnati acquistando oggetti più o meno utili. Rimarrete a vita nel tugurio iniziale, ma non per questo riceverete alcuna penalità. Gli amanti del collezionismo, però, avranno il loro bel daffare, tra pesci, insetti, fossili, mobili, cappelli, ombrelli e vestiti.Le varie attività commerciali, infatti, straboccano di merce variegata e saranno proprio questi negozi ad ingurgitare gran parte delle vostre Stelline. Un tempo c’era solo Tom Nook, l’avido procione che ad inizio gioco vi venderà la casa sommergendovi poi con un colossale debito (che andrà in parte ripagato lavorando per lui come fattorino) e le sartine Ago e Filo, dalle quali acquistare ombrelli, tappezzerie, maglioni e cappelli. Oggi invece i negozi sono aumentanti.E qui arriviamo, finalmente, a parlare di Animal Crossing Let’s Go to the City che, come detto nel primo paragrafo, affianca al solito paesello anche la tentacolare immagine della città.In realtà, la città del titolo, è tutto fuorché grossa e labirintica, dato che si tratta solo di una piazza circondata da una decina di palazzi, ma questa appendice funge da centro alternativo alla vita bucolica del paesello. E’ chiaro l’intento, da parte degli sviluppatori, di svecchiare le meccaniche di gioco senza per questo far sbilanciare il peso delle stesse verso estremismi che poi i fan di vecchia data avrebbero fato fatica ad accogliere col sorriso.Quindi la city, nonostante abbia attività e grattacieli, tende comunque ad occupare un posto piccino, nell’economia delle vostre partite.
Volpolo, il rigattiere/ricettatore con le sue merci inedite e preziose, ad esempio, ora ha qui la sua attività, ed in città si sono stabilite altre presenze un tempo erranti come Vanda, la gatta-indovina che vi predirà il futuro, il dottor Strizzo –lo psicologo che finalmente ha concretizzato il suo sogno di recitare in teatro, anche se i suoi spettacoli non attirano mai nessuno- che vi insegnerà nuove emoticon, Bigodina –la barboncina pettinatrice che vi rinfrescherà il look e che ora ha anche la inedita possibilità di scambiare il vostro protagonista con un Mii registrato sul Wii-, Griffa –la giraffa stilista dalla quale acquistare vestiti e accessori inimitabili e alla moda-, e via di questo passo. Accanto a questi figuri, che nei prequel erano soliti raggiungere di tanto in tanto il paesello e stanziarsi di fronte al municipio, potrete anche usufruire di servizi davvero utili come il bancomat, il cui scopo appare piuttosto evidente (quindi Pelly e Polly dell’ufficio postale non vi faranno più da banca) e l’Accademia delle Belle Case, o ABC che, collegata alla rete, vi permetterà di sapere quali sono i giocatori che hanno ottenuto le valutazioni più alte utilizzando arredamenti del tutto inusuali.Ogni portone, insomma, ospita un’attività. In più, a differenza del paese, che cambia fisionomia ogni volta che deciderete di iniziare una nuova avventura, la città rimane uguale per tutti. Funge, anzi, come una nuova Piazza Mii, nel senso che giocando on line molto spesso vi capiterà che gli animali presenti vi informino di aver visto di recente i giocatori registrati nella lista Codici Amico, rivelandovi magari qualche simpatico pettegolezzo sul loro conto. UNA FINESTRA SPALANCATA SUL MONDO! E questo ci da lo spunto proprio per parlare infine della Nintendo Wi-Fi Connection. Dall’episodio per DS, Wild World, infatti, Animal Crossing ha scoperto di essere legato a doppio filo alle opportunità offerte dal gioco on line e Animal Crossing Let’s Go to the City non fa certo eccezione.Sempre in città, infatti, troverete un mobilificio ben più grande di Tom Nook che venderà pezzi incredibilmente rari, che cambieranno con le stagioni o a seconda degli eventi che Nintendo, a sorpresa, deciderà di organizzare.Per non parlare, poi, della casa d’aste, grazie alla quale potrete partecipare ad interessanti –ed eccitanti- vendite all’incanto nel tentativo di accaparrarvi questo o quel pezzo raro messo in palio da chissà quale internauta. E voi stessi potrete vendere qualcosa nella speranza di ottenere più soldi dagli internauti di quanti ne avreste fatti se vi foste rivolti a Tom Nook, che, per inciso, vi fregherà sempre. Tutto ciò viene retto dall’on line. Si tratta di novità importanti ma non fondamentali, e questo trova la sua ratio non nella pigrizia di Nintendo, che non ha trasformato il gioco, come molti avrebbero voluto, in una sorta di multiplayer massive on line, ma proprio nella volontà di non escludere tutti coloro che non possono giocare on line. Chi è tagliato fuori dalla Grande Rete, infatti, non subirà perdite sensazionali, eccezion fatta per l’impossibilità di reperire alcuni oggetti rari che Nintendo regalerà occasionalmente. Ma su ciò non possiamo ancora pronunciarci perché, avendo avuto l’onore e onere di testare il gioco con netto anticipo sulla data d’uscita, al momento l’on line è ancora disabilitato.
