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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Indiana Jones e il Bastone dei Re |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tuesday 07 July 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() IN UN TEMPIO ABBANDONATO, UBICATO NEL CUORE DELLA JUNGLA AMAZZONICA, INDIANA JONES HA RINVENUTO UN MAGICO MANUFATTO: UN TELECOMANDO BIANCO CHE VIBRA E CHE COMUNICA A DISTANZA CON IL WII...
Ah, Indiana Jones! Chi oggi ha superato i vent'anni sa bene quanto l'archeologo inventato da Spielberg e Lucas fosse amato presso i giovani degli anni '80 e '90. E si ricorderà altrettanto bene quanto, all'epoca, fosse difficile mettere le mani su uno suo videogioco, dato che degli otto giochi in cui è apparso, alcuni non erano certo memorabili, altri sono invece giunti nei negozi con notevole ritardo.
Naturalmente, il personaggio di Indy, impegnato a visitare templi, evitare lance acuminate, saltare baratri senza fine, scappare da massi sferici... ben si prestava a divenire il protagonista di platform a scorrimento orizzontale. Non è un caso, del resto, se qua in redazione ci ricordiamo ancora con affetto le diottrie perse al discreto Indiana Jones and the Last Crusade per Game Boy. Ma il suo titolo migliore, a sorpresa, non è stato un piattaforma, bensì una più tranquilla avventura grafica. Naturalmente stiamo parlando di un punta e clicca di Lucas Arts, perciò di una gemma unica del suo genere. Indiana Jones e il Destino di Atlantide (Fate of Atlantis) non aveva nulla da invidiare alla saga di Monkey Island: enigmi complessi, un'ottima caratterizzazione dei personaggi, la possibilità di girare il mondo, l'umorismo sarcastico di Indiana e, soprattutto, le mitiche musiche della trilogia. Sorprende pensare che da quel capolavoro che stava in una pila di floppy occorrerà attendere ben 7 anni (ossia il 1999) per vedere un nuovo titolo dedicato al nostro amato archeologo. Questa volta, però, si tratterà di un platform tridimensionale edito su PC, Nintendo 64 e in una variante 2D per Game Boy Color. Parliamo di Indiana Jones e la Macchina Infernale, titolo appena sufficiente. La trasposizione, inoltre, penalizza la macchina Nintendo, meno potente dei computer dell'epoca, ed il titolo scivola presto nel dimenticatoio. Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore, invece, disdegnerà l'appuntamento con il GameCube a favore di PlayStation e X-Box, mentre l'eroe di Lucas avrà modo di arrivare su Wii nel 2008 grazie al simpaticissimo Lego Indiana Jones. Questa, in poche righe, la storia videoludica del nostro ironico ed affascinante eroe. Una storia che, dal 1985 ad oggi ha visto nascere qualche perla, diversi titoli divertenti ma anche una gran quantità di delusioni per i suoi numerosi fans. Ad un anno dall'uscita dell'ultimo film, ora tocca al gruppo canadese A2M ingaggiato da Activision riportare in auge la figura videoludica dell'insossidabile professore universitario. Ce la farà? UN PROFESSORE TUTTO MATTO Come lascia intendere il nome, Indiana Jones e il Bastone dei Re non riprende la trama di alcun film passato. Preferisce invece dar vita ad una storia tutta nuova, nella quale il nostro povero Indy viene suo malgrado catapultato alla ricerca del famoso bastone di Mosé. Il manufatto ha permesso agli ebrei di fuggire dalla schiavitù egiziana dividendo in due il mar Rosso. Dev'essere dunque un bastone magico. Un bastone potente. Un'arma in grado di rendere un esercito invincibile! Questo, almeno, il pensiero di Magnus Völler, ufficiale nazista con il pallino dell'archeologia che si è convinto dell'esistenza di questo reperto considerato dai più mitico ed ora vuole agguantarlo per sfruttarne l'immenso potere a favore del Terzo Reich di Hitler. Ancora una volta, quindi, i nazisti saranno i nemici di Indy, con i quali se la dovrà vedere nelle sue peregrinazioni per il mondo, in una lunga lotta contro il tempo per evitare che agguantino prima di lui il prezioso bastone di Mosé.
