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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Deadly Creatures |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Monday 16 March 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il lato violento di un microcosmo INCREDIBILMENTE SELVAGGIO
Sotto un certo punto di vista, inquadrare Deadly Creatures in un genere ben definito è praticamente impossibile. Quel che ha fatto THQ nel realizzare questa sorta di picchiaduro a scorrimento è stato infatti unire svariati generi per creare un’avventura dalle tinte macabre e violente di un survival horror. L’idea di base risulta però talmente atipica da confondere del tutto le carte in tavola. Insomma, guidare una tarantola o uno scorpione in svariati livelli può anche risultare piuttosto demenziale, ed è questo lo stile che assume maggiormente il gioco. Si potrebbe quasi definire una sorta di trash, un videogame che non si prende affatto sul serio, ma che, dopotutto, convince sotto quasi tutti gli aspetti. Intendiamoci, non siamo di fronte a un capolavoro, ma nel suo piccolo Deadly Creatures riesce a impressionare dal punto di vista tecnico, ma soprattutto (ed è questo il vero unico obiettivo di un videogioco) a divertire in modo genuino e… “innovativo”? UNA MAPPA SEGRETA A differenza di quanto si possa pensare leggendo queste poche introduttive righe, Deadly Creatures propone al giocatore anche una sorta di trama principale, certamente non profonda o sfaccettata quanto lo possa essere quella di Metroid, per esempio, ma il tentativo è certamente apprezzabile. Anche se gli unici “personaggi” utilizzabili sono come già detto i due insetti, tutta la trama principale ruota intorno a due uomini, intenti a ritrovare un cadavere in una zona deserta e con esso una mappa e un tesoro. Questi due uomini erano in originale doppiati da Billy Bob Thornton e dal geniale Dennis Hopper, ma purtroppo la distribuzione italiana ha deciso di cambiare voci eliminando quelle in inglese. La scelta se stilisticamente può essere criticabile, è dall’altro lato abbastanza logica: essendo un gioco decisamente movimentato e veloce, sarebbe stato difficile seguire i discorsi dei due protagonisti nel mezzo di micro-battaglie nel sottosuolo.
Umide grotte, stretti pertugi, bui condotti: gli habitat preferiti delle piccole creature come gli aracnidi sono anche le ambientazioni che visiteremo. È proprio nel bel mezzo del gioco infatti che i due uomini, attraverso un flashback, ricordano la loro avventura, e il doppiaggio italiano, per quanto qualitativamente inferiore a quello originale, agevola sicuramente ad assimilare ogni piccolo dettaglio della trama, anche se non essenziale al fine ultimo, ovvero il divertimento. Se il plot narrativo infatti non stupisce quasi per niente (non aspettatevi colpi di scena o svolte troppo interessanti) lo stile con cui il gioco porta avanti tutta la vicenda è molto apprezzabile, anche se non adatto a tutti i palati. L’atmosfera che si sente lungo l’avventura è di gusto tipicamente noir, con qualche punta di trash, e un curioso binomio di auto-ironia e angoscia. Una lunga serie di antitesi, insomma, originali e azzeccate, ma che purtroppo risultano la maggior parte dei casi un’arma a doppio taglio: in definitiva, questo è un classico esempio di gioco che o amate alla follia, o detestate con tutto il cuore. Se poi siete anche aracnofobici… LA DURA VITA NEL DESERTO Come avrete facilmente intuito, è però sui combattimenti che il gioco costruisce il proprio punto di forza, risultando decisamente riuscito anche se non esente da qualche piccolo problema di fondo. I due protagonisti, come già detto più volte, sono una tarantola e uno scorpione. Questi due simpatici animaletti non saranno però utilizzabili in contemporanea, ma si scambieranno la scena attraverso ogni livello. Infatti, ogni insetto ha caratteristiche peculiari che dovrete osservare nel dettaglio prima di affrontare una particolare zona di gioco. In questo senso, la tarantola risulta essere quella maggiormente dedita al lato “esplorativo”. Grazie alle sue incredibili doti di salto e alla sua ragnatela usata come appiglio per zone ancora più alte (SpiderMan avrà dovuto prenderli da qualcuno i poteri, no?), il ragno gigante può esplorare nei minimi dettagli qualsiasi zona del livello, a scapito ovviamente di una potenza d’attacco elevata. L’altra faccia della medaglia, lo scorpione, è invece esattamente il contrario. Il suo pungiglione può essere utilizzato per avvelenare i nemici e le sue combo risultano decisamente più entusiasmanti, ma d’altro canto non può saltare, e ciò rende i suoi livelli più semplici da un punto di vista della “linearità”, ma purtroppo anche molto più ripetitivi. Di base, quello che dovrete fare sarà proseguire lungo distese cavernose o deserte, trovare un manipolo di insetti e distruggerli senza pietà fino a che non avrete finito il livello. I combattimenti sono comunque divertenti, e, per certi versi, spettacolari.