Più interessante e corposa è invece la modalità multiplayer, che permette ad altri tre amici di venire a visitare il nostro villaggio (e a noi di andare nel loro). Non si tratta di un multiplayer vero e proprio, dal momento che anche lì mancano del tutto degli obbiettivi ludici, ma volendo è possibile organizzare battute di caccia o di pesca, scambiarsi mobili e oggetti vari (non pensiate, infatti, di finire al 100% tutte le collezioni presenti con le sole vostre forze!) o limitarsi a chattare, come su DS.E li entra in gioco la vera novità di Animal Crossing Let’s Go to the City, il Wii Speak. Ve ne abbiamo parlato così a lungo, in questi mesi, che non abbiamo voluto ribadirlo in apertura dell’articolo, ma chi ancora non lo sapesse deve essere informato che il gioco verrà distribuito in due versioni. Una nuda e cruda, che contiene solo il software, al prezzo di 49,90 € ed un’altra contenente invece un piccolo microfono da attaccare, possibilmente, sulla televisione, a una ventina di euro in più. Questo introduce, di fatto, nell’on line di Nintendo, la chat vocale.Chat che non abbiamo ancora potuto testare, però, dal momento che i server del gioco, in Europa, verranno abilitati solo ad inizio Dicembre. Da quanto ci è stato mostrato durante l’anteprima italiana del gioco, però, la qualità dell’audio riprodotta dal microfono (che non si compone del solito set microfono + cuffie) sembra più che soddisfacente anche perché è in grado di filtrare tutti i rumori ambientali di sottofondo (certo è che non stando direttamente a contatto con la vostra bocca, se vostra madre entrerà nella stanza intimandovi di rifarvi il letto, cambiarvi le mutande o di correre subito a mangiare… bhé, lo sapranno tutti i vostri amici in collegamento). UN WIIMOTE LASCIATO IN SOFFITTA Ricordo distintamente le discussioni che si fecero un po’ in tutti i forum, ed in particolar modo sul nostro, quando fu annunciato il Wiimote. Una buona parte di nintendofili, infatti, iniziò ad immaginarsi come sarebbe potuto essere sfruttato nel nuovo Animal Crossing.A sorpresa, però, Animal Crossing Let’s Go to the City tende troppo spesso a dimenticarsi dei sensori di movimento del Telecomando Wii e si limita ad utilizzarne il puntatore, tramite lo stesso meccanismo che permetteva di muovere il personaggio attraverso la stylus in Wild World. In poche parole si punta il Telecomando sullo schermo ed il nostro personaggio inizierà a camminare verso quella direzione, o a correre se inizierete ad allontanarlo dal centro del televisore. Cliccando su parti sensibili dello scenario, il vostro alter ego interagirà in maniera diversa a seconda della situazione: attaccherà bottone con un concittadino, aprirà una porta o raccoglierà un oggetto.Niente Wiimote agitato per pescare, sciabolato per acciuffare gli insetti col retino o usato a mo’ di vanga per portare alla luce i fossili. Davvero un peccato, perché dalla saga di Animal Crossing ci saremmo aspettati un coraggio maggiore. LE ULTIME SORPRESE Infine, tra le ultime novità, dobbiamo annoverare anzitutto la possibilità di trasferire il proprio personaggio dal DS al Wii. Se possedete Animal Crossing Wild World, infatti, la prima volta che accederete a Animal Crossing Let’s Go to the City l’arcinoto gatto Girolamo vi chiederà se volete trasportare un vostro vecchio avatar nel nuovo villaggio per Wii. Sarà sufficiente accendere il DS e selezionare, nel menu introduttivo, la schermata “download” per iniziare il passaggio dei dati. Porterete con voi anche il catalogo dei mobili disponibili in Wild World, che quindi potranno essere riacquistati da Nook, ma non sarà invece possibile trasferire oggetti, lettere e Stelline.