La storia, che non ha nulla da invidiare alle quattro pellicole cinematografiche (anzi, a mio parere è di gran lunga più interessante e convincente del canovaccio alla base de Il Regno del Teschio di Cristallo), fungerà da pretesto per visitare le località più disparate: dal torrido deserto del Sudan all'umidità della giungla di Panama, passando per i freddi sempiterni della Groenlandia ad una divertente fuga a bordo di un tram di San Francisco! Naturalmente il tutto poggia le sue basi sulle meccaniche di un tradizionale piattaforma tridimensionale. Non immaginatevi però un Super Mario Galaxy a caso, perché la libertà d'azione è di gran lunga inferiore. Il titolo che ci si avvicina di più, semmai, è proprio quello della sua figlioccia mai riconosciuta: Tomb Raider. Infatti, i livelli altri non sono che giganteschi corridoi da percorrere in profondità. Difficile che presentino dei bivi e in genere il modo per raggiungere l'uscita è uno solo. Solo su certe rocce, ad esempio, è possibile arrampicarsi, solo certe statue possono essere spostate, solo determinati punti dello scenario possono essere sfondati a spallate. Questo, naturalmente limita molto il gameplay visto che sovente ci si trova bloccati in una stanza solo perché non la si ha esaminata a fondo. A soccorrere questo impoverimento delle meccaniche ci pensa comunque l'esistenza di tutta una lunga serie di sottomissioni (es. Elimina i nemici utilizzando delle palle da bigliardo. Completa la sezione X senza venir mai ferito) che permettono al giocatore di svagarsi con obbiettivi aggiunti facoltativi che, oltretutto, possono sbloccare una gran quantità di extra molto piacevoli. SIATE DIPLOMATICI Wiimote e Telecomando verranno chiamati in causa soprattutto nei combattimenti, che rispondono a meccaniche simili a quelle viste ne Il Padrino Blackhand Edition o anche alla boxe di Wii Sports: muovere il Nunchuck verso il televisore significa eseguire un pugno con il sinistro, muovere il Telecomando equivale invece a tirare di destro. A seconda del movimento (dal basso verso l'alto o da sinistra verso destra) sarà possibile effettuare pericolosi ganci e montanti. Un movimento del Telecomando unito alla pressione del dorsale B permetterà di usare la storica frusta di Indy, che tornerà utile tanto per disarmare i nemici, quanto per farli scivolare privi di sensi al suolo e, fuori dai combattimenti, per superare baratri o risolvere enigmi. Circa però i combattimenti, occorre dire che, per quanto le mosse effettuabili siano tante e li sappiano rendere divertenti, costituiscono i ¾ del gioco. Molto spesso, infatti, si trascorre più tempo a combattere che non ad esplorare e questo, alla lunga, annoia, anche perché vi ritroverete puntualmente circondati da nemici che non aspetteranno cavallerescamente il proprio turno, ma che vi attaccheranno alle spalle mentre altri vi tengono occupati. Cadere in battaglia per un pugno di troppo nello stomaco, insomma, capita davvero spesso. Per fortuna vi soccorrono i numerosi check point presenti prima di ogni fase difficile che vi sollevano dal dover ripetere l'intero livello, così come vi saranno utili tutte quelle parti sensibili dello scenario che potrete utilizzare a vostro vantaggio, come una libreria un po' instabile che, se afferrata con la frusta, potrà rovinare sugli ignari nazisti presenti ai suoi piedi. Da questo punto di vista Indiana Jones e il Bastone dei Re ricorda proprio uno di quei vecchi picchiaduro a scorrimento di una volta: gli ambienti sono pieni infatti di oggetti che potrete raccogliere e usare a danno dei nemici. Bottiglie rotte, stecche da bigliardo, vanghe, persino polpi recuperati da un acquario: tutto potrà essere usato a mo' di proiettile o di oggetto contundente, segno che gli sviluppatori hanno profuso una gran cura per rendere