Immaginatevi un blockbuster hollywoodiano in cui Godzilla fa a botte con King Gidorah, rimpicciolitelo per mille e avrete tra le mani, più o meno, ciò che offre Deadly Creatures grazie al suo stile innovativo. I tasti risultano ciò di più semplice che si possa immaginare, ma il sistema di controllo è destinato a diventare sempre più intricato e profondo man mano che proseguirete nell’avventura. L’eliminazione sistematica di calabroni e compagnia bella infatti farà guadagnare alle due creature mortali del titolo i classici punti esperienza, utilizzabili in seguito per apprendere nuove combo da sfruttare nei combattimenti. Prima che un survival horror, Deadly Creatures è infatti un picchiaduro a scorrimento in chiave microscopica. L’apprendimento di nuove mosse porta a maggiore soddisfazione nei combattimenti, rendendo il tutto virtualmente competitivo ed eccitante. Se quindi il sistema di combattimento si può definire quasi del tutto riuscito, sarete felici di sapere che oltre questo il gioco propone anche qualche sfida alternativa. Non sarà raro infatti trovare lungo i livelli qualche piccolo enigma (nulla di complicato comunque), o dei momenti di stallo in cui dovrete semplicemente esplorare la zona, giusto il tempo di farvi riprendere le stanche membra dal combattimento. In tutti i sensi. Sembra proprio che gli unici che si stanchino a fare i combattimenti siano i giocatori, piuttosto che i lottatori interessati. QUALCOSA SALE LUNGO LA MIA GAMBA… Deadly Creatures ha purtroppo il difetto di essere un gioco sviluppato in low-budget, che avrebbe forse meritato un investimento maggiore di risorse tecniche. Per quanto riguarda lo stile siamo a livelli molto alti, in alcuni momenti anche da applausi, ma il risultato tecnico generale non supera di molto la media delle piccole produzioni Nintendo. Gli ambienti risultano decisamente ispirati e vari (si passa da caverne, a deserti, a bagni igienicamente poco rassicuranti fino ad alberi incavati), ma il design raggiunge a stento la sufficienza. Per quanto i fondali risultano abbastanza infarciti di poligoni, sono ben pochi gli elementi con cui gli aracnidi possono interagire fisicamente, una cosa che a tratti può risultare frustrante e insensata. Se la tarantola, anche grazie all’utilizzo del puntatore del Wiimote, può risalire più zone e sfruttare mediamente bene le capacità della console bianca di Nintendo, lo scorpione di contro è l’anello debole della coppia, incapace di affrontare missioni abbastanza articolate da strappare complimenti e con un peso sulle spalle da non sottovalutare: la ripetitività. Se però il fattore ambientale poteva e doveva essere maggiormente approfondito, è giusto anche lodare il buon lavoro fatto con il character design degli animali che s’incontrano lungo tutta l’avventura. Se inizialmente infatti oltre ai due protagonisti ci si ritrova ad affrontare sempre gli stessi nemici tra ragni, mosche e scarafaggi, progredendo nel gioco si arriva a veri e propri mostri tecnologici che tecnicamente (grazie anche alla spettacolarità dei combattimenti) valgono forse l’acquisto del gioco. Se infatti osservate un attimo la copertina potrete notare un gigantesco serpente a sonagli: si tratta di un Eloderma, che nel gioco affronterete sottoforma di boss. Il design del mostro è infatti a dir poco ineccepibile, e con esso i suoi movimenti, fluidi e tecnicamente apprezzabili. Come se non bastasse, durante gli scontri più importanti come, appunto, quelli contro i boss di fine livello, il gioco vi costringerà ad affrontare i cosiddetti “quicktime event”, ovvero quelle mosse speciali attuabili solo premendo un tasto nell’istante stesso in cui il gioco ve lo impone, una mossa forse banale ma che rende gli scontri epici e divertenti quanto basta da non farvi pentire della spesa. In definitiva, il lato grafico di Deadly Creatures è purtroppo diviso in due parti ben distinte: quella ambientale, che raggiunge a malapena la sufficienza, e quella dei personaggi, che è invece ottima anche se migliorabile sotto qualche minuscolo aspetto.
