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[ DS Recensione ] Pokémon Versione Platino Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Tuesday 07 July 2009
Pokémon Versione Platino logo
 

IL GIOCO DI RUOLO SECONDO NINTENDO

 

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 3+
Genere: Gioco di Ruolo
Giocatori: 1/4
Wireless Single Card: Si
Wi-Fi Connection:
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Game Freak
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 


Pokémon è da sempre una grande mascherata. Pokémon –dal 1996 al 2009– è un gioco di ruolo che rispetta piuttosto fedelmente le convenzioni del genere, ma che focalizza l'attenzione (fino all'esasperazione) sul concetto di recruitment, mascherato da collezione isterica di mostri addomesticabili. Il numero di mostriciattoli riversati in ogni cartuccia di gioco è da sempre elevatissimo –e così il grado di personalizzazione della propria avventura- ma di fatto è possibile trasportare solo una manciata di creature contemporaneamente, una quantità assimilabile a quella di un party qualunque di un RPG qualunque. Per chi non fosse avvezzo, in ambito RPG con recruitment si intende la pratica di arruolamento dei membri del proprio party. L'operazione avviene generalmente in zone specifiche, in alternativa i personaggi da reclutare sono reperibili lungo il corso del gioco. In Pokémon il tutto assume la dimensione dell'assoluto, poiché quelli che in un gioco di ruolo tradizionale sono mostri brutti e cattivi, in Pokémon si trasformano in alleati da reclutare (previa cattura tramite Pokéball). Anche da questo punto di vista, Pokémon torna a comportarsi come un RPG classico nel momento in cui il nostro party (la nostra squadra di Pokémon) si confronta contro la squadra di un altro allenatore. A questo punto la cattura dei mostri avversari è impossibile e si procede fino allo sfiaccamento di una delle due squadre. L'allenatore è la personificazione fisica (virtuale) della mente onnisciente che in ogni gioco di ruolo è rappresentata dal giocatore, burattinaio divino che muove i pupazzi a schermo secondo il suo volere. In Pokémon la mente onnisciente si trasforma in padroncino premuroso (e visibile a schermo) di animaletti che da selvatici diventano domestici, bestie addestrate al combattimento fedelissime e obbedienti. Così, con qualche geniale (ma neanche troppo rivoluzionaria) modificazione alla decennale formula del gioco di ruolo di stampo giapponese (genere videoludico che nella prima metà degli anni 90 andava per la maggiore), Pokémon è diventato un fenomeno di massa.


POCKET MONSTERS WORLD

Nel 2009 come nel 1996, la solidità dell'impianto ludico è garantita dall'infrastruttura ruolista a tratti accademica, base sulla quale edificare il tratto distintivo della grande macchinazione Nintendo: l'ossessione per delle creature adorabili e bizzarre, da scovare, combattere, ma soprattutto da catturare (leggi: collezionare).


Differenti filmati svelano il vero protagonista di questo nuovo capitolo in tutto il suo misterioso e raccapricciante aspetto!
Il mondo di Giratina sfrutta la potenza del DS ed è interamente tridimensionale. Che mal di testa, però!


Ragazzini di tutto il pianeta si sono visti irrimediabilmente (e inconsapevolmente) manipolare la mente da un gioco che inscena un universo quasi inquietante nella sua ordinaria follia: scenari di fiaba (villaggi pacifici, fiori ovunque) popolati da personaggi totalmente fuori di testa. Nell'universo di Pokémon chiunque è ossessionato da queste assurde creature, nessuno vi parlerà d'altro, la televisione trasmette programmi sul tema ventiquattro ore al giorno. L'ideologia è comune a quella di un regime totalitario: l'unica possibilità è uniformarsi al sistema. Una volta accesa la console e superate le formalità iniziali, la regia occulta di Game Freak mette in scena l'utopia che da quasi quindici anni si ripete inesorabilmente. La formula funziona, intere generazioni sono state assoggettate e milioni di persone in tutto il mondo ambiscono a diventare il migliore allenatore di tutti i tempi, con l'obiettivo di collezionarli tutti, ancora una volta e per sempre. La speculazione sistematica realizzata impunemente da Nintendo prevede la pubblicazione simultanea di due titoli di fatto identici tra loro, con il successivo rilascio di un ulteriore titolo uguale ai precedenti: in sostanza una versione riveduta e corretta. Pokémon Platino rientra in questa ultima categoria, essendo la fusione delle versioni Diamante e Perla. Le folle, consapevoli dell'inganno ma completamente assuefatte, non mostrano segni di debolezza e continuano a ricomprare il medesimo gioco in ogni sua versione. L'aspetto più tragico è che, ad ogni tornata, le varie edizioni di Pokémon non solo sono uguali tra loro, ma sono anche -grosso modo- uguali alla batteria precedente, salvo l'ovvia infornata di quel centinaio di mostriciattoli in più. Le sperimentazioni sono lasciate ai vari spin-off e alle innumerevoli serie parallele.


