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[ DS Anteprima ] Sands of Destruction PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Wednesday 17 March 2010
Sands of Destruction logo


LA LEGGENDA DELLE SABBIE IMMOBILI

Sistema: Nintendo Wii
Target: 12+
Genere: GdR
Giocatori: 1
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Sega
Sviluppatore: Image Epoch
Distributore: Halifax
Versione: USA
Requisiti: /
Uscita EU: 2010
Uscita JAP: Disponibile
Uscita USA: Disponibile

 

Ogni qual volta viene presentato un nuovo gioco di ruolo à la giapponese - il genere prediletto tra i giapponesi - sviluppato da un team di giapponesi e ideato per la console più popolare tra i giapponesi, sorge spontaneo chiedersi quale potrà mai essere la virtù nascosta che possa distinguerlo dalla montagna di produzioni già pubblicate (anche solo in questa generazione di console). La situazione risulta ulteriormente esasperata dalla dilagante pratica del remake, che ha visto una riproposizione sul mercato di grandi classici dei tempi che furono, contribuendo a una certa saturazione, per un genere che si trascina da diversi anni quasi insensibile al progresso del videogioco. Quella del JRPG è una finestra sul passato che non vuole chiudersi, una tipologia videoludica caratterizzata da un gameplay statico e staticamente riproposto in nome di una tradizione ancestrale che gli dei del videogioco non vogliono infrangere, ai danni di una più netta evoluzione di cui si sente terribilmente il bisogno. Il tutto è reso ancora più irritante per gli utenti occidentali, estimatori o meno del gioco di ruolo giapponese, che si vedono convertire per il proprio mercato solo una parte del prodotto finito, secondo una misteriosa selezione naturale che appare più spesso come una scelta del tutto arbitraria, tale da ostacolare – nella peggiore delle ipotesi - l'emergere di quelle poche produzioni davvero meritevoli a favore di quelle che offrono più probabilità di successo commerciale.

 


Come la saga di Tales of, anche in Sands of Destruction scene in stile anime introdurranno il giocatore nei fatti della trama...
...Ma rispetto al titolo Namco la qualità è indubbiamente inferiore.


Così, l'intrigante connubio tra un publisher di sconfinata esperienza (Sega) e un team di sviluppo relativamente giovane (Image Epoch) ha visto un 7th Dragon imprigionato in Giappone e un Sands of Destruction reso disponibile per il mercato statunitense ma dal futuro europeo incerto. Non vorremmo farci portavoce di una visione eccessivamente pessimistica, ma la nostra impressione è che tra i due titoli menzionati il più interessante (perché diverso dal solito) sia proprio quello che non vedremo mai tradotto in una lingua comprensibile, mentre Sands of Destruction, più ordinario (quindi capace di garantire a Sega un ritorno economico più sicuro) e canonico (pertanto a nostro avviso trascurabile), ha avuto la sua buona versione occidentale. Ribadiamo che al momento si parla dell'edizione americana, l'unica possibilità anche per i videogiocatori europei (fortunatamente il DS rimane region free) qualora Sega decidesse definitivamente di chiudere le porte al vecchio continente.


THE BOY WHO DESTROYED THE WORLD

Image Epoch, a fronte di un catalogo personale piuttosto ridotto, ha già avuto modo di mettere in luce il suo valore (Luminous Arc), tuttavia per l'occasione ha potuto avvalersi della collaborazione di figure illustri, a cominciare da Masato Kato (Chrono Trigger) che si è occupato della storia, allo scopo di innalzare il livello qualitativo del prodotto e comunicare l'idea che non si tratti di un RPG qualunque (tesi ancora da dimostrare). La storia comunque lascia ben sperare, rappresentando uno degli aspetti più promettenti di Sands of Destruction. Il gioco è ambientato in un mondo fantastico caratterizzato da un oceano di sabbia e dominato da una razza di spietati uomini bestia (conosciuti come i Ferali) mostruosi e malvagi.


Dal punto di vista grafico Sands of Destruction si presenta molto bene e pare superare anche titoli più blasonati.
A quanto pare i boss saranno enormi e vi impegneranno in combattimenti lunghi ed estenuanti. Insomma, il paradiso del fan del JRPG!