Un vero peccato, considerato che un lavoro maggiore sotto questo punto di vista avrebbe potuto rendere il gioco eccellente. Nulla che non si possa rimediare con un seguito, intendiamoci, tutto sta nel vedere il successo di pubblico che riscuoterà questo particolarissimo progetto. Dal punto di vista del sonoro, inoltre, non raggiunge certamente livelli da capogiro, ma si assesta su quella stessa mediocrità che permea da tutto il gioco. Musiche abbastanza orecchiabili ma dimenticabili, accompagnate da effetti speciali assortiti decisamente più riusciti. Tecnicamente, Deadly Creatures può definirsi una bomba inesplosa, una mezza delusione, che impedisce al gioco di diventare un must della ludoteca del Wii. La speranza resta infatti che THQ sviluppi un seguito migliorato sotto questo punto di vista. LA MOSCA E' FINITA NELLA RAGNATELA… Se tutto quanto detto finora fa intendere che Deadly Creatures non è un gioco perfetto ma nemmeno troppo criticabile, è triste chiudere questa recensione parlando del lato peggiore del gioco. Ci stiamo riferendo a ciò che riguarda le modalità di gioco. Ops, abbiamo fatto un errore, intendevamo dire LA modalità di gioco. Deadly Creatures ci permette infatti di affrontare solamente un’avventura in single player. In sé non ci sarebbe nulla di male, se qualche dettaglio della stessa fosse stato maggiormente curato. L’avventura non è eccessivamente lunga, si attesta su livelli normali, ma quello che uccide del tutto la voglia di arrivare fino in fondo è la ripetitività di fondo e l’assenza quasi totale di sub-quest veramente interessanti. Lungo il gioco infatti dovrete raccogliere delle “larve”, così da ottenere più punti, ma è l’unica cosa facoltativa che verrà proposta, tutto il resto non è altro che una sorta di “film interattivo”, con combattimenti davvero riusciti, ma troppo poco vari. L’interscambio della tarantola e dello scorpione riesce ad aggiungere un po’ di pepe, ma è quasi impossibile non sentire la mancanza di qualche altra creatura, come un’ape volante, o magari una mantide religiosa. Inoltre non è presenta alcuna modalità multiplayer, e questo è certamente un punto a sfavore di un gioco praticamente costruito sul divertimento di gruppo. Non stiamo parlando di veri e proprio deathmatch alla Tekken, ma almeno una piccola modalità cooperativa avrebbe giovato alla longevità del titolo che, una volta terminato, è destinato ad essere dimenticato per sempre sullo scaffale. Scelte probabilmente imputabili allo scarso interesse mostrato nel progetto fin dalla sua nascita dai giocatori, che minano pesantemente la riuscita totale del prodotto, il quale, dai punti positivi mostrati, sembrava proprio capace di più. Un vero peccato, anche perché THQ con questo titolo ha fatto una piccola perla. A cura di: Alessandro Turelli
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| Ultimo aggiornamento ( Monday 16 March 2009 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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