Chi non ha la Nintendo Wi-Fi Connection potrà poi fare l’operazione inversa, ovvero copiare e incollare il proprio personaggio di Animal Crossing Let’s Go to the City su DS e poi andare a giocare a casa di un amico trasferendo il proprio alter ego sul suo Wii.Oltre alla compatibilità con il Wii Speak, Animal Crossing Let’s Go to the City sarà il primo titolo ad essere compatibile con le tastiere USB. Dal 5 Dicembre, infatti, Logitech inizierà la distribuzione di un modello wireless realizzato in collaborazione con Nintendo. La chat testuale risulterà più comoda e veloce di quanto non fosse su DS!Segnaliamo poi l’introduzione di una simpatica novità che non abbiamo notato subito, ma che, in pieno stile Animal Crossing, va a premiare il giocatore che risulta essere particolarmente costante. In Wild World i più si erano lamentati del fatto che non si potesse cambiare più di tanto la fisionomia dei villaggi. Ci si limitava a piantare alberi e fiori, ma non si potevano, ad esempio, costruire delle strade. Ora è possibile, ma per farlo occorre molta pazienza! Percorrendo quotidianamente la stessa strada, infatti, assottiglierete sempre più l’erba, che diverrà via via rada, fino a formare un piccolo sentiero. Insistendo nelle medesime zone, arriverete a creare delle vere e proprie strade, che doneranno al vostro villaggio una fisionomia del tutto nuova.Impossibile chiudere senza aver parlato delle festività. Che Animal Crossing sarebbe, infatti, senza strane giornate di vacanza utili per ricevere dei premi rari e per presenziare a simpatici minigiochi?Le feste, inoltre, cambiano a seconda della versione del gioco (europea, americana o giapponese), dal momento che i tre Paesi hanno tradizioni differenti, per cui potrebbe capitarvi, nel caso abbiate amici che vivono dall’altra parte del mondo, di presenziare ad avvenimenti unici e di avere l’occasione di portarvi a casa oggetti altrimenti introvabili.Oltre a quelle che Nintendo introdurrà, quasi a sorpresa, via internet, troviamo: Capodanno il primo Gennaio, Il Giorno della Marmotta il 2 Febbraio, San Valentino il 14 Febbraio, la Festa della Mamma e del Papà, la Festa del Lavoro il primo Maggio, le solite ricorrenze a suon di giochi pirotecnici in Agosto, la Festa del Raccolto in Ottobre, il Festival dei Funghi per tutto il mese di Novembre, la Festa dei Giocattoli la notte del 25 Dicembre e le solite giornate della pesca e di caccia all’insetto, più, ovviamente, gli immancabili mercatini dell’usato del sabato. LA GITA DELLA DOMENICA Concludendo, questo Animal Crossing Let’s Go to the City lascia da parte il coraggio e le innovazioni introdotte dal Wii e si limita a rappresentare una sorta di “capitolo completo” della saga. Raccoglie pressoché tutte le idee vincenti dei predecessori e tenta nel contempo di smussarne i difetti più evidenti. Rimane uno di quei giochi non adatti a tutti. O lo si ama, o lo si odia. E nonostante sia indirizzato prevalentemente ad un pubblico di giocatori occasionali, molti fan di vecchia data hanno ormai dimostrato di apprezzarlo pienamente. Tra cui, peraltro, il sottoscritto.Tralasciando la parte tecnica, che non mette in mostra volutamente le specifiche del Wii per rimanere ancorato alla tradizione, tanto per ciò che concerne la grafica (poco più definita della versione GameCube) e del sonoro (con una musica differente per ogni ora della giornata, ma i temi sono sempre i soliti), l’unico vero neo riguarda il fattore giocabilità: ci saremmo aspettati molto, dal Wiimote, e invece l’unica novità deriva dal Wii Speak e dalla neonata possibilità di chattare vocalmente durante le vostre partite on line.Per ciò che concerne la longevità, il discorso si complica parecchio: l’aver introdotto un così esiguo numero di novità, infatti, rischia di rendere poco appetibile il gioco a tutti coloro che fino a ieri hanno giocato con passione agli episodi per GameCube o DS. Viceversa tutti coloro che non hanno mai avuto modo di avvicinarsi prima alla serie, si troveranno per le mani l’episodio più interessante e completo.Certo non l’episodio più innovativo, ma quello che fa della tradizione la carta vincente. A cura di: Carlo Terzano
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 04 December 2008 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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