LA PERFEZIONE (NON) ESISTE

Come detto, Pokémon Platino esce a corollario delle versioni Diamante e Perla, rispetto alle quali le differenze a livello di gameplay sono inesistenti: l'unica rivisitazione è stata riservata ad alcuni risvolti della trama e alla reperibilità/dislocazione/presenza di particolari tipi di Pokémon. In sostanza, chi è già in possesso di una delle due edizioni precedenti non troverà particolarmente utile acquistare anche Platino. Al contrario, chi non avesse ancora acquistato un gioco di Pokémon per DS e ne fosse intenzionato, Pokémon Platino è sicuramente la scelta migliore. Vestiremo nuovamente i panni di un giovane allenatore che ha la fortuna di ricevere in regalo un Pokémon. Come consuetudine, è possibile scegliere il prediletto da una gamma di tre differenti esemplari, noti comunemente come pokémon starter. La scelta del mostro di partenza è fondamentale, ergo una minima descrizione è d'obbligo. Il primo della lista è Turtwig, una simil tartaruga con una pianta in testa (tipo erba), il secondo è Chimchar, una simpatica scimmietta con la coda in fiamme (tipo fuoco), infine abbiamo Piplup, una sorta di pulcino pinguinoide (tipo acqua). Dopo aver scelto la creatura più affine ai nostri gusti, ha inizio l'avventura. Il nostro primo mostriciattolo è il punto di partenza che consente di fronteggiare i Pokémon selvatici e di catturarli. In breve tempo avremo raccolto un numero sufficiente di Pokémon da poter allestire una vera e propria squadra. Come al solito, la varietà nell'assortimento è indispensabile per poter fronteggiare ogni evenienza. Il gioco si dipana secondo i canoni del genere, che prevedono l'alternanza di fasi esplorative (e di reperimento di informazioni) a fasi di combattimento all'interno dei dungeon. Il processo è chiuso dal confronto con un cosiddetto Capopalestra (che va a rappresentare il boss di fine dungeon). Il pattern d'avanzamento è dei più basilari e rischia alla lunga di diventare prevedibile. Lo stesso dicasi per la percorribilità della (enorme) mappa di gioco: il mondo di gioco è virtualmente aperto, tuttavia potremo effettivamente percorrere determinate zone solo se in possesso di particolari abilità/oggetti.


Tornando nelle città già conosciute sarà possibile notare, qua e là, alcune piccole modifiche strutturali. Ma è davvero poca cosa!
Ecco il trash firmato Pokémon.


Dopo aver sbloccato una sufficiente porzione di mappa non tardano comunque ad innescarsi dinamiche di backtracking e quest secondarie che vanno a valorizzare la notevole estensione del mondo di gioco. Non stiamo raccontando niente di nuovo per chiunque avesse confidenza con un qualunque titolo della serie, ed è proprio questo il problema principale che affligge Pokémon Versione Platino. Le meccaniche ludiche sono collaudatissime e il gioco riesce comunque a divertire, ma l'assenza di innovazioni di rilievo comincia a pesare. Nemmeno il passaggio da GameBoy Advance a Nintendo DS è servito a rinvigorire più di tanto la decennale struttura di gioco (ormai scricchiolante). Non possiamo appellarci nemmeno al comparto tecnico, poiché la grafica è quanto di più essenziale si sia visto su DS: salvo qualche mero abbellimento poligonale, Pokémon Versione Platino ricorda molto da vicino un gioco per Game Boy Advance. Concludendo, la situazione prevede due differenti interpretazioni. Secondo la prima visione, dopo 13 anni è stata raggiunta la perfezione, sicché il sistema di gioco non necessita di modificazioni rilevanti. L'altra chiave di lettura non vede valide ragioni per cui Nintendo debba spendere risorse nel rinnovamento di una formula magica che continua a garantire vendite elevatissime. Ognuno tragga le proprie considerazioni...


Autore: Marco Trabattoni

trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Longevità estrema
+Ottimo battle system
+Struttura collaudata...
  -...Fin troppo!
-Grafica rinunciataria
-Niente di realmente nuovo.
 
       
Pokémon Versione Platino è un gioco più che buono ma eccessivamente simile ai predecessori, pertanto consigliato (vivamente) a chi si avvicinasse per la prima volta alla serie ma sconsigliato a chi avesse già giocato una delle versioni più recenti.



Ultimo aggiornamento ( Friday 24 July 2009 )
 
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