l'esperienza il più possibilmente variegata. ARTE ANTICA Dal neonato gruppo canadese A2M ci aspettavamo qualche scivolone, del resto non hanno certo l'esperienza adatta che li consenta di creare un gioco così complesso, e infatti Indiana Jones e il Bastone dei Re non è privo di bugs tecnici. A volte potrà capitarvi che il vostro personaggio rimanga incastrato nello scenario, costringendovi a resettare il livello, altre volte ancora che la cut scene prevista non parta e che dunque la situazione non si sblocchi. Si tratta, per fortuna, di situazioni limite piuttosto rare, ma anche sicuramente fastidiose. Stupisce invece la mole di contenuti presente: chi avrà voglia di impegnarsi al massimo nell'avventura principale reperendo tutti i manufatti nascosti e raggiungendo gli obbiettivi delle side quest potrà sbloccare artwork, filmati, musiche ma anche extra decisamente più importanti, come campagne multigiocatore e modalità bonus. Tra queste spiccano su tutte le battaglie per 4 players in biplano ed in carrarmato. Come non parlare, poi, della possibilità di ottenere, con grande facilità, la rom Indiana Jones e il Destino di Atlantide? La fantastica avventura grafica per PC del 1992 è stata ottimamente emulata e potrebbe valere, da sola, l'acquisto del gioco. Tecnicamente, Indiana Jones e il Bastone dei Re è altalenante: ad ambientazioni particolarmente evocative (il tempio azteco circondato dalla lussureggiante foresta lascia letteralmente di stucco) affianca scenari decisamente meno convincenti e dettagliati. Lo stesso modello poligonale di Indy fa storcere più volte il naso, specie per via del fatto che presenta animazioni troppo legnose che poco si addicono ad un archeologo tanto atletico. Parlando delle musiche, invece, i temi provengono direttamente dalle tre pellicole e sono stati remixati con cura. Scappare da un gruppo di nazisti armati fino ai denti mentre in sottofondo parte il brano culto della serie (pa-pa-pa-paaa-pa-pa-paa) è una esperienza che galvanizzerebbe chiunque. In più è presente un doppiaggio in italiano davvero ben recitato: il bravo Claudio Moneta riesce anche nella difficile impresa di non far rimpiangere troppo l'assenza della voce ufficiale di Harrison Ford.
Dal punto di vista della giocabilità, occorre ammettere che il team canadese A2M ha fatto davvero l'impossibile per implementare in modo sempre differente l'uso del Wiimote durante l'avventura: ora i sensori di movimento servono per pagaiare lungo un fiume in piena, ora per guidare un biplano, ora per mollare cazzotti a destra e a manca, ora per puntare il proprio revolver e far fuoco. Peccato però che, come abbiamo già detto, l'esperienza risulti fin troppo "guidata" da una mano invisibile: esiste un'unica via per uscire da un livello e la situazione non si sbloccherà fino a quando non l'avrete trovata. Insomma, a differenza di Tomb Raider, titolo che nelle fasi esplorative gli si avvicina molto, in cui Lara poteva arrampicarsi più o meno ovunque e dare maggior sfogo alla curiosità dei giocatori, qua Indy compie determinate azioni solo di fronte ai punti sensibili dello scenario, che andranno trovati esaminando l'intero ambiente con grande cura. In definitiva, Indiana Jones e il Bastone dei Re rappresenta una grande e simpatica avventura per poter continuare a divertirsi con il Wii anche durante il periodo estivo. Qualche bug grossolano rovina qua e là l'esperienza di gioco, ma il risultato globalmente è più che soddisfacente. In più la presenza de Il Destino di Atlantide permetterebbe di perdonare anche le brutture più inguardabili! A cura di: Leonardo Gatto
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| Ultimo aggiornamento ( Saturday 11 July 2009 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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