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Mario & Yoshi's friends Magazine
Febbraio '12, N° 155 Anno: XIII
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| [ Wii Recensione ] Another Code R Viaggio al Confine della Memoria |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Friday 10 July 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() I RICORDI RIEMERGONO DALL'OSCURITA'...
Quella di Ashley Mizuki Robins, figlia di due illustri scienziati al lavoro su qualche progetto così importante da attirare invidie e malignità, non sarà mai una vita normale. Non lo era ai tempi del prequel, uscito per DS, che ha visto la protagonista ancora bambina alle prese non con bambole e giochi di società, come dovrebbe essere per una 14enne, ma con un'isola infestata da misteriose presenze, alla ricerca dell'assassino della madre; non lo è oggi, con una Ashley ormai adolescente, che vede scombinati i propri piani per le ormai prossime vacanze estive da un improvviso quanto strano invito del padre a presenziare con lui ad un campeggio. Già, suo padre: non lo vede più dagli eventi del prequel. Aveva promesso che le sarebbe stato accanto, che non l'avrebbe più trascurata favorendo la ricerca scientifica, e invece è nuovamente sparito. Fino ad oggi. Ma Ashley è cresciuta, non è più la ragazzina taciturna e spaventata del prequel per Nintendo DS. Ormai è una ragazza proiettata nell'età adulta: ha un lavoretto part-time in un negozio di dischi, con qualche amico ha messo su una band, sogna di diventare una musicista celebre, ha speso tutti i suoi risparmi per acquistare una chitarra e... ogni tanto si vede con un ragazzo! Insomma, l'arguta e silenziosa protagonista dell'avventura di Cing è cambiata e pure tanto. Solo il padre sembra non accorgersene.
E il bello di Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria è che la complessità della trama è tale che più aspetti si fonderanno tra loro, mentre la storia principale ci verrà raccontata. Da un lato dovremo far luce sui misteri che ruotano attorno alla morte della madre e, soprattutto, capire a cosa stesse lavorando prima di essere assassinata, dall'altro avremo a che fare con i problemi tipicamente adolescenziali della giovane: l'incomunicabilità con il padre, la passione per la musica, la paura di non essere notata dai bei ragazzi... UNA ESTATE IN GIALLO Alla fine Ashley decide di accettare l'invito del padre: prende la corriera e parte per Lake Juliet sperando che questo campeggio aiuti i due a riallacciare i rapporti. Ma proprio sull'autobus la ragazza capisce che qualcosa non va: all'improvviso, infatti, le balenano alla mente dei particolari sulla morte della madre. Una figura apre la porta di casa, la madre capisce subito il pericolo e rinchiude Ashley, piccolissima, in un armadio a muro, e le consegna un pendaglio che sembra nascondere qualcosa. Poi gli spari. Ashley si sveglia di soprassalto. Si era semplicemente abbioccata. Stringe il ciondolo della madre. Da quel giorno l'ha sempre con sé. Nel frattempo è arrivata al lago. Neppure il tempo di scendere, però, che si scontra con un altro brutto accadimento: una signora, che ha condiviso con lei la corsa, le da uno strattone buttandola in terra. Lesta agguanta il suo zaino e scappa via. L'hanno derubata. Sconvolta Ashley si reca al lago Juliet, sempre più convinta che questa non sarà affatto una vacanza rilassante! POIROTTA... Senza soldi, senza documenti, senza borsa e senza il nostro orsacchiotto preferito. Così ha inizio la nostra avventura in Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria. Così ha inizio la vacanza della povera Ashley a Lake Juliet. Ovviamente suo padre non è alla fermata dell'autobus. Ovviamente se ne sarà dimenticato. Sempre troppo preso dal suo lavoro per potersi ricordare delle promesse fatte. Da soli ci dirigiamo dunque al campeggio: Ashley, infuriata, se ne ritornerebbe subito a casa, ma non ha nemmeno i soldi per il viaggio di ritorno. E' così che ha inizio un vero e proprio giallo videoludico, fatto di strambi figuri, accadimenti improvvisi, enigmi interessanti ma, soprattutto, di tante schermate da leggere. Eh sì, perché Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria non è certo un gioco d'azione. Tutt'altro. L'avventura grafica di Cing procede placida e tranquilla ed intervalla i colpi di scena con decine e decine di schermate testuali.
Se la lettura non è il vostro forte, insomma, non è il titolo che fa per voi! Perché effettivamente nell'avventura di Ashley la storia è così una componente forte da schiacciare tutto il resto. Ogni tanto si smette di leggere e ci si mette alla ricerca di qualcosa o di qualcuno, ogni tanto occorre superare enigmi che non smetteranno di stupire per come sono stati strutturati (il Wiimote permette un'interazione "fisica" con il gioco a dir poco incredibile!), però si tratta solo di eventi sporadici, perché la maggior parte del tempo la si passa ascoltando i dialoghi tra la protagonista e lo strambo di turno. Dialoghi oltretutto molto "obbligati" in quanto non è quasi mai possibile selezionare cosa dire o cosa rispondere e quando si può è comunque un passaggio indispensabile per proseguire nel gioco. Insomma, come avverte il bollino sull'elegante copertina, Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria è un vero e proprio "romanzo su schermo", non un videogioco. E come un romanzo, va vissuto passivamente, leggendo ciò che gli autori hanno previsto. Non è possibile né morire, né sbagliare, perché la strada è una sola. E' solo possibile rimanere per troppo tempo su di un enigma, ma anche in questo caso la soluzione è sempre dietro l'angolo, specie se avrete cura di leggere tutto quanto vi verrà comunicato. IO GIOCO, TU GUARDI! E' un peccato che Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria risulti così poco libero, costringendo il giocatore ad una serie di tappe forzate, senza che abbia la possibilità di agire di fantasia facendo di testa sua. Le strade del campeggio, quando non servono, sono puntualmente bloccate, non si sfugge: la via da percorrere è sempre e solo una. Una costrizione che sicuramente darà fastidio ai giocatori più grandi e smaliziati, abituati ad avventure grafiche un po' più complesse. Ma questi sono gli unici che potranno realmente apprezzarlo, perché difficilmente i più giovani proveranno interesse per un titolo che presenta ore ed ore di schermate testuali. Ed è un vero peccato, perché gli enigmi presenti, seppur pochi, spingono al massimo le potenzialità del Wiimote.
A cura di: Luisa Grotti
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