Le sole speranze per la razza umana di liberarsi dalla schiavitù sono nelle mani di una gruppo di guerrieri riuniti sotto il nome di World Annihilation Front. Il Fronte per l'Annientamento del Mondo, scartando l'ipotesi di una insurrezione armata contro i Ferali, ha elaborato una soluzione bizzarra per risolvere i problemi dell'umanità: distruggere il mondo intero (World Destruction è il titolo originale dell'opera). Kyrie, il protagonista del gioco, è un ragazzo dotato di misteriosi poteri altamente distruttivi e apparentemente incontrollabili, motivo per cui si è reso interessante agli occhi del Fronte. L'altro personaggio principale è Morte, ragazza leader del Fronte determinata a portare a compimento il più apocalittico degli obiettivi. Così inizia l'avventura del giovane Kyrie, ignaro del suo potenziale e ancora indeciso da che parte schierarsi.


LA CLESSIDRA DI PIETRA

Una storia tanto affascinante è purtroppo accompagnata da una struttura di gioco fin troppo tradizionale. L' (in)evitabile legame col passato è reso presente tanto dagli scontri casuali quanto dalla pedissequa alternanza tra dungeon e città. Il sistema di combattimento (ovviamente a turni) dal canto suo, pur non offrendo niente di particolarmente clamoroso, sembra piuttosto solido e ben studiato. Ogni personaggio dispone infatti di una manciata di Battle Points da tradurre - durante ogni turno - in un certo numero di azioni o attacchi, che andranno a consumare più o meno punti a seconda della loro efficacia o potenza. La quantità di Battle Points a disposizione di ogni personaggio dipende (oltre che dall'esperienza accumulata) dallo stato d'animo, che potrà essere innalzato per mezzo di tutta una serie di elementi (molti dei quali inizialmente misteriosi) tra cui gli accessori equipaggiati. Unitamente all'automatico incremento graduale del proprio livello, ogni personaggio avrà a disposizione periodicamente un certo numero di Customization Points, spendibili dal giocatore per ottenere nuove possibilità d'attacco o per potenziare - secondo modalità alternative - abilità già possedute. La scelta assume importanza dal momento in cui esistono alcuni tipi di attacchi che, se correttamente potenziati, potranno essere sprigionati combinatamente. Un sistema di personalizzazione analogo è previsto anche per le armi e l'equipaggiamento.


Il titolo sviluppato da Image Epoch è sicuramente un rpg molto classico, forse troppo. I combattimenti casuali, infatti, oggigiorno tendono a scomparire, mentre in Sands of Destruction permangono fieramente.
La mappa del mondo, giusto per avere un'anteprima delle peregrinazioni che vi attendono...


Le meccaniche di gioco del tutto classiche lasciano presagire un impiego limitato delle proprietà distintive del DS, che si vede sfruttato solamente grazie alla indiscutibile versatilità del doppio schermo, permettendo alla buona realizzazione grafica di avere più spazio per esprimersi. Sands of Destruction offre infatti un mondo di gioco tridimensionale abitato da personaggi modellati sottoforma di sprite bidimensionali. L'aspetto complessivo è gradevole salvo qualche inevitabile stonatura quando determinate situazioni sono sottoposte a uno zoom troppo marcato. Il giocatore potrà esplorare agevolmente le varie ambientazioni grazie alla possibilità di ruotare totalmente la visuale intorno al protagonista. La storia, che rimane il punto di forza di Sands of Destruction, verrà somministrata al giocatore con l'ausilio di una colonna sonora d'autore - firmata da Yasunori Mitsuda (Xenogears) – e di un doppiaggio atto a enfatizzare quelle interruzioni filmate maggiormente significative.


A cura di: Marco Trabattoni



Considerazioni Finali

Sands of Destruction si presenta come un gioco di ruolo probabilmente troppo legato alla tradizione (i combattimenti casuali non vorremmo vederli mai più), con poche caratteristiche distintive (il sistema di upgrade basato sulla distribuzione di punti non è certo una novità) e tenuto in piedi solo grazie a un intreccio narrativo degno di una certa attenzione, unica ancora di salvezza che potrebbe risparmiare al titolo di Image Epoch il completo anonimato.



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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 17 March 2010 )
 
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