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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Anteprima ] New Play Control! Donkey Kong Jungle Beat |
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| Scritto da Carlo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tuesday 09 June 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() LA LEGGE DELLA GIUNGLA
La linea New Play Control può essere interpretata in diversi modi, il giudizio sull'iniziativa dipende però molto dalla biografia videoludica di ognuno di noi, senza escludere comunque risvolti più genericamente positivi e negativi. E' chiaro che molti possessori di Wii non fossero in precedenza utenti GameCube, così come molti videogiocatori hanno iniziato ad essere tali proprio con l'ingresso in scena dell'ultima console Nintendo. Per questa categoria di persone, i titoli della serie New Play Control non possono che essere graditi, rappresentando di fatto produzioni nuove e intriganti. Chi invece ha vissuto l'era GameCube sulla sua pelle, molto probabilmente si trova già in possesso di quasi tutti i titoli riproposti. In tal caso, l'unico motivo di interesse sarebbe rappresentato dall'efficacia della combinazione tra gioco vecchio e controlli nuovi. Vi rimandiamo alle nostre recensioni di Pikmin, Pikmin 2 e Mario Power Tennis per i casi specifici. Anche la vecchia guardia può dunque trovare interessanti questi rifacimenti, ma allora qual è il problema dei New Play Control? In apparenza nessuno, ma l'idea è che Nintendo abbia consumato risorse altrimenti indirizzabili verso prodotti realmente nuovi. Per intenderci, la maggior parte di noi avrebbe preferito vedere un ipotetico Pikmin 3 in più breve tempo, rispetto al vedersi re-impacchettati i predecessori.
Forse le cose non sarebbero cambiate comunque e l'alternativa alla serie dei New Play Control sarebbe stato il nulla più totale: scenario ancora più inquietante, ma che non pare improbabile se confrontato con le contraddizioni e le stranezze che hanno caratterizzato la vita del Wii rispetto alle console Nintendo precedenti. Vestendo i panni di chi si accontenta, di chi si dimentica che la grande N un tempo era acclamata anche per il suo innovare sempre e comunque, cerchiamo di accogliere con tranquillità l'ennesimo New Play Control. E' il turno di Donkey Kong Jungle Beat.
OLD BONGO CONTROL Abbiamo detto come i New Play Control fino ad ora usciti abbiano tutto sommato ragione d'esistere, così come avranno senso i primi due Metroid Prime adattati ai controlli di Corruption (per i quali è previsto un cofanetto dedicato), quando però vediamo rispolverato un gioco come Donkey Kong Jungle Beat sorgono più dubbi che entusiasmi. Il titolo con protagonista lo scimmione più amato di sempre fu commercializzato ad inizio 2005, quando il GameCube era in piena parabola discendente, con Nintendo preoccupata prevalentemente ad accudire il neonato Nintendo DS. Il tratto peculiare del titolo consisteva – guardacaso - nel sistema di controllo, che si avvaleva totalmente dei bonghi (periferica introdotta con Donkey Konga). Un titolo insolito, un gameplay particolare, un ibrido tra platform classico e rhythm game: il tutto dipendente dal bongo-controller. Sorprende dunque che sia sto scelto proprio Donkey Kong Jungle Beat per la serie New Play Control: c'era davvero bisogno di svecchiare l'interfaccia di un prodotto che ne vantava una praticamente esclusiva? Ovviamente no. Il rischio è intuibilmente quello di snaturare un'opera che difficilmente sarà in grado di trarre beneficio da un controller che non è quello sui cui era stata progettata in origine, problema che invece non si pone per i titoli dotati di un sistema di controllo tradizionale. Non è un caso che la domanda più diffusa a proposito della nuova versione sia la possibilità o meno di giocare con i bonghi. Naturalmente la risposta è no. Da geniale commistione tra gioco di piattaforme a scorrimento orizzontale e gioco musicale (era richiesto anche di battere le mani), il passaggio da bonghi a WiiMote e Nunchuk ha portato alla scomparsa della deriva ritmica. Ora il gioco è un semplice platform: con la leva analogica si muove DK, con il pulsante A lo si fa saltare, con i vari Z e B si eseguono alcune acrobazie, mentre per tutta una serie di azioni più o meno contestuali sarà necessario il solito scossone al telecomando.
La trasformazione del gioco in platform vero e proprio è testimoniata anche dall'introduzione di una barra della salute e da un numero finito di vite; rimane invece il sistema di combo che induce a muoversi rapidamente e senza esitazioni raccogliendo banane a più non posso. Inoltre, i combattimenti contro i boss sembrano richiedere uno scuotimento di telecomando e Nunchuk eccessivo, che lascia immaginare sudate estive memorabili. La sensazione che ci ha lasciato questa nuova versione di Donkey Kong Jungle Beat è quella di un prodotto che comunque rimane godibile, ma che ha inevitabilmente perso gran parte del fascino del titolo originale. L'eliminazione dei bonghi ha portato conseguenze (leggi: sottrazioni) nei confronti delle meccaniche di gioco, laddove la serie New Play Control dovrebbe servire a elevare alla massima potenza impianti ludici legati a sistemi di controllo tradizionali. Il comparto audiovisivo risolleva leggermente il nostro umore, per un titolo che si preannuncia curatissimo nella realizzazione dei personaggi e raffinato nella colorazione degli scenari. Non certo il ritorno in grande stile dello scimmione che tutti speravano.
Autore: Marco Trabattoni
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| Ultimo aggiornamento ( Tuesday 09 June 2009 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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